Direttore responsabile: Giovanni Capaccioli

Il token digitale. Cos’è e a cosa serve.

Intro.

Spesso il concetto di Token digitale viene assimilato a quello di cryptomoneta (coin – cryptocurrency).

In realtà i due strumenti vanno considerati separatamente. Comprendere la loro funzione potrebbe sembrare più complicato del previsto, ma sarà sufficiente usare dei semplici esempi di token digitali e monete.

Pensiamo alle carte telefoniche che usavamo anni fa per telefonare dalle cabine telefoniche: esse erano dei fogli di plastica ai quali era stato dato un valore, ma soprattutto una funzione, quella di essere usata per lo scopo di telefonare, usando il “macchinario” della cabina telefonica.

Pensiamo alle fiches di un casinò: per usufruire dei sistemi di gioco in un casinò, quest’ultimo mette a disposizione, del cliente, delle monete finte (non le puoi usare al supermercato come useresti gli Euro); le userai (funzione) all’interno della “macchina” casinò.

I token digitali e le cryptomonete in blockchain

Nel sistema blockchain esistono tanto i Token digitali quanto le Cryptomonete (i coin). Mentre le Cryptomonete sono facili da comprendere poiché hanno, nel sistema blockchain, la stessa funzione che può avere l’Euro nella vita comune, per i Token la cosa potrebbe sembrare più complicata, ma solo apparentemente.

In un casinò, per esempio, potrebbero essere usati gli Euro per giocare, senza usare le fiches, no?  Sarebbe più facile, più diretto. Ma non è così. Si usano le fiches perché esse hanno una funzione, un compito diverso da quello dell’Euro.

Lo stesso vale per i Token. Infatti ciascuno di essi è creato per seguire il proprio set di regole, di vario tipo. Il Token più conosciuto ed usato è quello di Ethereum, chiamato attualmente ERC20.

Ai token vengono poi affiancati gli Smart Contracts, per far sì che il token di base possa “gestire” facilmente altri set di regole addizionali. Potremo avere quindi tanti tokens apparentemente simili poiché si basano su un medesimo token “madre”, ma diversi poiché si affiancano da un set ulteriore di regole (smart contracts) in relazione all’uso di destinazione: una medesima autostrada sulla quale viaggiano tante vetture.

Il “compito” come elemento cardine.

L’elemento cardine per capire il Token sta nella parola “Compito”: ciascun Token viene creato per svolgere compiti diversi. L’ ERC20 è lo standard storico di Ethereum, sul quale sono stati creati tanti altri sistemi cryptomonetari: Eidoo, Bancor, TenX, Dragonchain, Envion e moltissime altri.

Sta ultimamente prendendo piede un nuovo standard di token Ethereum: ERC721, sul quale sono stati costruiti sistemi divenuti celebri rapidamente, come i CryptoKitties oppure i DADA Collectible e molti altri.

Ma se la Cryptomoneta è il coin, il Token quali compiti ha nella blockchain?

Tipologie di token.

Sommariamente, esistono tre tipologie di Token digitale:

  1. Quelli la cui funzione è equivalente a quella di un coin: questo è il caso del Bitcoin.
  2. Vi sono poi i Token che concedono al proprietario uno o più diritti che esso stesso potrà usare nei confronti di colui che ha generato il Token in questione, esempio:
    – Diritto di ricevere pagamenti in futuro;
    – Un diritto di proprietà di un Asset, come quote di partecipazione;
    – Un diritto di ricezione di una prestazione d’opera ben definita.
  3. Infine troviamo quelli che sono  chiamati “misti”: parliamo, per esempio, di token di voto.

Token in una ICO.

Ora che abbiamo rese più chiare le tipologie di Token digitale, pensiamo allo strumento maggiormente usato in ambito blockchain per poter accumulare denaro in modo assimilabile al crowdfounding: le ICO

Quando nasce una nuova blockchain (o per meglio dire, una nuova Cryptocurrency retta da una nuova o una già conosciuta blockchain), accade sovente che viene lanciata una ICO: Initial Coin Offering. 

Le ICO non sono altro che un rilascio di Tokens, i quali verranno venduti agli utenti dall’azienda generalmente in cambio di Bitcoin, Ether o altre cryptomonete conosciute ed usate. Il ricavato della vendita di Token verrà utilizzato dall’azienda che ha promosso l’ ICO per autofinanziarsi, mentre gli utenti che avranno acquistato i tokens avranno dei diritti futuri verso l’azienda in base al tipo di token venduto – acquistato.

Ecco cosa sono i token in questo caso: un diritto futuro dell’acquirente. Per esempio un diritto a scambiare in futuro quei token che ha acquistato in cambio di una quantità di coin, per esempio una quantità di cryptomoneta.

Come si applicano i token alla vita reale?

Riprendiamo la scheda telefonica di cui parlavamo prima. Acquistandola, abbiamo ottenuto il diritto di usare i crediti contenuti in essa per telefonare all’interno di una cabina telefonica. 

Torniamo ora alle fiches del casinò di prima. Acquistandoli, abbiamo ottenuto il diritto di usarne il corrispettivo valore all’interno della struttura del casinò. 

Il traffico telefonico stesso di un cellulare potremmo considerarlo un token: si acquista il diritto ad usare i crediti del traffico all’interno della rete telefonica del proprio gestore.

Ricapitolando.

La blockchain di Ethereum ha tracciato la strada nel campo degli Smart Contracts e dei Token digitali. Come abbiamo detto prima, sul token di base di Ethereum, l’ ERC20, si sviluppano, per pura comodità ed efficienza, molti altri sistemi blockchain. Questo vuol dire che chiunque è in grado di creare la propria cryptomoneta partendo dall’ ERC20.

  • Il Coin è la moneta, più precisamente la cryptomoneta;
  • Lo Smart Contract è assimilabile al contratto digitale, l’accordo digitale tra le parti, fatto rispettare dalle logiche della matematica della blockchain;
  • Il token è il mezzo attraverso il quale viene fatto rispettare uno delle 3 tipologie di diritti che ho sopra descritto.