Mi presento: mi chiamo Michele Zilocchi, creatore del crescente brand Mike Zillo, operante prevalentemente nel mercato anglofono. Questo è il mio primo contenuto per questo blog e sono contento e grato mi sia stata offerta questa opportunità di condividere alcuni miei pensieri con voi!
Da qualche mese ormai, si continua a parlare di Web3 (leggesi Web Tre o Web Three), tanto da farlo diventare una nuova tendenza assoluta di inizio 2022. A vederla così però, mi torna ancora in mente quando:
– a fine anni ’90 i Dj spopolavano, grazie all’avvento delle piattaforme;
– nei primi anni 2000 tutti erano diventati fotografi grazie all’avvento degli smartphone;
– ad inizio anni 2010, tanti erano formatori o si improvvisavano tali;
– a inizio anni 2020, la Blockchain era un must per le sue fenomenali applicazioni;
Nulla di male nell’esistenza dei trend, ma il lavoro diventa poi quello di indagare dove risiedano davvero la qualità e le reali opportunità.
Da qualche mese si sente intensivamente parlare di Web3, che non è altro che l’evoluzione di Web1 e Web2. Un internet integrato in Blockchain.
Il Web 1.0 è comunemente inteso come quel lasso temporale fra inizio anni ’90 e il 2004 con siti internet prevalentemente statici mentre il Web 2.0 si riferisce a un nuovo approccio ai siti internet, dinamici, intesi come piattaforme interattive e non più solo come schermate rappresentative.
Web3 (o Web 3.0) è un nuovo concetto di internet dove si cerca di spostare il potere e il controllo dai grossi enti verso nuovamente gli utilizzatori. Per fare questo, si sta già iniziando a usare la tecnologia Blockchain, al fine di garantire una maggiore trasparenza e decentralizzazione grazie a una delocalizzazione dei server che ne validano le informazioni contenute.

Interessante comunque la visione di Jack Dorsey, cofondatore ed ex-CEO di Twitter, che sostiene come il Web3 non sia una completa panacea, ma semplicemente un modo per spostare potere da colossi attuali (menzionando Facebook) a Venture Capital (fonte)
Per operare nel Web3, integrato in Blockchain, è però necessario che la blockchain sia sufficientemente veloce ed economica per poter svolgere in efficienza le varie attività e per questo motivo le più utilizzate sono Binance Smart Chain, Polygon ed Avalanche fra le altre.
Una delle applicazioni più rilevanti del Web3 è il cosiddetto Do2Earn che letteralmente è un “Fai per guadagnare”. Nel “fare” ci sono un sacco di possibilità e possiamo ad esempio trovare dei metaversi di gaming, in ottica Play2Earn, delle piattaforme di formazione, in ottica Learn2Earn, delle piattaforme di streaming con un Watch2Eearn o un Listen2Earn.
Alcuni ecosistemi rilevanti di questa rivoluzione sono proprio i metaversi in corso di crescita e di sviluppo. L’ecosistema partirà solitamente da una tokenomica che prevede un premio per gli utenti che performano determinate azioni all’interno dell’ecosistema.
In un metaverso di tipo Play2Earn, mi sento di menzionare Axie Infinity, Gala Games ed altri in crescita.

Uno particolare, nascente è Osimi City, che sarà fra i primi ad ispirarsi al ben noto gioco Grand Theft Auto, che ha prodotto un ventennale successo.

La chiave di volta di questi ecosistemi è la possibilità per gli utenti di essere retribuiti in token, in proporzione alle performance all’interno del gioco, alla vincita di tornei a premio e dallo staking degli NFT acquisiti. Sì, perché per partecipare a contest, competizioni e avere accesso a eventi riservati, spesso è necessario possedere un NFT.
E’ quasi scontato che questi incentivi per far partecipare utenti a questi ecosistemi non devono diventare uno specchietto per le allodole ma un metodo organico e sostenibile per incentivare la funzionalità e la meritocrazia.
Nel corso dell’evoluzione del Web3, assisteremo sempre a più applicazioni decentralizzate, per cui gli utenti saranno realmente in controllo anche dei loro stessi dati, criptati e in possesso all’unico possessore del wallet ad essi associati. Non assisteremo più, potenzialmente, alla (s)vendita dei nostri dati personali a terzi per fini pubblicitari o di profilazione.
L’invito che mi sento di farvi è di “abbracciare la rivoluzione”, provare a sfidare uno di questi ecosistemi del Web3, ed esperire questa nuovo modello di decentralizzazione.
La partenza è quello che ferma la maggior parte delle persone
Mike Zillo










