Intro
Siamo passati in modo relativamente veloce da un’economia di stampo industriale incentrata sul valore materiale, ovvero la produzione degli oggetti stessi, ad un capitalismo cognitivo, in cui la capacità di produrre oggetti è generica e diffusa, ed in quanto tale non costituisce più un fattore di differenza strategica, spostando quindi il focus sulle componenti immateriali come brand, design e marketing.
L’ NFT rappresenta uno strumento unico a disposizione degli attori che operano all’interno di questo nuovo sistema in quanto fornisce alle aziende un “medium” informatico-finanziario per convertire i beni immateriali a loro disposizione in revenue stream, senza l’intermediazione di un prodotto fisico.
Non è un caso che la maggior parte delle aziende “early-adopters” operino nel settore Luxury, come Gucci, Prada, Ferrari e Lamborghini, in quanto la maggior parte del loro valore è dato più dalla percezione collettiva dei consumatori nei loro confronti che dall’insieme degli asset materiali in loro possesso.
L’NFT non costituisce quindi una novità assoluta ma un esplicitazione ed un economicizzazione di qualcosa di preesistente.
Questa tecnologia fornisce un “contenitore” compravendibile di capitale sociale, definito dal sociologo Pierre Bourdieu come «la somma delle risorse, materiali o meno, che ciascun individuo o gruppo sociale ottiene grazie alla partecipazione ad una rete di relazioni interpersonali basate su principi di reciprocità e mutuo riconoscimento».
Si pensi al caso della collezione Bored Apes Yacht Club, balzata agli onori della cronaca per i frequenti acquisti per diverse centinaia di migliaia di dollari da parte di celebrità del mondo dello spettacolo e dello sport. Non è chiaramente nelle grafiche JPEG dei primati che va ricercato il valore che il mercato attribuisce a questo tipo di prodotto, ma nella rete sociale costituita dagli “holders” di questi NFT.
Gli acquirenti si percepiscono come membri di un club esclusivo e come tali si supportano anche nella creazione di brand personali, come ad esempio gli “Ape Influencers” su Twitter, che grazie al diritto di esposizione condiviso con i creatori possono utilizzare la loro Bored Ape per fini commerciali.
NFT e Musei
Oltre alle aziende esiste un altro tipo di organizzazione che potrebbe beneficiare del canale di trasmissione del valore che gli NFT rappresentano: I Musei.
A differenza delle prime, che per sfruttare il capitale immateriale a loro disposizione necessitano solo di un’azione di conversione, la trasmutazione di un’opera d’arte dalla forma fisica a quella virtuale richiede necessariamente una serie di azioni simboliche definibili come “rituale di creazione del valore”. Questi rituali sono spesso costituiti da un atto di iconoclastia, ovvero la distruzione metaforica o concreta dell’opera d’arte da cui proviene l’ NFT.
Qui di seguito sono riportati alcuni degli esempi che riteniamo fondamentali nella comprensione a trecentosessanta gradi dell’operazione di trasmutazione di un’opera d’arte da forma fisica a virtuale:
Il Caso Bansky
Nel marzo del 2021, un membro del collettivo Injective Protocol, durante una trasmissione in diretta su YouTube ha bruciato una serigrafia di Banksy pagata 95.000 dollari, convertendola in un NFT.
Il token contenente l’immagine digitalizzata dell’opera d’arte è stato in seguito venduto in Ethereum per un controvalore di 382 mila dollari.

Morons Bansky bruciato
Il Caso Basquiat
In aprile è stata tentata un’altra vendita su Opensea, il “Pettine libero con pagoda”, una tecnica mista su carta del 1986 di Jean-Michel Basquiat.
L’ opera d’arte fisica è rimasta invenduta durante l’asta tradizionale, mentre lo smart contract ha fornito l’opzione al vincitore con l’offerta più alta di distruggere il disegno fisico e tenere solo l’ NFT. In seguito all’opposizione della Fondazione Jean-Michel Basquiat, che ha ritenuto la distruzione dell’opera come una violazione dei diritti morali dell’artista, l’opera è stata ritirata dalla vendita.

“Free Comb with Pagoda” Jean-Micheal Basquiat -1986
Il Caso Particle
Interessante anche il caso di Particle, fondata a fine 2021. Quest’azienda acquisisce opere d’arte fisiche e ne effettua una “distruzione legale” consegnandole ad un public trust senza scopo di lucro il cui unico obiettivo è custodire le opere. Della copia fisica viene effettuata una copia digitale che in seguito viene parcellizzata in 10.000 pezzi NFT corrispondenti ognuno ad una frazione del dipinto originale.

“Love is in the air” Bansky – 2003
Il Caso Hermitage
Il primo tentativo di coniugare NFT e Musei è stato effettuato dallo State Hermitage Museum con la messa all’asta su Binance di 5 opere: Madonna Litta di Leonardo da Vinci, Giuditta con la testa di Oloferne del Giorgione, Lilac Bush di Vincent Van Gogh, Composizione VI di Wassily Kandinsky, e Un angolo del giardino a Montgeron di Claude Monet.
Dell’opera originale fisica sono state prodotte due copie digitali NFT in formato 1024 x 1024 px., una rimasta custodita dal museo mentre l’altra è stata messa in vendita con una base d’asta di 10.000 dollari in BUSD$. Ogni opera è stata firmata dal General Director dello State Hermitage Museum Mikhail Piotrovsky al fine di fornire un attestato di autenticità fisico da utilizzare nel virtuale.
Al termine dell’asta le opere NFT hanno generato un ricavo totale di 440.000 dollari con l’offerta più alta dell’asta andata al Madonna Litta di Leonardo da Vinci venduta a 150.500 dollari.
Al nuovo proprietario dell’opera NFT viene lasciata la completa libertà di esporla per fini commerciali e non.
La formula dell’Hermitage è peculiare in quanto tramite la creazione di due sole copie digitali autenticate risolve contemporaneamente sia il rischio di “digital deacession” implicito nella creazione di una copia singola, sia quella dell’inflazione e della svalutazione dell’opera NFT risultante, in quanto una copia resta in custodia al Museo e solo una viene immessa nel mercato.
Il Caso MIDA
MIDA, la nostra azienda, prende ispirazione dal “rituale” dell’Hermitage, una delle massime Istituzioni Museali, per creare un ponte tra il mondo dell’arte tradizionale e il Web 3.0 in espansione.
Queste due realtà sono collegate attraverso l’ NFT Masterpiece, il quale non ambisce ad essere un sostituto del fisico ma piuttosto il suo alter-ego all’interno dei nuovi Metaversi in costruzione da parte dei grandi colossi tech della nostra epoca come Meta, Apple e Microsoft.
La connessione che creiamo da una parte effettua una “distillazione” del valore permettendo che ciò che rende tale un’opera d’arte, unicità ed autenticità, permanga anche nel suo alias digitale mentre dall’altra consente un’estrazione di capitale economico dal mercato NFT andando a supportare le Istituzioni che conservano il Patrimonio Culturale Collettivo.
L’ NFT Masterpiece creato da MIDA, oltre al valore collezionistico e al suo utilizzo in esposizioni nei Metaversi , agisce come chiave d’accesso a un “Golden Circle” di grandi amanti dell’arte, nuovi talenti e critici rinomati, collegandoli in una rete sociale a vantaggio reciproco dei partecipanti.

L’adozione di queste tecnologie da parte dei Musei è una realtà sempre più vicina, spinta anche dal processo di digitalizzazione che sta accompagnando il settore da prima dell’arrivo della pandemia.
L’opportunità per queste organizzazioni non si restringe solo alla creazione di revenue stream alternative ma si estende anche alla creazione di nuovi pubblici e offre la possibilità di creare un rapporto diretto tra il Museo e possibili grandi sostenitori.
L’obiettivo per le aziende che opereranno in questo settore resta quello di garantire a queste Istituzioni un ingresso nel mondo della blockchain in sicurezza, lungimiranza e rispetto delle normative esistenti.
References:
- https://www.forbes.com/sites/avidan/2021/09/13/nfts-reshape-brand-marketing-in-the-creator-economy/?sh=77823fe7da2d
- André Gorz, L’immateriale. Conoscenza, valore e capitale, 2003
- Carlo Vercellone, Capitalismo cognitivo, manifestolibri, Roma, 2006, Esplorazioni, pag. 296.
- Andrea Fumagalli e Carlo Vercellone, (Dir.), Le Capitalism Cognitif. Apports et Perspetives, European Journal of Economic and Social Systems, vol. 20, n.1/2007
- Pierre Bourdieu, Le strutture sociali dell’economia, Asterios, 2004
- Pierre Bourdieu, Forme di Capitale – 1986
- https://www.rollingstone.com/culture/culture-news/bayc-bored-ape-yacht-club-nft-interview-1250461/
- https://www.bloomberg.com/news/articles/2022-01-06/nft-market-surpassed-40-billion-in-2021-new-estimate-shows
- https://www.ilmattino.it/primopiano/esteri/banksy_incendio_quadro_diretta_streaming_rivendono_online-5832377.html
- https://cointelegraph.com/news/russian-state-hermitage-raises-440k-via-binance-nft-auction
- https://medium.com/@MIDANFT/why-mida-is-the-next-big-thing-875b3b49c326










