Direttore responsabile: Giovanni Capaccioli

Il Wallet: modi d’uso, caratteristiche e un pò di numeri

Intro

Wallet Blockchain

Negli articoli precedenti abbiamo descritto la blockchain: perché è nata, i nodi ed i minatori che compongono la catena a blocchi, le transazioni che una volta validate entrano in blockchain, i principali metodi di validazione delle transazioni e dei blocchi (consensum) utilizzati in essa.

Abbiamo imparato a capire cosa avviene quando due utenti creano una transazione e la immettono in blockchain.

Abbiamo imparato a conoscere 3 tipologie di consensum maggiormente usate per le 2000 e più criptomonete ad oggi esistenti: PoW (Proof of Work), PoS (Proof of Stake), PoA (Proof of Authority).

Abbiamo poi parlato del token: le varie tipologie di token, cosa sono ed a cosa servono.

Abbiamo trattato degli Smart Contracts, capendo come sono composti, a cosa servono e perché sono nati ed implementati poi in blockchain.

Abbiamo, poi, ampiamente compreso i motivi per i quali la blockchain è ad oggi considerata al pari della rivoluzione (tecnica e di pensiero) del world wide web, tanto che persino Facebook con Libra ha deciso di prendervi ufficialmente parte.

Lo strumento: wallet

Ma una volta che abbiamo deciso di provare ad entrare in questo mondo, testandone le potenzialità, quali strumenti dobbiamo imparare ad usare?

Usufruire della blockchain dal lato utente (senza cioè partecipare alla costruzione della sottostruttura hardware e software necessaria per il suo sviluppo) non è poi così complicato come si possa pensare: è sufficiente avere un wallet. Non è necessario essere forzatamente minatori e/o nodi per poter usare la blockchain.

La parola wallet sta per “portafoglio” (digitale). Il suo scopo è paragonabile ad un home banking, ad una dashboard di ricarica del credito dello smartphone, oppure al proprio conto PayPal che usiamo per acquistare per esempio su internet: ha lo scopo di trasferire moneta, ma, in questo caso, con la differenza che permette di accedere alle potenzialità della blockchain

Tipologie di wallet

Sostanzialmente si tratta di un software che permette di trasferire, acquistare o vendere cryptomonete. La versione software è effettivamente la più usata: installabile su pc desktop, computer portatili, tablet, smartphone o addirittura online per esser consultabile poi da dovunque senza avere quel particolare device (computer o smartphone) a portata di mano.

Ne esistono però anche in versione hardware: per esempio come penne usb, facilmente trasportabili, possono essere poi connessi velocemente a qualsiasi dispositivo (pc, portatili, tablet smartphone) per completare trasferimenti, acquisti o vendite in cryptomoneta.

Fin da principio molto diffusi sono le versioni di wallet cartacei, i cosiddetti Paper Wallet: questi tipi di wallet prevedono la stampa di un Qr-Code, il quale può poi esser scansionato da qualsiasi dispositivo dotato di apposito software per abilitare un trasferimento di denaro (per esempio).

L’uso del Qr-Code è molto sviluppato, soprattutto nei paesi asiatici: questo strumento di facile uso permette di esser “letto” dalle fotocamere dei cellulari o dei tablet (preventivamente abilitati a tale tipo di lettura). La lettura di questo Qr-Code permette all’utilizzatore di inviare velocemente la somma desiderata all’esercente che ha esposto tale Qr-Code

A cosa serve il wallet ed i suoi vantaggi

I vantaggi di un sistema di questa portata sono notevoli, a cominciare dalla velocità di pagamento e di archiviazione di scontrino e/o fattura, tanto dal lato utente quanto dal lato esercente, permettendo (per esempio) all’esercente di poter generare uno storico di fatture o scontrini “certificato” dalla blockchain stessa.

Come abbiamo precedentemente imparato nell’articolo riguardante le transazioni, il sistema blockchain prevede l’uso delle chiavi pubbliche e private. Esse sono di grande importanza anche qui, nei wallet personali. All’interno dei wallet funzionano per:

  • abilitare il riconoscimento utente: se un utente perdesse la chiave privata non potrebbe accedere al proprio wallet
  • dare il via alle transazioni: quando l’utente A crea una transazione, il software, partendo dalla chiave privata, genera una “firma digitale”, come abbiamo imparato nell’articolo riguardante le transazioni
  • “geolocalizzare” il wallet corretto con il quale comunicare per acquistare e/o vendere e/o semplicemente trasferire denaro: ogni wallet ha un indirizzo, paragonabile ad un IBAN bancario. Si tratta di un codice alfanumerico che dobbiamo poi usare come “indirizzo” personale da comunicare a chi deve inviarci della moneta.

Poco sopra abbiamo preso ad esempio PayPal: qui abbiamo come identificativi i nostri nome e cognome ma soprattutto la nostra e-mail. In blockchain, tutto viene sostituito dai codici alfanumerici generati automaticamente e randomicamente dal software del wallet.

Ad oggi non esistono particolari limiti al numero di wallet creabili da un utente, a meno che non venga inserita una regola dal sistema blockchain usato. Una volta creato il wallet, avremo a disposizione una piattaforma (dashboard) con la quale potremo effettuare operazioni come:

  • conservare cryptomoneta;
  • inviare o ricevere criptomoneta;
  • controllare lo storico delle transazioni che sono state qui memorizzate.

Collegando il proprio wallet ai vari e-commerce (e-bay e simili) presenti sulla rete che abilitano il pagamento e la ricezione di cryptovaluta, potremo persino usarlo per acquistare e/o vendere su internet.

Wallet: un po’ di numeri

Sono realmente molti i wallet disponibili sul mercato, solo per Bitcoin ne possiamo vedere qualche esempio qui.

A livelli numerici, solo per Bitcoin fonti affidabili parlano di un numero che supera i 40 milioni di wallet aperti

Wallet Bitcoin

Mentre per Ethereum la cifra sorpassa i 70 milioni

Wallet Ethereum

Il wallet in sé, appoggiandosi su tutta la struttura blockchain, è uno strumento ad eleveta sicurezza, ma essendo digitale, deve essere usato con dispositivi comuni come un computer o uno smartphone. Ecco che valgono tutte le regole che seguiamo con qualsiasi altro strumento digitale, cioè fare attenzione a virus e/o trojan che potrebbero esser presenti sui dispositivi che usiamo per connetterci ad esso, sia che lo facciamo tramite software che tramite usb o Qr-Code (o NFC).