Importanza dei servizi Crypto e la loro diffusione
Molta l’euforia per i mercati crypto, ma anche improvvise cadute con qualche piattaforma che salta. Di fatto il settore risulta comunque in tendenziale crescita, ad esempio ad inizio anno il Bitcoin era il decimo asset mondiale per un controvalore di circa 1.000 miliardi, mentre in testa alla classifica risultava esserci solidamente Amazon con un valore di circa 1.700 miliardi. Questo contesto è supportato anche dalle funzionalità che le diverse reti blockchain possono offrire, ad esempio tramite la tokenizzazione di assets tangibili ed intangibili.
Contestualmente anche il quadro normativo e quello comportamentale hanno espresso necessari vincoli operativi ai quali i provider tecnologici e finanziari debbono necessitatamene adottare per poter offrire in modo trasparente servizi in crypto valute. A riguardo spiace rendere noto che taluni esperti del settore non risultano sufficientemente informati circa l’ambito regolamentare, con il rischio di spendere ulteriore tempo e denaro per acquisire le debite autorizzazioni (compliance) proprio quando stanno per commercializzare un nuovo “servizio crypto” sta per essere commercializzato. Analogo discorso vale per i consumatori, che qualora volessero investire serenamente in crypto debbono oramai necessariamente utilizzare i provider registrati presso l’Organismo degli Agenti e dei Mediatori.
Ovviamente la presente analisi non può risultare esaustiva – in quanto le dinamiche normative sono sempre in addivenire ed anche perché taluni dettagli ad esempio fiscali possono generare interpretazioni diverse – ma vuole fornire delle indicazioni di massima agli operatori e consumatori affinché possano indirizzare opportunamente le loro scelte.
Il Regolamento Europeo relativo alle Crypto Assets (MICAR)
Pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea il 9 giugno 2023 il Regolamento MICAR (Market in Crypto Assets Regulation, 2023/1114) troverà applicazione entro l’anno 2024 per talune prescrizioni, mentre altre troveranno la loro efficacia con l’inizio dell’anno 2025. Tale Regolamento mira ad identificare e standardizzare le attività legate alle criptovalute all’interno della UE, in particolare per quanto riguarda la loro emissione e conseguente negoziazione da parte di soggetti abilitarti.
Il regolamento propone una definizione di carattere generale di Cripto-asset, ovvero: “una rappresentazione digitale di valore o di diritti equivalenti, che possono essere trasferiti e archiviati elettronicamente, utilizzando la tecnologia di registro distribuito o tecnologie similari”.
In questo contesto sono individuate tre categorie di cripto valute con diverse caratteristiche, ovvero:
- Asset Referenced Token (ART), cripto-asset che rappresentano dei valori tendenzialmente stabili nel tempo. In quanto fanno riferimento a “valute fiat” che hanno corso legale (euro, dollari), merci (oro) o combinazioni di tali cripto-attività.
- Electronic Money Token (EMT), sono essenzialmente dei «token di moneta elettronica» alle quali viene assegnata la finalità principale di essere utilizzate come mezzo di scambio, ovvero sono una sorta di “quasi moneta”.
- Utility Token (UE) sono resi disponibili perfornire beni e servizi specifici da fruire presso l’emittente, sottoforma di “bonus”.
I Crypto-asset Service Provider (CASPs) sono soggetti professionali cheforniscono molteplici servizi nell’ambito del settore delle criptovalute (gestione di piattaforme per effettuare trading in crypto, esecuzione di ordini di acquisto, vendita e custodia) vengono sottoposti a specifica autorizzazione e “vigilanza” da parte organismi nazionali incaricati, con questa autorizzazione viene permesso loro di operare in qualsiasi nazione comunitaria (“passaportazione”).
Nulla vieta che i Crypto-asset Service Providerpossano predisporre congiuntamente anche “servizi tecnologici”, che abbiano a che fare con la blockchain o che siano in grado di predisporre sistemi e processi digitali specializzati di altra natura.
Il Regolamento MICAR contempla inoltre che vengano rafforzate le tutele per gli investitori, imponendo agli emittenti specifici obblighi in termini di governance, sia in fase di emissione (Initial Crypto-assets Offerings, ICO) che nella fase di negoziazione sulle specifiche piattaforme.
Si osserva che le criptovalute con l’avvento della MICAR hanno acquisito finalmente una loro dignità normativa con un perimetro operativo specifico; per contro si ricorda di non confonderle o associarle agli strumenti finanziari in quanto questi hanno caratteristiche specifiche e sono regolati dal quadro normativo MIFID, ovvero dalla Direttiva europea sui mercati degli strumenti finanziari.
Normativa italiana sulle Cripto Attività (Decreto VASP)
Il Ministero dell’Economia ha emanato il “Decreto VASP del 13 gennaio 2022”, per anticipare ed in parte integrare quanto già stabilito dal regolamento comunitario MICAR. Questa disposizione stabilisce in particolare i comportamenti che debbono assumere i soggetti che propongono i servizi di gestione relativi alle valute virtuali a favore della clientela italiana.
Qui di seguito rappresentiamo in modo sintetico i punti salienti:
- A chi si rivolge la norma? Alle persone fisiche e giuridiche residenti in Italia che professionalmente propongono servizi inerenti alle valute virtuali ovvero ai Virtual Asset Service Providers o VASP.
- Quali servizi propongono i VASP? Emissione, compravendita di valute virtuali, conversione in valute aventi corso legale, gestione e custodia di portafogli di asset virtuali (wallet custodial).
- È obbligatoria la Registrazione dei Vasp? I soggetti che forniscono servizi cripto debbono obbligatoriamente iscriversial Registro degli Operatori Valute Virtuali (Registro VASP) gestito dall’autorità nazionale competente ovvero la OAM (Organismo degli Agenti e dei Mediatori). Gli operatori iscritti al registro risultano essere circa 150 a maggio del 2024, in prevalenza sono società a responsabilità limitata con sede a Milano.
- Quali sono i principali obblighi dei VASP? Solida organizzazione aziendale, predisposizione di rendicontazioni periodiche, obbligo di evidenziare le transazioni con identificazione dei soggetti coinvolti.
Per completezza espositiva si ricorda che i soggetti vigilati in Italia (banche, società d’investimento e assicurazioni) potranno proporre i servizi in crypto asset in proprio e per la propria clientela, qualora dispongano di un’organizzazione adeguata e presentino un’apposita comunicazione all’ente preposto alla loro vigilanza ad esempio la Banca d’Italia.
Obbligo di comunicazione delle movimentazioni di cripto attività (Direttiva DAC 8 e Regolamento TFR)
Il Consiglio Europeo ha approvato nell’ottobre 2023 congiuntamente alla MICAR la Directive Administrative Cooperation 8, che richiede a tutti i fornitori di servizi di cripto attività (Crypto-asset Service Provider) di raccogliere e rendere disponibile in modo automatico alle amministrazioni finanziarie nazionali tutte le informazioni relative alle transazioni in cripto.
Questa norma si applicherà dal gennaio 2026 con l’effettivo recepimento a livello nazionale. Con la DAC8 si segna la fine di una sorta di segreto bancario sulle attività in criptovalute, portando nuove evidenze all’interno delle banche dati delle amministrazioni fiscali, creando quindi le presse per dei controlli più mirati ed efficaci.
La DAC 8 dal punto di vista funzionale integra l’applicazione del Regolamento TFR (Regolamento europeo Transfer of Funds Regulation) relativo alle norme sulla tracciabilità delle informazioni sugli ordinanti e sui beneficiari dei trasferimenti di fondi di cripto-attività, ai fini di indagare e prevenire le attività di riciclaggio e di finanziamento del terrorismo.
Trattamento fiscale del cripto attività in Italia
Con la legge di bilancio 2023 (L. n. 197/2022, commi 126-147) viene finalmente introdotta, mediante la riforma dell’art. 67 del Tuir, una disciplina fiscale strutturata per le crypto-attività; precedentemente ricondotta dall’Agenzia delle Entrate in sede interpretativa nell’ambito di quella prevista per le valute tradizionali.
In primo luogo viene introdotta una definizione generale di crypto-attività: “Una rappresentazione digitale di valore o di diritti che possono essere trasferiti e memorizzati elettronicamente, utilizzando la tecnologia di registro distribuito o una tecnologia analoga”.
In secondo luogo, viene previsto che le plusvalenze generate da attività di trading in crypto-asset svolta da persone fisiche non esercenti attività d’impresa, siano soggette ad un’imposta sostitutiva del 26% (D.lgs. n. 461/1996) se di ammontare superiore a 2 mila euro.
Anche per tali operazioni viene esteso il regime del risparmio amministrato e gestito, con conseguente opzione da parte del consumatore. In tali circostanze, saranno gli intermediari abilitati (CASPs e banche) che gestiscono la posizione patrimoniale del singolo investitore a determinare l’eventuale plusvalenza e la relativa imposta.
Inoltre, viene previsto per i medesimi asset l’applicazione di un’“imposta sul valore sulle crypto-attività” in misura pari al 2 per mille se detenute presso piattaforme o intermediari non residenti o wallet digitali (tramite modello Ivafe), con obbligo del monitoraggio fiscale.
Anche la legge di bilancio per il 2024 conferma il framework fiscale sopra tratteggiato.
Conclusioni
Come si evince da quanto sopra, ormai non si può più affermare che in Italia non esiste una normativa civilistica e fiscale che identifica e qualifica i servizi in cripto valute; sebbene taluni aspetti normativi come quelli proposti dalla MICAR non hanno trovato ancora completa applicazione. Pertanto tutti gli operatori del settore, come pure gli investitori dovranno certamente continuare a sviluppare nuovi aspetti tecnologici, affrontare ed investire nel mercato delle diverso cripto con capacità ed analisi evolute, ma dovranno pure acquisire maggiore dimestichezza nell’interpretare gli aspetti normativi e di compliance per evitare di subire passivamente interventi e sanzioni da parte degli enti di controllo e da parte delle amministrazioni fiscali.
Sitografia:
https://www.grandviewresearch.com/industry-analysis/blockchain-technology-market#:~:text=b.,USD%201%2C431.54%20billion%20by%20203
https://www.bain.com/insights/the-future-of-insurance-as-risks-mount-insurers-aim-to-augment-protection-with-prevention/










