Intro
Il 5 agosto 2021, a Trieste, è stata adottata dai Ministri del Digitale appartenenti al G20 la Dichiarazione Ministeriale sulla Digitalizzazione[1]. Si tratta di un accordo che ha individuato diversi punti su cui i Paesi firmatari hanno deciso di cooperare a livello internazionale per contribuire all’attuazione degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite (SDGs), in linea con le priorità della Presidenza italiana del G20, People, Planet and Prosperity, identificando come temi prioritari la “Digital Economy” e il “Digital Government”.
La trasformazione digitale per una crescita sostenibile
Tra i punti sottolineati nel documento approvato, vi è l’impegno di sfruttare il potenziale della digitalizzazione per una ripresa economica forte, inclusiva, resiliente e sostenibile. È stato riconosciuto che le aziende debbano essere preparate per ulteriori cambiamenti tecnologici, al fine di affrontare le sfide future verso un’economia sostenibile, e la necessità di aumentare gli sforzi per sviluppare un approccio all’economia digitale che sia umanocentrica.
Ma non solo. Infatti, il documento prevede anche un impegno per sensibilizzare, educare e sostenere i consumatori, anche attraverso programmi di alfabetizzazione digitale, con l’obiettivo di garantire la protezione degli stessi per quanto riguarda la qualità e la sicurezza dei prodotti, la privacy, la protezione dei dati personali, e le pratiche commerciali sleali, con particolare attenzione ai consumatori vulnerabili. Sono state presentate le tecnologie basate su registri condivisi, tra cui la tecnologia blockchain, per la tracciabilità dei prodotti lungo le catene del valore.
Trasparenza e impatto ambientale
In generale, il consenso basato su blockchain e i contratti intelligenti hanno il potenziale per ridurre i costi di transazione e la produzione di documenti cartacei in molti settori, fornendo soluzioni che contribuiscono a ridurre gli sprechi, contribuendo al contempo a fornire un valido aiuto nella valutazione dell’impatto ambientale grazie alla completa trasparenza informativa sui comportamenti di sostenibilità collettiva, senza limitazioni di tipo geografico, portando a risultati e cicli di feedback più rapidi e all’affermazione di standard green globali.
Al fine di comprendere meglio come creare valore attraverso la blockchain contribuendo al contempo a raggiungere gli obiettivi fissati dall’Agenda 2030 dell’ONU, è possibile osservare l’applicazione di tale tecnologia in settori ad alto impatto ambientale, come quelli dell’agro-alimentare e del tessile, nei quali il rapporto con il consumatore è un fattore fondamentale.
Autenticazione della composizione di un prodotto tessile per il riciclo
Il settore tessile è uno dei più inquinanti, in termini di produzione di emissioni di gas serra, a causa dell’utilizzo di tecnologie produttive e materiali poco sostenibili[2]. Infatti, solo circa un terzo delle fibre prodotte ogni anno ha origine cellulosica di derivazione naturale (un materiale biodegradabile), mentre i restanti due terzi hanno origini sintetiche. Uno dei problemi più rilevanti del settore però è il processo di riciclo dei prodotti, per via della difficoltà di tracciare l’origine del materiale utilizzato nella fase produttiva. L’utilizzo di nuove tecnologie può essere una soluzione, e tra queste vi rientra la blockchain, anche per consentire ai consumatori di compiere scelte più consapevoli e sostenibili[3].
Applicando, ad esempio, ad un prodotto tessile un codice a barre o un qr code, è possibile fornire ai consumatori un facile collegamento che permetta di verificare la composizione dell’indumento e la catena di fornitura tessile al momento dell’acquisto, direttamente nel punto vendita. Le stesse informazioni potrebbero essere utilizzate per facilitare lo smaltimento dei prodotti tessili e il loro riutilizzo, consentendo il riciclo certificato di prodotti scartati sia nella fase di produzione (ad esempio causa imperfezioni) sia nella fase successiva all’acquisto.[4]
Certificazione di filiera nel settore agro-alimentare
È sempre più diffusa l’esigenza dei consumatori di conoscere sempre a fondo l’origine dei prodotti che acquistano. Pertanto, appare necessario implementare i processi produttivi tenendo conto delle nuove frontiere della tracciabilità, come quella delineata dalla blockchain, attraverso un coinvolgimento pro-attivo di chi acquisterà un determinato prodotto.
L’innovazione nel settore agro-alimentare è proprio legata al concetto di certificazione della filiera, al fine di rafforzare il rapporto tra consumatore e produttore[5]. Tale soluzione prevede che esistano aziende legate tra loro contrattualmente che formano una sorta di azienda allargata (filiera), guidate da un “coordinatore” o “capofiliera”, con il compito di gestire l’output concordato e che si assuma la responsabilità di controllare la conformità del prodotto al termine del processo produttivo. La gestione della filiera permette l’integrazione del comparto agricolo all’interno di sistemi di qualità di filiera agroalimentare, dove produttore e trasformatore sono coinvolti nello stesso modo.
La tracciabilità è uno strumento di gestione del rischio che offre la possibilità di reagire ai potenziali rischi che possono insorgere nella produzione. Inoltre, fornisce anche la possibilità agli operatori del settore di isolare il problema, ritirando o scartando prodotti contaminati o non sicuri e quindi impedendo che raggiungano i consumatori. L’univocità dei dati conservati all’interno di una rete blockchain, e la conseguente impossibilità di manomissione e manipolazione degli stessi, garantisce al consumatore finale un alto livello di trasparenza.
Il bando ICE per supportare il Made in Italy
A ottobre scorso, l’Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane (ICE) ha avviato una gara europea[6], dal valore di oltre 2.6 milioni, per la stipula di un accordo quadro con più operatori economici per l’affidamento dei servizi di tracciabilità blockchain per la promozione del Made in Italy nei settori agroalimentare, tessile e abbigliamento. L’obiettivo della gara, che prevedeva di coinvolgere dieci diversi operatori economici, era di permettere agli imprenditori di tracciare in maniera sicura e immutabile tutti gli eventi che avvengono nelle varie fasi della filiera produttiva.
Attraverso l’applicazione della blockchain sarebbe possibile, infatti, certificare la provenienza dei prodotti e pertanto valorizzare l’autenticità di prodotti Made in Italy, limitando il fenomeno dell’italian sounding e della contraffazione.
Nel concreto, il bando aveva lo scopo di selezionare alcuni partner tecnologici specializzati che possano contribuire alla realizzazione di un servizio, per le aziende italiane del comparto agroalimentare e tessile, in grado di registrare – attraverso la tecnologia blockchain – le informazioni di tracciabilità sui propri beni. La gara è stata affidata a fine marzo scorso ad otto aziende, le quali dovranno sviluppare il servizio di cui sopra nei prossimi quattro anni.
Opportunità: il Fondo per lo Sviluppo delle tecnologie 4.0 del MISE
L’impegno dell’Italia nel favorire lo sviluppo e l’adozione delle tecnologie innovative di nuova generazione è stato ad ogni modo dimostrato anche in altre sedi. Infatti, ad inizio dicembre, il Ministro dello Sviluppo Economico, Giancarlo Giorgetti, ha firmato il decreto attuativo del Fondo per lo Sviluppo delle tecnologie e delle applicazioni di intelligenza artificiale, blockchain e internet of things[7].
In particolare, il Fondo istituito presso il MISE, con una dotazione di 45 milioni di euro complessivi, ha l’obiettivo di promuovere la competitività e la produttività del sistema imprenditoriale, stimolando la nascita e la diffusione di progetti di ricerca ed innovazione tecnologica legati al programma transizione 4.0.
Per l’attuazione degli interventi, Infratel Italia, società in-house dello stesso MISE, è stata incaricata di svolgere le attività di supporto operativo e amministrativo necessarie per perseguire gli obiettivi del Fondo. Dovrà poi essere adottato un successivo decreto che individui le modalità e i termini di presentazione delle domande per richiedere i finanziamenti agevolati, che potranno essere presentate da soggetti pubblici o privati, anche in forma congiunta tra loro.
[1] Dichiarazione dei Ministri del Digitale G20 (link)
[2] “L’impatto della produzione e dei rifiuti tessili sull’ambiente (infografica)”, Parlamento Europeo, 16/02/2021 (link)
[3] “Come la blockchain può cambiare il settore della moda in modo etico e sostenibile”, Blockchain4innovation, 19/05/2020 (link)
[4] “Sistemi innovativi di riciclaggio e tecnologia blockchain per un settore tessile più sostenibile”, AWARE Think tank, 24/03/21 (link)
[5] “DTP 035 Filiera controllata”, CSQA, data n.d. (link)
[6] “Accordo Quadro con più operatori economici per l’affidamento di servizi blockchain per la promozione del Made in Italy “Progetto Blockchain per l’internazionalizzazione””, ICE, 18/10/2021 (link). V. anche l’avviso pubblicato nella Gazzetta Ufficiale (link)
[7] “45 milioni per blockchain e intelligenza artificiale”, MISE, 09/12/2021 (link)










