Human Resource Management.
Meglio nota in Italia come Gestione delle Risorse Umane, è una disciplina che riguarda la totalità dell’attività “Umana” all’interno dell’organizzazione aziendale.
Gestire, coordinare, trovare e mantenere una risorsa all’interno del contesto aziendale è forse tra le cose più complesse della quotidianità di un Responsabile HR.
Leggi, obblighi, emotività, stati d’animo e relazioni lavorative tra dipendenti, mutano in continuazione creando una metamorfosi a breve termine degli ambienti aziendali.
In un mondo, o meglio, in un mercato del lavoro come quello attuale, la complessità sociale ha raggiunto i massimi livelli.
Un Responsabile delle Risorse Umane, ad oggi, ha l’infausto compito di interfacciassi con decine (se non centinaia) di dipendenti per promuovere le pratiche aziendali e far si che vengano rispettate da tutti; più un’azienda è strutturata, più il Responsabile dovrà svolgere compiti diversi.
Ci sono molti strumenti di lavoro per un HRM (Human Resource Manager) che si concentrano tra ambienti analitici con software all’avanguardia e gestionali sempre più precisi.
Questo, oggi, non basta più.
Per troppo tempo si è usato in maniera obsoleta Internet ed i suoi derivati.
Basti guardare i Social Network o alcune piattaforme di recruitment, dove profili, dati e foto non coincidono con la realtà dei fatti.
In rete si è formato un mondo parallelo di profili creati ad hoc per accaparrarsi opportunità che, di fatto, non sarebbero assolutamente sfruttabili per mancanza di competenze o per la presenza di lacune di vario genere.
In molti casi si sfruttano certificati di enti non riconosciuti, esperienze mai realmente maturate e referenze mai avute che influiscono negativamente sulla scelta degli HR.
La Blockchain può essere il valido alleato per gli HR.
Proviamo solo a pensare ad alcuni campi di applicazione:
- Qualifiche e certificati;
- Esperienze;
- Competenze;
- Informazioni e Profilo.
Una catena di blocchi può essere utilizzata per registrare e certificare tutte queste attività.
Ed è solo il primo passo.
Proviamo ad immaginare, utopisticamente, che gli enti di formazione e le scuole dell’obbligo, rilascino diplomi, lauree, certificati e qualifiche in Blockchain.
Sarebbe l’inizio di una nuova era, priva di sorprese e cosciente della veridicità dell’informazione trattata grazie all’autenticità dei dati.
Verificare le potenzialità dei candidati è infatti il 60% del processo dell’HR in fase di recruitment, attestarle con dati veri, reali e trasparenti diverrebbe utile sia per i datori di lavoro che per i candidati stessi.
Calcolando tutti questi fattori, potrei azzardare e dire che si potrebbe vedere una nuova luce anche in ambito contrattuale, senza quasi più bisogno dei contratti di prova o a tempo determinato, conclamando, finalmente, contratti calcolati sulla base delle proprie competenze e delle reali esperienze, favorendo, sempre utopisticamente parlando, la famigerata meritocrazia, basata sugli aspetti reali e certificati della persona.
E’ sempre la paura che blocca l’avanzare tecnologico nel mondo del lavoro; da un sondaggio effettuato da una nota realtà Inglese, risulta infatti che solo il 9% degli intervistati è realmente interessato ad investire nella Blockchain.
Il restante 91, non conoscendo la tecnologia o conoscendola solo per “sentito dire” tramite l’argomento Bitcoin, non ha intenzione di implementarla, per paura di non capirla.
Il nostro paese, fortunatamente, anche se con un pò di ritardo, si sta muovendo sempre più in direzione dei sistemi distribuiti e della Blockchain.
Lentamente, continua il suo inseguimento nel mercato europeo dell’innovazione.
Possiamo già individuare ed analizzare molte definizioni tecniche che aiutano aziende “Technology Provider” nel loro lavoro, cercando di non escludere la possibilità d’interpretazione della legge vigente con esse.
Tuttavia, la stessa tecnologia si sta facendo prepotentemente spazio tra i paesi ed i mercati; la sua implementazione è inevitabile e tra breve, sarà necessario legiferare per poter stare al passo con i tempi tra gli Stati membri della Comunità Europea.










