Introduzione
La Blockchain è una tecnologia. E come tutte le tecnologie, se siete d’accordo che quando ben utilizzate aiutino l’essere umano nel progresso, allora buona lettura, perché la Blockchain è un problem solver.
Che tu voglia far parte o no del cambiamento, è innegabile che la Blockchain sia una tecnologia che è qui per risolvere e aiutare. E lo sta già facendo. In moltissimi campi, in moltissime applicazioni.
Per capire il perché è possibile definire la Blockchain come un sistema problem solver, è importante comprendere cosa sia esattamente tale tecnologia innovativa e come funzioni.
Che cosa sono le tecnologie Blockchain?
Letteralmente, le tecnologie Blockchain sono “catene” di dati composte da informazioni registrate in “blocchi”. Ognuno di questi blocchi contiene uno specifico gruppo di dati.
Ogni qualvolta che si aggiunge un nuovo gruppo di dati, essi, insieme, vanno a creare un blocco tutto nuovo che si “concatena” a quello precedente. I gruppi di dati sono decentralizzati.
Da qui il nome “blockchain”, ovvero “catena a blocchi”.
La tecnologia Blockchain è, dunque, un registro di dati che è condiviso e immutabile e che permette di facilitare il processo di registrazione dei dati stessi, delle transazioni e il tracking degli asset digitali. Siamo solo agli albori delle applicazioni di questa nuova tecnologia, ma grazie a essa è possibile rappresentare sia beni fisici (ad esempio un capo d’abbigliamento, una macchina, immobili, ecc.) che beni immateriali (ad esempio i brevetti, i diritti d’autore, i marchi).
Per il tema dei marchi, tra i risvolti più recenti legati all’utilizzo della tecnologia blockchain, in Italia, ad esempio, c’è la tokenizzazione e digitalizzazione della certificazione del marchio “100% Made in Italy” di Federitaly, sviluppato sulla blockchain che ha il nome di Internet Computer Protocol (ICP), un’innovazione nel campo dell’autenticità per prodotti di origine 100% italiana. È possibile trovare tantissimi altri esempi in tutto il mondo e con tecnologie blockchain differenti (ad esempio Bitcoin, che è la prima Blockchain creata e genitore di tutte le altre, Ethereum, Algorand, Polygon, Avalanche, BNB Chain, ecc.), dove ognuna ha le sue specificità e capacità.
Il registro dei dati delle tecnologie blockchain è strutturato come una catena di blocchi contenenti transazioni, dati, informazioni e il consenso è distribuito su tutti i nodi della rete. Il registro dati è distribuito, immutabile, verificabile e condiviso.
Che cos’è il Consenso?
Abbiamo detto che la tecnologia blockchain è una struttura dati condivisa e immutabile, che può essere definita come un registro digitale le cui voci sono raggruppate in “blocchi”, che sono concatenati in ordine cronologico. L’integrità dei blocchi è garantita dall’uso della crittografia.
Il Consenso è un composto di algoritmi, detti anche protocolli di consenso o meccanismi di consenso, che permettono ai sistemi distribuiti di interagire tra di loro e rimanere sicuri. Questi meccanismi vengono utilizzati per stabilire il Consenso tra nodi all’interno di un determinato protocollo blockchain e permettono di concordare sullo stato della rete, e in particolare aiutano a prevenire determinati tipi di attacchi all’interno del network.
Tutti i nodi possono partecipare al processo di validazione delle transazioni e dei dati, ovvero al Consenso.
Tra le più famose prove di Consenso è possibile annoverare la Proof of Work (PoW), letteralmente “prova del lavoro”, che è stata utilizzata per la blockchain Bitcoin per la prima volta, ad oggi usata da decine di Blockchain, e la Proof of Stake (PoS), letteralmente “prova della puntata”, utilizzata da diversi network Blockchain, che premia il peso dello staking rispetto alla forza e alla quantità dell’energia computazionale. Ethereum è il primo network blockchain al mondo ad aver modificato, in essere, il meccanismo di Consenso da PoW a PoS.
Dove nascono le Blockchain?
Le tecnologie blockchain sono una sottofamiglia delle Distributed Ledger Technologies (DLT), ovvero le tecnologie di registri distribuiti.
Tutti, con i giusti mezzi, possono dar vita ad una Blockchain, ma per essere definite tali, le Blockchain devono rispondere a chiari requisiti, che si ispirano alla prima esistita, ovvero quella di Bitcoin, dell’ormai lontano 2008:
- possiedono un digital asset nativo;
- hanno un meccanismo di consenso che fa convergere gli attori (nodi) in competizione;
- sono permissionless, ovvero sono un network aperto, dove chiunque ha la possibilità di interagire e partecipare al meccanismo di Consenso;
- le transazioni sono incensurabili e irrevocabili;
- vi partecipano un numero ”adeguato di nodi” distribuiti e decentralizzati;
- sono trustless, trasparenti e immutabili;
- hanno democrazia tra i nodi validatori.
Che cos’è un Nodo?
Un nodo blockchain è un dispositivo, solitamente un computer, che partecipa a una rete blockchain. Tutti hanno la possibilità di diventare nodi validatori. Anche tu che stai leggendo.
I nodi gestiscono il software del protocollo blockchain, consentendogli di convalidare le transazioni, i dati, e di mantenere la rete sicura. I nodi Blockchain comunicano tra loro e possiedono la copia del libro mastro della rete.
Perché la Blockchain è un problem solver?
Se siete arrivati a leggere fino a qui, è perché credete anche voi nel potenziale della Blockchain.
Dulcis in fundo, di seguito una lista di 9 applicazioni che la Blockchain, trova, che dimostrano i benefici che tale tecnologia porta e la sua matrice innata di problem solver:
- Pagamenti e transazioni di denaro più sicuri: maggiori performance e vantaggi economici, nessun intermediario (transazioni Peer-to-Peer), tariffe economiche e velocità all’avanguardia.
- Registrazione e manutenzione dei dati: dati e informazioni immutabili, condivisi, trasparenti e accessibili a tutti.
- Raccolta fondi, beneficienza e ONG: attività benefiche, fund-raising e donazioni sono monitorate con precisione, così che chiunque può controllare dove finiscono le somme raccolte.
- Beni fisici: tokenizzare asset fisici, come ad esempio gli immobili e le proprietà, aumenta la trasparenza durante e dopo le operazioni di compravendita, diminuendo gli errori legati alla carta e alle scartoffie, come possibili frodi ed errori dei registri pubblici.
- Scuola e Università: autenticazione dei titoli e dei certificati accademici, che rimangono immutabili nel tempo, univoci e non sono replicabili.
- Arte e Musica: digitalizzazione sotto forma di Token Non Fungibili (NFT) della proprietà intellettuale e del diritto d’autore.
- Cybersecurity e Risk Management: maggiore sicurezza dei dati grazie a tecniche avanzate di crittografia, minore probabilità di hackeraggio o tentativi di manomissione dei database.
- Contrattistica: varie tipologie di contratti, come le eredità e i testamenti, beneficiano degli smart contract e la loro affidabilità e automatizzazione, eliminando contenzioni e rendendo più facile identificare determinati tipi di informazioni.
- ESG: tracciare e certificare attività green o di impatto sociale non è mai stato così facile e sicuro, riducendo le frodi e smascherando le false documentazioni.
Ma non è finita qui, si potrebbero aggiungere molti altri campi di applicazione.
E tu, quali altre voci vuoi aggiungere alla lista? Quali altri problemi la tecnologia Blockchain risolve?










