Come spesso capita nel corso della Storia, le intenzioni alla base delle grandi Rivoluzioni possono non essere state esattamente allineate alle conseguenze. Alexander Flaming s’imbatté quasi casualmente nelle muffe da utilizzare per produrre gli antibiotici che hanno allungato la vita a miliardi di persone, così come Internet stesso nacque nel 1969 col limitato intento di collegare telefonicamente i computers dell’UCLA e di Stanford. Anche Haber e Stornetta non è che pensassero al Mondo Crypto che oggi conosciamo quando postularono la metodica (della quale neppure sfruttarono i diritti) per attribuire una data certa alle mail e ai relativi allegati: eppure, quello che ne è conseguito, specie dopo il prorompere, oltre tre lustri fa, della prima e tuttora maggiore Blockchain del pianeta, cioè Bitcoin, conferma che con la decentralizzazione digitale è nuovamente accaduto quanto sopra accennato nella Storia della Civiltà.
L’abbrivio originale del contesto rivoluzionario targato Satoshi Nakamoto, che data il suo inizio al 2008( anche come reazione alle magagne della Finanza tradizionale conclamatsi in quel terno di tempo con la Crisi dei Mutui Subprime e poi del Debito sovrano), è stato poi naturalmente potenziato da abili e pronti “prosecutori”, come Vitalik Buterin e la sua( seconda per dimensioni solo a quella di Bitcoin) Blockchain Ethereum, che ha consentito di sviluppare gli smart contracts e i relativi Diritti di Seguito digitali, o Kavin Mc Coy e il suo primo NFT artistico “Quantum”, coniato proprio grazie alla germinazione delle suddette innovazioni, e oggigiorno le declinazioni del fenomeno sono molteplici e di diffusione sempre maggiore, specie nelle fasce giovanili di età nonchè nelle popolazioni del Mondo che godono tuttora di scarsa accessibilità alle istituzioni( finanziarie, amministrative, assicurative, sanitarie) centralizzate.
Di più: oggi i Metaversi, nati come luoghi virtuali di interscambio e entertainment sociale, rappresentano ormai ambienti sempre più, oltre che capitalizzati( Roblox a Fortnite “cubano” valutazioni di valore di decine di miliardi di Dollari), multifunzionali frequentati da centinaia di milioni di utenti, in parte sviluppatori, e forieri di attrattiva per investimenti da parte si imprese top a livello di brand( Nake, in primis, ma anche Gucci, Adidas, Dolce & Gabbana, Sotheby’s…) nonché da parte di investitori privati, come possiamo osservare nei miliardi di Dollari di controvalore scambiati per compravendere terreni o immobili digitali su Decentraland o su The Sandbox.
La stessa industria automotive sta concentrandosi sulla generazione di token non fungibili accoppiabili ad ogni singola vettura prodotta e gli stessi prodotti alimentari, specie di “filiera nobile” da tracciare in modo certo ( in prima linea i vini da collezione), stanno in molti casi assumendo una identità digitale immodificabile correlata a quella fisica così come da tempo accade peraltro già per molte opere d’Arte, vogliansi native digitali oppure tokenizzate partendodal bene artistico analogico. Non solo criptovalute in questo Nuovo Mondo digitale, quindi, anche se queste ultime, in specie quelle “originali”( Bitcoin e aggiungiamoci anche Ether), le stablecoins più solide( come Tether) e le CDBC emesse dalla Banche Centrali nel tentativo di “ricentralizzare” almeno parte quanto si sta decentralizzando a livello di Finanza( la quale, in realtà, sta assumendo vieppiù connotati di “distribuzione”, più che di “decentralizzazione”, correlandosi in modo sempre più strutturato agli strumenti finanziari tradizionali), rappresentano e continueranno a rappresentarne volumi rilevantissimi in termini di giro d’affari.
Invero la prospettiva più interessante della finanza distribuita è tuttavia quella di poter tokenizzare in un vicinissimo futuro “montagne” di valori mobiliari( oltre ai titoli azionari quotati, che capitalizzano oltre 109 trilioni di Dollari a livello globale, anche i bonds emessi ammontano a loro volta a 100.000 miliardi di Dollari a livello worldwide) fra quelli oggi quotati sulle Borse valori, ma anche sui Mercati over the counter, e permetterne lo scambio ‘inintermediato’ anche per quantitativi di valore molto bassi, consentendo così a miliardi di nuovi soggetti( ad esempio i giovani oppure gli abitanti di ambiti territoriali geopolitici in fase di sviluppo) di entrare, e con una forza collettiva immensa, fra i protagonisti dai Mercati.
Paolo Turati( per Il Blog Affidaty)
Economista
Direttore del Laboratorio di Finanza decentralizzata e Blockchain della Saa-School of Management dell’Università di Torino
Torino 12-5-2024










