Direttore responsabile: Giovanni Capaccioli

Possibili applicativi della BlockChain

Blockchain: tecnologia costituita da un libro mastro immutabile, dotata opportunamente di tokens e smart contracts, può essere plasmabile in relazione all’obiettivo da raggiungere, al settore nel quale la si vuole applicare.

Ma quali sono i settori che ad oggi si dimostrano maggiormente reattivi in ambito applicazione blockchain?

In questo articolo, dopo una attenta ricerca in ambito nazionale ed internazionale, ho evidenziato sei settori primari, particolarmente ricettivi:

  1. Istruzione
  2. Voto elettorale
  3. Musica
  4. Sport
  5. Sanità
  6. Supply Chain

Istruzione

istruzione

Oggi, una delle maggiori difficoltà del mondo dell’istruzione è il reperimento veloce e sicuro di titoli accademici: questo, rallenta molto i procedimenti burocratici che necessitano di azioni manuali per ricerca e riconoscimento di tali titoli.

  • Tempi eccessivi.
  • Lavoro manuale spesso troppo complesso.
  • Problema delle frodi relative ai titoli accademici.

Le tecnologie avanzano, così come le richieste di applicazione di esse nei settori di primaria importanza, proprio come il mondo dell’istruzione. Sono soprattutto i diretti fruitori di tale mondo che richiedono un adeguamento delle tecnologie, per poter godere dei relativi benefici ed usarle al fine di abbattere le problematiche del settore.

Repubblica ha recentemente raccontato dell’ università spagnola Rey Juan Carlos, sotto esame da parte del giudice istruttore di Madrid per verificare la validità del titolo da avvocato ottenuto da circa 500 italiani. Questo è solo uno degli esempi di applicativi della blockchain al fine di arginare problematiche: applicando qui tale tecnologia, avremmo a disposizione un tracciamento molto più veloce, sicuro ed immutabile dei titoli accademici, migliorando quindi la qualità dell’istruzione e conseguentemente quella dei professionisti da essa generati.

Lo studio di applicazione della blockchain in ambito di istruzione sta divenendo sufficientemente sviluppato da aver seriamente interessato università importanti come il MIT (Massachusets Institute of Technology) che applica Bitcoin e l’università di Cagliari che ha deciso di usufruire di Ethereum.

Il MIUR stesso (Ministero dell’Istruzione) ha presentato nell’ Ottobre 2018 il proprio progetto relativo al riconoscimento del  percorso di studio e delle relative competenze di ciascun richiedente, sia per i cittadini studenti italiani che per i rifugiati che giungono in Italia. E’ lo stesso Vice Ministro Lorenzo Fioramonti a descrivere il progetto al link del Ministero dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca.

Ecco che il mondo dell’istruzione, tramite una tecnologia dedicata in blockchain, può sicuramente trarre beneficio in aree come il tracciamento di titoli accademici, crediti universitari, corsi formativi extrascolastici ed altro ancora, creando applicazioni blockchain di vario tipo sull’istruzione

Voto 

Voto

La questione del voto è sicuramente una delle più spinose: una delle criticità più sottolineate negli anni, infatti, grava sul lato sicurezza del voto, cartaceo o interattivo che sia.

  • Possibili brogli elettorali.
  • Problemi di trasparenza dei voti.
  • Difficoltà nei conteggi di essi e così via.

Quando si parla di questo argomento delicato, spesso si tende a pensarlo riferito esclusivamente ai voti su base governativa, elettorale, politica, dove cittadini ed istituzioni esercitano i propri diritti e doveri collegati al voto stesso.

In realtà, riflettendo a più ampio raggio, la tecnologia blockchain può essere implementata nell’argomento voto riferito non solo a tali campi, ma anche in situazioni più giornaliere, come votazioni relative a contest di vario tipo: sportivi, televisivi, social (YouTube o Facebook o simili) e via dicendo.

L’utilizzo in modo proprio della tecnologia blockchain e delle sue applicazioni potrebbe velocemente essere di aiuto nell’abbattimento delle problematiche di cui abbiamo parlato: la tecnologia in sé stessa, infatti, permetterebbe non solo il salvataggio dei voti in modo immutabile, immodificabile e trasparente, ma garantirebbe al sistema un richiamo dei voti e relativo conteggio molto sicuro e veloce, permettendo da un lato ai votanti di utilizzare mezzi sempre più smart per esercitare il proprio diritto di voto (in qualsivoglia campo o settore), dall’altro ai votati (che siano persone o aziende) di poter essere sicuri  della bontà del sistema di voto stesso.

Stanno sorgendo oramai molti esempi di applicazione del sistema voto alla tecnologia blockchain. Il 2 Settembre la testata giornalistica Japan Times racconta, nel suo articolo al link qui, della città di Tsukuba: è la prima città giapponese ad aver applicato la tecnologia blockchain ad un sistema di voto. Questa è definita come la città giapponese di riferimento in ambito di ricerca scientifica, sempre in prima linea nelle nuove tecnologie: è stato sviluppato qui un innovativo sistema di voto, integrato con un riconoscimento dell’identità del cittadino che, applicato alla tecnologia blockchain, ha permesso ai cittadini di votare in argomenti di sostegno sociale.

La Sierra Leone stessa ha messo sotto esame il voto in blockchain nel Marzo 2018, come riporta Il Sole 24 ore all’articolo qui: tramite l’uso di una blockchain appositamente costruita, è stato possibile tracciare i voti in parallelo alle votazioni cartacee, per dimostrare la bontà dei numeri poi espressi.

La strada da percorrere e gli strumenti da testare sono tangibili, ma sicuramente non è da sottovalutare la tecnologia blockchain come diretta evoluzione dei sistemi di voto attuali.    

Musica 

Musica

Il caso Napster (1999-2001) creò un grande scossone nel mondo discografico, come racconta Il Fatto Quotidiano qui: da allora il mercato musicale si è sempre più spostato verso l’ambito digitale, creando community sempre più tese all’acquisto di brani o album direttamente sul web, scaricandoli poi sui propri dispositivi

Il mercato discografico, così come quello cinematografico, è tutt’oggi in fase di stabilizzazione, visto che persistono fenomeni di download “pirata” di prodotti di proprietà intellettuale, protetti da copyright.

Da quando colossi come Netflix e Spotify sono entrati sul mercato, le percentuali di utilizzo di sistemi “pirata” da parte di utenti per il reperimento di contenuti digitali, è via via andato in calo, come racconta La Stampa qui; recentemente la tendenza si è non solo assestata, ma ha ripreso il suo trend in aumento. Ciò segnala che molti utenti persistono tutt’oggi all’utilizzo di sistemi “pirata” basati principalmente su tecnologia Torrent.

Tale fenomeno oggi è difficilmente arginabile, se non tramite l’uso di tecnologie di nuova generazione, come la blockchain, che permetterebbe ,tramite le proprie applicazioni, da un lato di tracciare in modo più capillare i prodotti, dall’altro donerebbe vantaggi tangibili agli utenti relativamente al prezzo di acquisto o di reperimento del prodotto, o opportunità di guadagno in base ad azioni prestabilite dagli smart contracts.

Le nuove tecnologie sempre più facilmente accessibili hanno cominciato inoltre a produrre nuovi fenomeni: gli YouTubers. Nascono, infatti, molti artisti, soprattutto di giovane età, che tendono a sfruttare la facilità di accesso alla rete mondiale, principalmente tramite l’uso di piattaforme come YouTube e Facebook. Queste piattaforme permettono loro di rendere pubblico il proprio talento ed avere un riscontro diretto e quasi immediato dell’ impatto del loro prodotto sugli utenti, persino monetizzandolo seppur in lieve quantità.

Se da un lato diventa così facile l’accesso al pubblico, dall’altro rimane poi complessa la gestione del talento, per motivi di varia natura: case discografiche ancorate al vecchio modello, possibilità di download pirata dei prodotti degli artisti, conseguenti aumenti di prezzo di album e singoli in vendita sia nei negozi fisici che negli store online, difficoltà di vendita dei prodotti classici. 

Ecco che, per cercare di aprire una nuova via in questo mercato, nascono oggi aziende che cercano di sfruttare le potenzialità della rete blockchain per facilitare e monetizzare in modo innovativo situazioni come la gestione dei diritti d’autore e delle licenze, l’arginare il fenomeno delle lobby discografiche.

L’uso degli Smart Contracts, per esempio, permetterebbe di impostare piattaforme che non richiedano l’uso di un intermediario (come accade oggi), snellendo e velocizzando molto tutto il sistema: gli utenti sarebbero così in grado di poter acquistare direttamente dagli artisti, in totale sicurezza, compliant con le licenze, con il diritto d’autore e simili. Piattaforme costruite con questa tecnologia permetterebbero persino la creazione, gestione e vendita di contenuti streaming.

Le conseguenze positive coinvolgerebbero anche e soprattutto gli artisti, che diverrebbero diretti produttori e venditori di contenuti, ottenendo sempre più controllo sulla “gestione” del proprio pubblico, in modo diretto, non filtrato, accrescendo la propria community, traendo diretto vantaggio dall’interazione con essa.

Sport 

Il mondo dello sport è oggi sempre più legato all’economia. Se fino ad un decennio fa l’economia era soltanto un ramo di una qualsiasi azienda sportiva gestibile in vari modi, oggi è non solo diventato parte integrante di una qualsiasi gestione sana di un’azienda sportiva, ma è divenuto predominante su qualsiasi altro ramo aziendale.

 Oggi, infatti, qualsiasi azienda sportiva lungimirante si muove solo dopo studi e pianificazioni economico finanziarie fortemente approfondite ed approvate internamente. Molte aziende sportive sono, infatti, S.p.A: queste in particolare necessitano di bilanci sani e cristallini.

Ecco perché le aziende nello sport sono sempre più alla ricerca di nuovi ed innovativi modelli di business. Le aziende che per prime si sono mosse nel recente passato sono quelle che oggi hanno a disposizione un capitale sempre maggiore, poiché hanno aggredito nuovi mercati.

L’esempio lampante in Europa è il calcio: i team calcistici sono diventati sempre più aziende vere e proprie, squadre come Manchester United, Paris Saint Germain, Real Madrid (solo per citarne alcune) si sono sempre maggiormente spinte verso mercati nuovi, come quello asiatico, sperimentando persino tecnologie innovative, piattaforme avanzate come lo streaming o come sta facendo il Paris Saint Germain con la blockchain: il CoinTelegraph racconta qui come la squadra parigina stia sviluppando una piattaforma blockchain per essere sempre più in contatto con i propri fans, dando loro la possibilità di interagire votando su decisioni puramente estetiche come i colori di maglia, oppure prettamente tecniche come su MVP (il miglior giocatore “Most Valuable Player”) di un torneo, una amichevole, una partita e così via.

Stessa strada percorsa da un altro club come il West Ham, come racconta CoinTelegraph qui.

Il Sole 24 Ore racconta inoltre del progetto in blockchain della Juventus qui. In Italia, la Juventus, è da tutti riconosciuta non solo per meriti sportivi, ma anche dal punto di vista del progetto finanziario sempre in sviluppo, dimostrazione del fatto che sia attratta da questo tipo di tecnologia da usare come ulteriore punto di forza a suo favore, sia finanziario che sotto il profilo sportivo e di fans.

L’applicazione della blockchain nello sport può di conseguenza essere un vettore di spinta in molti modi: sponsorizzazioni crypto, tokenizzazione degli atleti e/o dei team, gestione dei biglietti tramite smart contracts, trasparenza nei test anti doping, contest a premi per l’interazione dei fans e molto altro

Sanità 

Esiste oggi un numero sempre maggiore di istituti ed aziende sanitarie, Esse si differenziano tanto per mezzi a disposizione, quanto per quantità di dati trattati e costi operativi che vengono poi “scaricati” sugli utenti, Il sistema attuale, purtroppo, si basa ancora su tecnologie che lo rendono piuttosto inadatto alle crescenti richieste di maggiore velocità ed uso dei dati in modo sempre più smart

Le piattaforme di lavoro usate da queste aziende tendono a creare un rallentamento della lavorazione delle informazioni (gli esiti degli esami), tanto da parte degli operatori medici quanto per gli utenti.

Un recente “Rapporto PIT Salute di Cittadinanzattiva” portato in risalto da Repubblica al link qui evidenzia come, agli occhi dei cittadini, siano cresciuti i disagi che essi affrontano: tempi di attesa per ottenere esami di varia importanza, costi di ticket , farmaci, prescrizioni, intramoenia e così via.

Questo problema si riflette infatti a cascata in un aumento dei prezzi che le aziende sono costrette a fissare per i loro servizi e che quindi gli utenti sono costretti a sostenere. Le cure quindi rallentano ad essere diagnosticate ed i dati degli utenti non possono essere monetizzati pienamente, né dalle aziende né dagli utenti stessi.

Ecco perché sono allo studio ed in test sistemi sanitari in tecnologia blockchain che possano permettere agli utenti di avere un proprio “portafoglio” virtuale da usare per attivare le richieste di esami, dove conservare i dati scaturiti da tali esami, da usare assieme ai propri medici di fiducia con i quali condividere gli esami in modo istantaneo su richiesta, senza sottovalutare la possibilità sia per gli enti/aziende che per gli utenti di usare i dati di tali esami per monetizzarli in vari modi, mantenendo la giusta sicurezza ed il giusto anonimato.

D’altro canto è in veloce aumento lo studio e l’applicazione di devices e softwares sempre più evoluti, soprattutto in modalità “mobile” (cellulare, smartwatch, sport traker..), che aiutino la connessione dei dati raccolti dall’utente con il o i medici curanti, al fine di tener traccia dei dati della salute personale, provando persino ad anticipare eventuali malattie di vario genere. E’ il settore della “mHealth”, o “sanità mobile”, che, come descritto da Agendadigitale nell’articolo qui, fa ampio uso di dispositivi personali dell’utente che, attraverso sensori appositamente contenuti in essi per essere comodi e smart, raccolgono in modo costante i dati della salute dell’utente.

Al di là dell’Oceano Atlantico sono già in uso soluzioni di questo tipo, studiate in applicazione alla tecnologia blockchain: RttNews ci racconta qui come aziende (nel settore della salute) di grosso spessore internazionale come Pfizer Inc., McKesson Corp., AmerisourceBergen Corp., Premiere Inc. hanno confermato la loro partecipazione per la creazione di un’infrastruttura blockchain che abbia come obiettivo la raccolta e la semplificazione della gestione dei dati (i famosi “Big Data”) non solo per le aziende in sé, ma anche in quanto connesse a tutte le infrastrutture dei territori, tanto farmaceutiche quanto istituzioni sanitarie: gestione dei 

dati, tracciamento dei pagamenti, raccolta digitale delle cartelle cliniche, riduzione dei costi, interfaccia con i dispositivi indossabili e così via.

Supply-Chain 

Per supply chain si intendono tutti i passaggi che segue un prodotto per diventare tale. Raccolta, produzione, trasformazione, trasporto sono solo alcuni passaggi che un prodotto affronta (o può affrontare) prima di arrivare nelle mani del consumatore: la filiera, la logistica.

Essi sono oggi effettivamente tracciati, ma vengono usate ancora metodologie piuttosto obsolete, che possono incorrere in errori o persino rallentare eccessivamente il percorso di tutta la filiera. Essa è effettivamente una moltitudine di punti nodali che devono esser tracciati nel modo più scrupoloso possibile, cercando di non rallentare il processo di tracciamento, ma al contrario velocizzarlo sempre di più, rendendolo sempre più affidabile.

Al giorno d’oggi sono molteplici gli errori che possono gravare su una supply chain non appositamente oliata:

  • Il cliente è e sarà sempre l’elemento focale, colui che garantirà una linea vincente o no: ecco perché è essenziale che capire se il cliente finale compra il prodotto. Conoscere l’utilizzatore finale (l’acquirente) in real time permette alla filiera di fornirgli il prodotto giusto al momento giusto.
  • Lo stesso vale chiaramente per ciascuno dei “partecipanti” della Supply Chain: ognuno di essi ha un ruolo ben preciso nella catena, tempi scanditi, obiettivi selezionati. Queste caratteristiche devono per forza di cose incrociarsi perfettamente tra tutti i livelli della supply chain. Ecco che quindi diventa anche qui essenziale non vedere soltanto il punto finale, ma anche i precedenti, i passaggi precedenti lungo la catena. Questo vuol dire che l’utente finale ha la stessa importanza degli attori della supply chain: monitorare l’utente finale in real time così come farlo per tutti gli attori della catena.
  • L’essere pienamente capaci di monitorare tutti gli attori in real time permette di conseguenza di poter effettuare delle modifiche migliorative dal vivo a tutta la procedura della supply chain, oppure ad una sola parte di essa, senza intaccare pesantemente sul resto del comparto produttivo lungo la supply chain.
  • Il poter riprogrammare uno o più livelli della supply chain è direttamente collegato alla caratteristica di essere visibile sulla catena della supply chain: se infatti uno o più livelli non sono visibili o non interagiscono in tempo reale, tutto il processo della supply chain subisce le conseguenze relative: ritardi, non conoscenza di un guasto, non intervento live e così via.

Creando un registro di tipo blockchain la caratteristica di sicurezza e tracciamento cresce: il prodotto, infatti, raggiungerà i nodi focali con sicurezza, venendo riconosciuto molto velocemente (tramite l’uso di strumenti idonei); inoltre il suo percorso verrà “salvato” e quindi tracciato nel registro distribuito, aumentando poi la possibilità di essere rintracciato per qualsivoglia motivo.

Tracciamento della logistica, dell’agroalimentare made in Italy, del petrolio, una supply chain relativa alla finanza, sono solo alcuni esempi.

Tutto ciò appena descritto risulta vantaggioso tanto per i partecipanti della Supply Chain quanto per gli utenti finali, coloro che useranno effettivamente il prodotto.

I primi godrebbero di un sistema di registro distribuito basato su una nuova tecnologia che permetterebbe loro di abbattere i costi di gestione delle varie filiere, creando un sistema intelligente di salvataggio, verifica e controllo, con la conseguente possibilità di vedere live i possibili malfunzionamenti e porvi immediato rimedio.

Tutto ciò, ovviamente, fungerebbe anche da pubblicità positiva per le filiere, soprattutto nei casi in cui esse venissero usate per evidenziare la bontà di un prodotto, che sia agro alimentare oppure un made in Italy a livello di tecnologia avanzata o di un marchio tecnologico-manifatturiero riconosciuto a livello globale.

I secondi, cioè gli utenti, avrebbero a disposizione un sistema tramite il quale potrebbero verificare istantaneamente il prodotto che hanno di fronte. Tale prodotto, tramite apposizione di una tecnologia dedicata (come rfid, barcode, qrcode ed i loro diretti successori in via di sperimentazione e sviluppo) permetterebbe, agli utenti, il tracciamento di tutti i dati della filiera salvati in blockchain, quindi immutabili, non modificabili da ente terzo. 

Ecco che il consumatore finale potrebbe godere di uno strumento che potrebbe persino combattere il falso in settori che riguardano la salute, l’alimentare, la tecnologia, il made in Italy e via dicendo.