Siamo spesso abituati ad associare la Blockchain al mondo Cripto ed agli NFT, un ecosistema sempre più solido in grado di restituire un valore ad un nostro asset.
Il Web 3.0 inizia piano piano ad abbracciarci su tematiche di identità e privacy, la porta di ingresso la lasceremo alle nostre spalle a breve. Tra le tematiche emergenti e sulla quale la cara Comunità Europea inizia a vigilare e pressare è quella della ESG: Environmental, Susteinability and Governace.
Come ci ricorda l’analisi degli Osservatori del Politecnico di Milano sulla Blockchain 2023, dal 2016 al 2022 sono attivi 1046 progetti su blockchain in scala mondiale e sempre più settori diversificati si stanno affidando a soluzioni distributed ladger:

(Osservatorio Blockchain & Distributed Ledger)
Fonte: Osservatori Digital Innovation – Politecnico di Milano (www.osservatori.net)
Chiamati a dare sempre più evidenza alla nostra sostenibilità sulla produzione dei nostri prodotti e su come questi vengono utilizzati, consumati e smaltiti, ecco che la Blockchain si inserisce come tecnologia rilevante all’interno dell’ecosistema LCA (Life Cycle Assessment).
La complessità di una dettagliata e accurata tracciabilità sulle materie prime, l’impatto ambientale che esse hanno nella loro coltivazione e lavorazione, (non si pensi solo all’impatto della CO2ma anche a tematiche di deforestazione e consumo idrico), sono sempre più rilevanti per investitori e consumatori. In quali settori? Nessuno è escluso, dall’alimentare al tessile, dall’elettronico ai mobili all’edilizia. Che impatto ha il consumo e lo smaltimento di questi prodotti?
Se fossimo chiamati oggi a dare evidenza, qualunque sia il nostro ruolo nel privato o all’interno di azienda fornitrice di servizi, di quanto sia il nostro impatto ambientale su ciò che produciamo, consumiamo e smaltiamo, ci verrebbe un bel grattacapo ed inizieremmo a dire che questa sfida è praticamente impossibile. Oltre all’aspetto dell’ accuratezza della tracciabilità della filiera dei fornitori, potenzialmente ben coperta da diverse società del settore, ci troveremmo a chiederci come agganciare garanzie sul calcolo di impatto ambientale, a chiederci se questi prodotti sono realmente compatibili con standard e certificazioni, sopratutto se tutti i player della filiera e stackholder, dalla materia prima allo smaltimento, possono condividere ed accedere a queste informazioni senza perderne il controllo per assicurare un LCA sempre più accurato.
Il settore della tracciabilità della supply chain è il terzo processo maggiormente coinvolto nell’impiego della blockchain e grazie all’onda delle normative Europee questo dato sarà destinato ad aumentare esponenzialmente.

(Osservatorio Blockchain & Distributed Ledger)
Fonte: Osservatori Digital innovation – Politecnico di Milano (www.osservatori.net)
Ed ecco che la Blockchain può coprire non solo un ruolo rilevante per questa causa, ma anche essere una soluzione cardine in grado di assicurare la trasparenza e tracciabilità delle informazioni, garantendo accessibilità distribuita a tutta la filiera che mantiene la proprietà dei propri dati. Oggi succede per certi produttori nel settore alimentare, vi sarà sicuramente capitato di imbattervi in alcuni QR Code sulle etichette del vino, come quelle presenti sulle “Cantine Torrevento” 1 oppure sulle scatole dei pomodori “La Fiammante” 2 che non hanno solo un effetto marketing ma danno evidenza della tracciabilità con informazioni raccolte direttamente dal produttore su blockchain, verificate da un ente certificatore direttamente on chain e quindi accessibili al consumatore rendendolo sempre più responsabile.
Ogni stackholder non solo è responsabile delle proprie informazioni ed azioni ma rende consapevole gli altri, influendo sull’intera catena del consumatore.
Esistono Blockchain strutturate per questo, all’ interno della filiera viene sviluppato un processo scalabile più o meno accurato e dettagliato in base al fine della tematica ESG che si vuole affrontare, dove ogni stackholder può accedere, minando solo le informazioni necessarie alla filiera ma rimanendo in possesso di tutto il proprio data lake.
Un ente terzo può essere chiamato in causa alla verifica e all’ accuratezza di queste informazioni, soprattutto se c’è l’esigenza di controllare la compliance con standard e regolamentazioni europee su tematiche ambientali e diritti umani (ci si sta già muovendo attraverso tool di AI e Smart Contract a supporto).
Il consumatore, quindi, si ritrova con queste informazioni che danno evidenza della tracciabilità e della LCA e per alcuni prodotti è possible caricare da parte del produttore anche la documentazione per il consumo e lo smaltimento.
Tecnicamente il produttore può utilizzare ogni tool e soluzione per accurare la propria tracciabilità dai sistemi IoT a PaaS, può mettere a disposizione della propria filiera accesi diretti al processo scritto in blockchain per le informazioni aggregate e utili al fine della LCA, responsabilizzando a sua volta i propri fornitori, che attraverso la propria identità possono accedere direttamente in Blockchain inserendo i dati rilevanti che danno prova del proprio impatto ambientale. Il produttore può aggiungere anche informazioni marketing e tecniche al fine di creare quello che è definito un Product Passport fruibile non solo dal consumatore ma anche da chi si occupa di smaltimento, riciclo ed autorità che ne verificano l’impatto ESG.
Questo ecosistema necessita di una architettura scalabile, affidabile ed immutabile, avente come core il processo definito in Blockchain, in termini di accesso degli stackholder e tipologia di informazioni, in grado di interfacciarsi non solo con le molteplici piattaforme embedded dai diversi produttori e fornitori ma anche di operare attraverso degli smart contract a generare outcomes che diano origine ad un ecosistema di Crediti fruibili ed in una visione non troppo futura, scambiabile e misurabile in un marketplace.
Un esempio reale è la ReSea3, società operante nel settore della pulizia degli oceani nel Pacifico.
Essa, tokenizzando la quantità di plastica raccolta, la raggruppa per tipologia, fotografando e taggando con un sistema per tenerne traccia e scrive direttamente in Blockchain con degli smart contract la quantità e categoria in modo immutabile. Successivamente, viene creato un sistema di token che restituisce un token all’investitore e a chi compra quella plastica riciclata: questo è la prova tangibile che il produttore può riutilizzare a sua volta nel suo processo per i propri fini B2B o B2C, per essere un anello solido ed indiscutibile all’interno della propria filiera.
Ovviamente questo è l’esempio di un singolo anello, ma se messi insieme la catena copre in un modo accurato ed efficiente l’intero LCA, dando prova della propria attenzione e compliance alla tematica ESG.
I drivers che spingono la filiera a muoversi in fretta sono le normative Europee, sempre più focalizzate a modificare i bisogni individuali, spingendo all’utilizzo minore di materiale e di risorse primarie.
Due esempi concreti che investiranno nell’arco di un anno:
- La normativa CBAM (Carbon Border Adjustment Mechanism)4 rivolta principalmente agli importatori dove si prevede una tassa per tutte le materie importate in EU, in base al loro impatto ambientale. A loro volta i produttori dovranno dare evidenza del loro impatto di CO2 per essere competitivi sul mercato EU.
- All’interno della ESPR (Ecodesign for Sustainable Products Regulation)5, il progetto del DPP (Digital Product Passport) guidato da Cirpass6 per conto della Comunità Europea per la LCA dei prodotti sul mercato, il consumatore attraverso un QR Code può accedere alle informazioni dettate dalla normativa.
E’ un po’ prematuro forse, però l’ ecosistema che si può creare si basa sul singolo asset o bene acquistato, in base alla tracciabilità verificata, al calcolo dell’impatto su tematiche ESGpubblicamente evidenti in Blockchain, restituisca crediti o NFT anche nel nostro wallet da consumatore e che ci possono essere utili non solo per avere accesso in modo trasparente alla qualità del prodotto che consumiamo ma anche per scambiarli con i nostri provider di energia, servizi e soluzioni per rendere sempre più sostenibile il nostro ecosistema aumentando sempre più il valore del nostro bene.
Riferimenti:
- Cantine Torrevento: https://www.torrevento.it/sostenibilita/
- La Fiammante: https://www.dnv.it/news/il-pomodoro-la-fiammante-su-blockchain-icab-entra-in-my-story-dnv-gl–177089
- Plastic recovery project: https://www.reseaproject.com/impact
- CBAM normativa: https://taxation-customs.ec.europa.eu/carbon-border-adjustment-mechanism_en
- ESPR: https://environment.ec.europa.eu/publications/proposal-ecodesign-sustainable-products-regulation_en
- Cirpass, Organization for EU Digital Product Passport: https://cirpassproject.eu/wp-content/uploads/2023/02/ESPR-short-summary-Final.pdf










