Direttore responsabile: Giovanni Capaccioli

La responsabilità politica sul “petrolio dei dati”

Sostenibilità e produttività

Fin dall’alba dell’era industriale il rapporto tra sostenibilità e produttività è sempre stato un argomento discusso e acceso all’interno delle cancellerie mondiali. I leader delle grandi potenze economiche hanno posto limiti, obiettivi ma senza indicare un metodo e una strategia condivisa per la costruzione di un modello economico che prenda atto delle modifiche genetico produttive e demografiche del nostro pianeta, rispettando allo stesso tempo uomo e natura. 


Se infatti la politica dal 1997 ha più volte modificato le variabili per cui tali promesse siano rimaste invariate (e non significa che siano ancora valide), allo stesso tempo ad oggi sono da considerarsi inefficaci, visto le continue evoluzioni geoeconomiche che nel corso degli ultimi anni hanno completamente esautorato l’attore istituzionale all’interno delle politiche energetiche e produttive. 


Nell’equazione quindi in cui il lavoro e le fonti energetiche rappresentano le variabili chiave per lo sviluppo di una società e il benessere della sua popolazione, la discrasia tra la società dei servizi e la società dei materiali finiti ha creato un’impasse nella produttività di tutto l’Occidente.
Dal crollo del concetto di possesso alla nascita di una visione eterea della manifestazione di proprietà, il neo Umanesimo ha creato un nuovo ruolo di consumatore e produttore di servizi allo stesso tempo. 


L’era dei servizi pone infatti le persone come aggregatori di molteplici attività anche se calcolato come un’unica unità creatrice di valore e di condivisione. Tale fenomeno cancella la definizione di consumatore e produttore, e crea quella di atomo economico capace di suddividere e aggregare particelle pro attive. 

La blockchain come metodo e strumento

Protagonista di tale rivoluzione è sicuramente la tecnologia blochkchain che ha modificato parametri e velocità di un mercato ormai stagnato nella ricerca di un equilibrio ancora non sintetizzato.

 
Tale tecnologia rappresenta infatti non solo uno strumento ma un metodo e una visione di come si desidera costruire un modello di società e quindi di un benessere collettivo. 


Fondamentale sarà infatti la blockchain nel dibattito politico all’interno del binomio sanità e sicurezza e nella sfida tra sostenibilità e fonti energetiche, nel nuovo mercato dei flussi tra capitali umani e finanziari e nel riconoscere in tale via una compresenza di interessi che aprano la strada ad hub intelligenti in cui la creazione del servizio è connaturato nella condivisione di sistema tra soggetto operante e struttura.


Una presa visione che oggi apre un dibattito fondamentale sul voto digitale e sulla diffusione di una cultura del “dato” che miri alla necessaria creazione codicistica come base e priorità di un aggiornamento legislativo in materia di privacy e di etica giuridica nei confronti delle nuove generazioni digitali, della robotica e delle intelligenze artificiali. 


La blockchain rappresenta quindi un primo tassello che delinea lo spartiacque tra una visione novecentesca e una coscienza condivisa moderna in cui il “petrolio dei dati” rappresenta la nuova ricchezza del mercato 5.0 da saper porre a fattore comune per la crescita economica delle aziende e del sistema Paese.