Intro
Ad oggi, una fotografia su quella che è la situazione in Europa mostra che una forma di regolamentazione serve per un motivo molto semplice: le regole di oggi sono difficilmente applicabili. Ecco che dunque si introduce il Regolamento MiCA.
Premessa
Prima di introdurre gli aspetti positivi e negativi del Regolamento, va fatta una premessa importante.
Oggi si parla dell’introduzione di una regolamentazione ma bisogna capire che significato le si attribuisce a questa, perché, per quello che si vede, la blockchain e i cripto asset sono un settore sicuramente molto dinamico, ancora molto agli inizi, che può svilupparsi molto rapidamente. Tra l’altro è un settore che diventerà molto importante per la finanza in generale perché in questo momento stanno arrivando le Stable Coin, l’Euro digitale, gli asset tokenizzati e così via, tutta una serie di elementi che toccano direttamente banche e operatori finanziari. Quindi, dal mio punto di vista, capisco che si voglia introdurre una regolamentazione, ma bisogna stare anche attenti a non rallentare lo sviluppo di un settore che in un certo qual modo è già entrato nella mente di gran parte delle persone, con i suoi rischi e i suoi benefici.
Comunque sia, è vero che ci sono situazioni particolari di abusi e truffe, come quella di FTX, che è la più recente avvenuta nell’ambito delle criptovalute, ma è anche vero che la consapevolezza dei clienti in materia rischio in questo settore è aumentata ed è molto alta. Oggi non c’è nessun utente che perde soldi perché ha sbagliato a comprare delle criptovalute e poi ritiene di essere stato danneggiato in maniera ingiusta; tutti sanno che c’è una potenziale grande opportunità ma, nello stesso momento, tutti sanno che ci sono dei rischi che vanno tenuti in considerazione.
Il regolamento MiCa: Pro e contro
Detto ciò, dopo anni di intensi negoziati e un accordo politico raggiunto circa 10 mesi fa, il Regolamento MiCA è stato finalmente formalmente votato e adottato oggi nella plenaria del Parlamento europeo. Questo rappresenta un regolamento comunitario che va a disciplinare il settore delle cripto attività e darà delle linee guida che i provider di servizi dovranno rispettare per operare in modo regolare nell’Unione. Questa norma, però, rappresenta solo una parte di una norma più ampia e più complessa, che va nell’ambito di un pacchetto che si chiama Digital Package e che trova le sue radici qualche anno fa e si compone di tutta una serie di altre regolamentazioni che insieme cercano di cogliere una regolamentazione unitaria per capire quando questi cripto asset sono strumenti finanziari e, in quel caso, si va a prendere la normativa già esistente per modificarla.
Il Regolamento MiCA tratta, invece, la stragrande maggioranza degli asset che rientrano nella convenzionale categoria degli utility token, oltre che degli e-money token che si collocano nell’alveo delle Stable Coin. Essa è una normativa estremamente complessa che pecca fondamentalmente del fatto che il Legislatore comunitario abbia pressoché preso spunto dalle normative già esistenti, tipicamente da quelle dei mercati finanziari e, purtroppo, andando a prendere grandi pezzi delle regolamentazioni dei mercati finanziari nasce già un po’ zoppa perché non riesce a cogliere esattamente le peculiarità o le opportunità che questa tecnologia potrebbe effettivamente fornire ad alcuni settori per aiutarne lo sviluppo, senza disturbare i mercati finanziari.
Oltre quanto definito in premessa, il Regolamento presenta alcuni fattori negativi non trascurabili, tra cui:
- l’onere regolamentare, ossia, l’onere che potrebbe creare la conformità alla regolamentazione per gli emittenti e per gli scambi di cripto asset, la quale potrebbe essere costosa e richiedere molto tempo, soprattutto per le piccole aziende. Ciò potrebbe in qualche modo scoraggiare l’innovazione e la crescita dell’Industria soprattutto se i requisiti regolamentari vengono considerati troppo onerosi. Questo concetto si allaccia alla sopra esposta questione del dover dare una regolamentazione cercando, però, di non reprimere la tecnologia alla base di tutto.
- l’ambiguità nelle decisioni normative, dove infatti alcune condizioni entrano in contrasto tra di loro e non danno un risultato chiaro. Per esempio, la classificazione degli NFT all’interno della legislazione MiCA purtroppo non è chiara perchè, mentre l’art. 2 (3) e il relativo Considerando 10 suggeriscono che gli NFT dovrebbero rimanere al di fuori dell’ambito di applicazione del MiCA, il Considerando 11 afferma che se gli NFT sono emessi in una “grande serie o collezione” possono essere considerati NON essere effettivamente fungibili, il che significa la loro emissione e altri servizi integrati (ad esempio un mercato NFT) potrebbero essere soggetti ai requisiti MiCA.
Oltre queste prime considerazioni, leggermente contrarie al Regolamento MiCA, vanno però menzionate alcune condizioni positive.
La prima è che questo regolamento rappresenta un Benchmark mondiale, cioè non c’è nessun altro nel mondo che abbia immaginato di fare una cosa del genere tant’è che la SEC oggi sta addirittura cercando di annullare gli effetti della tecnologia blockchain nell’ambito delle transazioni di criptovalute, considerando ognuna di queste, tranne bitcoin, una security token. Inoltre, in merito alla regolamentazione dei crypto asset, sta cercando di fare una cosa simile, copiando un po’ dall’Europa che è partita prima ed è proprio in questo senso che l’Europa si sta proponendo come leader in questa attività di regolamentazione omogenea. Il fatto che gli altri Paesi copino dall’Europa non è da considerarsi un fatto negativo perché essendo un’economia globale, più effettivamente le normative delle altre aree economiche diventano simili a quelle europee, più è facile per le imprese sviluppare il loro business.
Altro punto positivo è la maggiore legittimità creata da questa regolamentazione. Il regolamento dei mercati dei cripto asset aiuterà la legittimità dell’Industria dei cripto asset. Fornendo, per questi, un quadro normativo chiaro si contribuisce a promuovere maggiore fiducia tra gli investitori, ad attrarre più capitali nell’industria e a stimolare l’innovazione e la crescita del settore, offrendo maggiore opportunità agli investitori di partecipare al mercato.
A favore è anche la protezione degli investitori. Tale regolamentazione fornirà sicuramente agli investitori una maggiore protezione attraverso una serie di misure, come per esempio richiedere agli emittenti di divulgare informazioni rilevanti agli investitori e imporre regole più rigorose agli scambi che negoziano i cripto asset, aumentando la trasparenza e la responsabilità del mercato. Così facendo gli investitori sarebbero più in grado di prendere decisioni di investimento informate.
Considerazioni
Al di là di ogni elemento, positivo o negativo che sia, un fattore importante da considerare e non sottovalutare è che non è corretto dire che il Regolamento MiCA garantirà una protezione dalle truffe o dalle manipolazioni del mercato. Nello specifico la Regolamentazione MiCA non serve ad evitare la truffa in sé.
Prendiamo il caso di Bernard Madoff che sfruttò tutte le regolamentazioni esistenti per creare dei fondi, che erano regolati e che avevano a sua volta una banca depositaria. Era un privilegio per l’industria investire nei suoi fondi perché lo stesso Madoff aveva un ottimo curriculum.
Stessa cosa per FTX e il suo fondatore e CEO Sam Bankman-Fried. Il meglio della finanza internazionale gli ha dato dei soldi e non penso che questi fossero degli sprovveduti. Tutto questo è avvenuto proprio perché lui si presentava bene e con strutture altamente regolate.
Questo per dire che la soluzione non sempre, quindi, va trovata dove esiste un atteggiamento di tipo doloso. Con o senza regolamentazione chi vuole truffare il prossimo si organizza per vendere prodotti finanziari inesistenti, nel pieno rispetto delle normative.
Voglio poi chiarire che ci sono dei fenomeni complessi che devono essere attivati per accompagnare le nuove tecnologie ad ottenere un giusto framework normativo, che consenta di ottenere dei risultati che siano complementari e per questo deve venire in aiuto il Regolamento MiCA. Quindi, da un lato l’impresa deve sapere in che terreno poter investire e secondo quali regole giocare questa partita di mercato che non si può collocare in un settore solo nazionale; dall’altro lato gli utenti devono essere accompagnati per capire in profondità quali sono i rischi, le opportunità e le protezioni che possono avere in questo settore.
Conclusioni
Per concludere voglio fare un’ultima considerazione. Se oggi compro Bitcoin e lo metto da parte c’è, da un lato, il rischio che possa perdere parte o l’intero valore investito, dall’altro lato, il Bitcoin potrebbe guadagnare molto e quindi potrebbe, a detta di molti, trasformarsi in un prodotto finanziario. A questo punto, in alcuni Paesi europei, tra cui l’Italia, la definizione di transazioni di prodotti finanziari, se non ben interpretata e rispettata, potrebbe comportare il rischio di reclusione, come stabilito proprio dalla Cassazione Penale italiana. In altri Stati, invece, tra cui Germania, Francia e Olanda, tale situazione viene sempre considerata una cosa illecita, ma solo sul piano amministrativo e non su quello penale. Addirittura in determinati Paesi è consentito avviare transazioni con prodotti finanziari perché non esiste una norma ad hoc.
Ecco che, quindi, con il Regolamento MiCA, al di là dei punti positivi o negativi, si presenta la necessità di uniformare la tassonomia di tutta Europa per creare un’armonizzazione normativa, colmare le lacune dell’arbitraggio normativo e consentire alle aziende di operare su base europea senza la necessità di 27 diverse licenze e supervisori.
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