Nonostante si stia predicando sempre più spesso l’esigenza, per noi stessi in quanto esseri umani, e per il nostro pianeta, per la sopravvivenza nostra e dei nostri figli, l’importanza di porre un freno alle continue violenze sulle risorse naturali e ai comportamenti contrari ad una sana sostenibilità, incendi di grandissima portata, in varie parti del mondo, hanno funestato gli ultimi mesi! Dunque la lezione ancora non è chiara! Ma al di là dei comportamenti virtuosi che ci si dovrebbe aspettare da ogni mente razionale, l’utilizzo delle nuove tecnologie, in particolar maniera della blockchain, ci offre lo strumento utile per incamminarci verso un giusto sentiero.
Al di là degli obiettivi di vita per il pianeta, che permettono al genere umano di poter sopravvivere, la salvaguardia di simili valori avrebbe un importante impatto economico aziendale anche in termini di business, per esempio attraverso la difesa, la tutela e il recupero di foreste e spazi verdi. Come si legge nel Rapporto che il World Economic Forum ha stilato in collaborazione con Dalberg, dal titolo “Investing in Forests: The Business Case Insight Report June 2021”, il valore per le imprese si estrinsecherebbe in tre diverse arterie:
- Resilienza aziendale: investire nella conservazione e nel ripristino delle foreste proteggerebbe le imprese dalla perdita di capitale naturale e dagli effetti fisici dei cambiamenti climatici.
- Redditività e crescita aziendale: il valore economico delle foreste si stima raggiunga i 150 trilioni di dollari, circa il doppio del valore dei mercati azionari globali.
- Leadership basata sui valori, cui scaturisce un forte posizionamento aziendale.
Colonna portante di un nuovo sistema che possa premiare comportamenti corretti e possa tracciarne la autenticità, scoraggiando i cosiddetti atteggiamenti di “green washing”, virtuosi per opportunismo e per manovre commerciali, è la tecnologia blockchain, di cui spesso si sente parlare ma, ahimè, troppo spesso impropriamente e con “voragini” conoscitive.
Ho trovato interessante, conformemente a quanto sinora asserito, un paper, curato da António Miguel Rosado da Cruz, ed Estrela Ferreira Cruz, della Università del Portogallo, dal titolo “Blockchain-based Traceability Platforms as a Tool for Sustainability”, che spiega come la tecnologia a blocchi abbia un valore, oltre che economico, intimamente sociale, in quanto i consumatori stanno iniziando a essere preparati a pagare di più per prodotti socialmente e ambientalmente responsabili, ma, per prendere questa decisione, devono essere sicuri, attraverso la trasparenza, che i prodotti che scelgono, siano davvero rispettosi dell’ambiente.
Ciò che più mi ha colpito è l’incipit inziale nel quale si legge: «La sostenibilità può essere definita come il modo in cui “i sistemi naturali funzionano, rimangono diversificati e producono tutto ciò di cui hanno bisogno affinché l’ecologia rimanga in equilibrio”. Uno sviluppo sostenibile è formato da un insieme di strategie e idee ecologicamente corrette, economicamente valide, socialmente giuste per preservare quell’equilibrio.»
L’inseguimento del profitto e degli interessi dei capitalisti crea logiche e meccanismi tali che la produzione, sia essa in campo manifatturiero o energetico o alimentare, si trasferisca in paesi terzi ove la tutela legale, sia in termini di lavoro che di comportamenti sostenibili, sia pari allo zero, per di più allontanando gli stabilimenti di produzione dalle centrali di distribuzione, aumentando, di conseguenza, le impronte di carbonio! Questo position paper vuole sostenere il principio in base al quale, in nome della sostenibilità, è obbligatorio conoscere ogni fase della catena di fornitura dei prodotti, consentendo la tracciabilità come un modo per rafforzare la trasparenza: «traceability of information plays a pivotal role particularly in those supply chains where multiple parties are involved and rigorous criteria must be fulfilled to lead to a successful outcome».
L’indubbia utilità della tecnologia blockchain emerge dal passo successivo: «traceability platforms are the key for tracing a set of social and environmental parameters, promoting sustainability improvement. And, public blockchains are the technological answer for registering this traceability information, enabling public scrutiny and helping backing consumers choices, by allowing them to take informed decisions on the selection of products with lower carbon footprint or products which help improving people’s lives, either because they were produced by ethical and fair paying businesses or because they are based on better long-lasting products with lower carbon emissions».
Lo sviluppo sostenibile si basa su tre dimensioni: sociale, ambientale ed economica.

La sostenibilità sociale mira a fornire alle generazioni future lo stesso, o un maggiore, accesso all’assistenza sanitaria, all’alimentazione, e all’istruzione, oltre alle risorse culturali della generazione di oggi. Si tratta di consentire alla società di funzionare continuamente a un buon livello di benessere sociale.
La sostenibilità ambientale mira a sostenere un determinato livello di qualità ambientale e a mantenere intatto il capitale delle risorse naturali. Per questo, il consumo di risorse rinnovabili non dovrebbe superare il livello al quale vengono rinnovate.
La sostenibilità economica consiste nell’assicurare le prestazioni finanziarie di un’azienda, gestendo i suoi beni immateriali, considerando la sua influenza sull’economia e come affronta gli aspetti sociali e ambientali
Uno dei settori che, nel paper, viene analizzato in quanto veicolo di comportamenti “inquinanti”, è quello della moda, in quanto responsabile di circa il 10% delle emissioni di carbonio dell’umanità (Sanders et al., 2019), oltre che secondo consumatore di acqua al mondo. L’industria della moda causa anche problemi di inquinamento idrico, essendo responsabile del 20% di tutto l’inquinamento idrico industriale in tutto il mondo (McFall-Johnsen, 2019).
Gli autori pertanto concludono che: «Per rendere possibili catene di approvvigionamento trasparenti, che consentono la tracciabilità del prodotto dalla produzione delle materie prime alla vendita del prodotto finale al consumatore finale, le informazioni in ogni fase della catena di approvvigionamento devono essere raccolte, archiviate e rese disponibili per la consultazione da parte del pubblico generalmente. Così, i consumatori avranno la possibilità di decidere secondo coscienza, quando scelgono e acquistano i loro prodotti.»
Insomma, alla fine di questo documento, si ha la netta comprensione di cosa occorre fare: la salvaguardia del pianeta non è solo un proclama di marketing e di business, ma la risultanza della consapevolezza, soprattutto a seguito della crisi pandemica globale, che, avere a cuore la salute ed il benessere del mondo in cui viviamo, è il miglior modo per aver cura di noi stessi.
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