Tre dimensioni per analizzare le opportunità delle applicazioni basate sulle tecnologie blockchain
Dimensione competenze e risorse umane: tra costi di gestione e privacy
Per le imprese oggi la priorità è salvaguardare dati, processi e risorse umane.
In tutti i casi si tratta di proteggere l’evoluzione acquisita con la digitalizzazione, sia sui processi lavorativi che nelle competenze delle risorse umane, affinché non ci siano rischi incontrollabili di subire danni reali o immateriali a fronte di perdite o errori sui dati.
Emerge anche l’esigenza di ridurre i tempi e i costi dei processi di verifica, sia perché la velocità di circolazione delle informazioni risulta essenziale per guadagnare una posizione competitiva sia perché è necessario ridurre i tempi di ritorno dell’investimento.

Le applicazioni della tecnologia blockchain e i legami con la tutela dei dati, stanno prendendo sempre più piede proprio nell’ambito della gestione delle risorse umane, a partire dai sistemi di certificazione. Si stanno tuttavia evolvendo anche strumenti come i digital badge – pensati per “archiviare” i percorsi formativi e relative competenze acquisite nel corso della vita – che possono costituire una sorta di fascicolo “lavorativo elettronico” al pari delle carte d’identità o tessere sanitarie che tutti noi stiamo ormai utilizzando in altro contesto.
Su questo fronte diversiEntiePA, tra le cui funzioni ci sono anche quelle di rilasciare certificazioni e qualifiche, potrebbero investire ampiamente per applicare sistemi di certificazione di competenze associate a titoli formativi obbligatori necessari per esercitare alcune attività lavorative.
Tali sistemi sono già molto apprezzati nelle Aziende con organizzazioni più complesse, sui quali incide maggiormente l’esigenza di abbattere i costi dei numerosi processi di gestione del personale o di ricerca e selezione.
Se una volta conseguita una qualifica, il titolare di questa certificazione la potesse inserire nella Blockchain la sua competenza potrà essere “verificata” e subito a disposizione di qualsiasi recruiter e potenziale datore di lavoro.
La tendenza prodotta dalle applicazioni in ambito HR definisce una sorta di rivoluzione dell’onboarding aziendale.
Tra le principali opportunità offerte dalla Blockchain nell’ambito delle HR, sono senza dubbio apprezzate le soluzioni legate alla possibilità di poter controllare la veridicità delle precedenti esperienze lavorative e verificare i curriculum di una persona che si propone di ricoprire una certa carica o anche di tenere traccia, in assoluta sicurezza, dei dati personali delle risorse aziendali o delle conoscenze e le abilità acquisite durante i percorsi di formazione. Secondo una ricerca di CompTIA, il 51% degli early adopter della blockchain nelle HR la utilizza proprio a questo scopo.(Network Digital 360)
Sappiamo bene che uno dei principali problemi che le imprese stanno oggi affrontando, è la capacità di acquisire risorse umane qualificate, specializzate e in grado di gestire la trasformazione tecnologica in atto. Lo sviluppo di sistemi di gestione delle risorse umane basati sui meccanismi di controllo e validazione dei dati sono essenziali per migliorare l’efficacia del recruiting, abbattendo notevolmente i costi di gestione.
Infine, grazie anche all’attenzione imposta dalle normative sulla protezione dei dati personali, oggi abbiamo forse acquisito una migliore consapevolezza sull’importanza della gestione dei dati e abbiamo finalmente compreso quanto rilevante possa essere una attenta e corretta applicazione di una policy di sicurezza aziendale in tema di protezione dei dati personali.
Come previsto dalla normativa il principio di accountability, ovvero della responsabilità in capo al titolare del trattamento dei dati personali e della conseguente raccomandazione ad adottare misure idonee a garantire la protezione di tali dati, implica spesso l’adozione di scelte di investimento che incidono proprio sulla digitalizzazione di processi di protezione e trattamento dei dati.
La Blockchain ha stabilito uno stretto legame con il quadro normativo del GDPR, proprio con riferimento ai dati da tutelare.
E’ da tempo in corso un ampio dibattito sull’attuale compatibilità delle tecnologie Blockchain e Distributed Ledger con la normativa GDPR, come emerge anche dal report pubblicato da EPRS (European Parliamentary Research Service) – Osservatori.net Politecnico Milano.
I principali nodi da sciogliere sembrano concentrarsi soprattutto sulla tipologia di dati trattati; l’identificazione dei ruoli previsti dal GDP e il diritto all’oblio.
La sfida attuale è proprio quella di rispondere all’esigenza di equilibrare sempre di più questo meccanismo di contrappesi: la possibilità di garantire che da un lato sia in qualche modo mantenuta (o almeno non minacciata) la libertà di avere, fruire, raccogliere, distribuire, informazioni veritiere e autentiche e dall’altro che sia possibile rafforzare (o non compromettere) la fiducia dello scambio di tali informazioni.










