Ho pensato molto a come impostare questo articolo, e alla fine ho deciso di parlare dei motivi per cui le criptovalute e la blockchain mi affascinano così tanto, partendo da dove per me tutto è iniziato.
E’ il 2008 e l’azienda per cui lavoravo come operaio, una s.p.a., ci comunica che è in difficoltà, dicono che il lavoro c’è ma si sono esposti troppo con le banche e, a causa della crisi economica, dovuta alla scoppio della bolla immobiliare americana che ha portato al crack di Lehman Brothers, l’azienda è stata costretta prima a completare tutto l’iter di cassa integrazione e poi a dichiarare fallimento.
Ho visto persone dover cambiare casa e reinventarsi una vita a causa di questo, e non mi capacitavo di come un’azienda “sana” potesse fare questa fine a causa delle falle del sistema.
Arriviamo al 2016, quando esce il film “The big short”, tradotto in italiano “La grande scommessa”, film che mi ha fatto capire nel dettaglio quali sono le motivazioni per quello che è accaduto nel 2008 e quali sono le falle del sistema economico in cui viviamo,.
Mi ha spinto a fare ulteriori studi e ricerche sugli argomenti trattati nel film, i quali mi hanno portato a conoscere la storia della moneta e di come siamo passati dal gold standard (nel quale le monete e banconote erano legate al valore dell’oro) finito nel 1971, ad uno fiat standard (nel quale il valore del denaro è dato da politiche economiche dei singoli stati e decisioni delle banche centrali) e mi sono posto una domanda: C’è alternativa a tutto questo?
Questa domanda mi ha portato a scoprire Bitcoin(che come teorizzato nel libro “The Bitcoin Standard” potrebbe essere una valida alternativa allo standard economico attuale )e le criptovalute, che da subito mi hanno appassionato con le loro caratteristiche rivoluzionarie e innovative:
Circolano sulla blockchain, che è un registro pubblico distribuito, dove tutti possono vedere quello che sta accadendo e chiunque può supportare (basta un pc ed una connessione ad internet per scaricare il registro ed aiutare a tenere decentralizzata la rete), sono open source, quindi il codice con cui sono state programmate è consultabile e utilizzabile da tutti, aumentando così la fiducia, circolano su reti peer-to-peer, quindi rendendole resilienti e difficili da censurare, e sono libere di essere scambiate ovunque e con chiunque, senza confini e senza chiedere il permesso a nessuno (basta scaricare un wallet in un cellulare connesso ad internet e sei pronto ad operare), il tutto velocemente e con costi molto bassi (se si sa usarle).
Una domanda che mi pongono spesso è: “Sono soldi veri?”
E come risposta mi piace spesso utilizzare questo paragone:
La tv, che sostanzialmente fa sempre la stessa cosa da quando è stata inventata, ovvero trasmettere immagini, nel tempo si è evoluta passando da essere a tubo catodico in bianco e nero a colori, in seguito sono arrivati gli schermi piatti ed infine le smart tv, sempre lo stesso strumento però molto più performante e con molte più funzioni, incluso internet sempre più presente.
Le criptovalute sono un’evoluzione della moneta, che fondamentalmente permettono di fare quello per cui è nata la moneta, essere scambiata per beni e servizi, la differenza è che hanno molta più trasparenza, in quanto è più verificabile un’operazione fatta su blockchain, (dove si vede in tempo reale lo spostamento dei fondi, la validazione dell’operazione e i costi sostenuti), che una fatta sull’home banking dove essenzialmente è visibile solo un’interfaccia grafica ma non tutto il meccanismo che c’è dietro lo spostamento del denaro.
Inoltre hanno molte più funzioni, direi che il limite delle funzioni è la fantasia, essendo programmabili e permettendo a chiunque di partecipare attivamente al sistema, sia che si tratti di dare liquidità ad una piattaforma di trading, sia che si tratti di prestare o chiedere in prestito denaro, il tutto tramite smart contractche rendono tutto automatizzato, in totale trasparenza.
Un’altra funzione interessante è il meccanismo di governance.
Molte piattaforme/criptovalute sono governate da una DAO(Decentralized Autonomus Organizzation), che permette a chiunque possieda i token della stessa, di fare proposte (ad esempio di modifica di qualche regola), e di votare a favore o contro le modifiche (queste piattaforme solitamente hanno dei fondi bloccati appositamente per lo sviluppo).
Altro capitolo interessante sono gli NFTche permettono di rendere unici dei byte o un’oggetto digitale, che aprono scenari innovativi per servizi come:
- ticketing:
potrebbero rendere quasi impossibile le creazioni di falsi e il bagarinaggio. - diritti d’autore:
ad esempio, un’artista potrebbe rilasciare un video o una canzone sottoforma di NFT frazionabile e chiunque lo acquisti potrebbe partecipare alla distribuzione dei diritti d’autore, consentendo all’ artista e ai suoi collaboratori di ricevere una percentuale ricavata dalle vendite. - gaming:
Già prima dell’arrivo della blockchain i videogiocatori più appassionati acquistavano oggetti per potenziare i loro personaggi all’interno di un gioco, con gli NFT si aprono moltitudini di possibilità e interoperabilità.
Quelle elencate sopra sono le caratteristiche che mi hanno fatto appassionare di questa tecnologia, ma sono consapevole che tutto questo deve essere regolamentato, so che non è possibile una regolamentazione troppo restrittiva in quanto, circolando su reti peer-to-peer ed essendo open source, sarebbero limitate ma continuerebbero ad esistere, come accaduto nel caso dei servizi di scaricamento file (es. eMule, Torrent, ecc.).
Bisogna trovare un giusto equilibrio, ed aumentare la privacy, grazie a tecnologie come la zkproof, che tramite prove matematiche permette, ad esempio, di dimostrare che i fondi non arrivano da attività illecite, senza far vedere la provenienza dei fondi.
Consiglio a chiunque voglia inoltrarsi in questo mondo di studiare e documentarsi il più possibile, e di operare solo se veramente si è consci di quello che si sta facendo.
Ad ogni modo, è possibile operare nelle criptovalute in testnet, reti del tutto simili a quelle principali, che permettono di provare quasi tutte le funzioni della blockchain con soldi finti, senza rischiare nulla.










