Test importante per questa tecnologia?
E’ sicuramente un periodo particolare per il mondo Blockchain, parlare di test è di fondamentale importanza in questo momento storico, in quanto le criptovalute sono chiamate ad esprimere i loro più grandi valori tecnologici in una situazione sicuramente non abituale.
L’ingresso da parte delle criptovalute in questo conflitto, ha dato modo a tutti di giocare le proprie carte senza troppi giochi politici, ma accettando di fatto questa alternativa, in una situazione quasi disperata.
Questa fase storica, diventa una vera prova, ma non solo per le criptovalute in sé, ma pure per chi dovrà interagirci e costruirci una parte della propria economia
Perché questo test?
Perché un settore come questo, necessita di “vere” prove di forza, dove la resilienza, in situazioni critiche come quella attuale, deve essere la caratteristica principale di una Blockchain e quindi di una valuta crittografica.
Abbiamo visto spesso situazioni spiacevoli dove la “decentralizzazione” viene spesso messa a dura prova sia per questioni ingegneristiche ma anche per questioni legate alla scarsa distribuzione di nodi all’interno della rete.
Viene naturale pensare quindi, che per affrontare questa emergenza, la tecnologia debba trovarsi a uno stato avanzato, dove l’incensurabilità e la decentralizzazione, devono essere perfettamente legate, per poter compiere il vero scopo per cui le criptovalute nascono, ovvero la disintermediazione.
Non molte criptovalute vantano questa caratteristica (potremmo parlarne per ore) ma questo argomento deve essere di forte riflessione in quanto il mondo cripto, se vuole interagire al meglio con il mondo reale, e quindi slegarsi dal suo habitat, deve essere pronto a tutto, ed è chiaro che questo non sia possibile senza una solida base tecnologica, e non solo teorica.
Senza dubbio, Bitcoin è la grande svolta di questa guerra da questo punto di vista, e questo lo si è notato anche grazie agli atteggiamenti delle controparti, che hanno dovuto attrezzarsi.
Da un lato la Russia che accetta qualsiasi pagamento in Bitcoin, accelerando anche l’adozione nel paese, e dall’altra, l’ Ucraina che sfrutta la grande duttilità di Bitcoin per poter ricevere donazioni, fondamentali alla resistenza dagli attacchi Russi.
Questione sanzioni
Tra le varie ipotesi, ha preso molto piede quella per cui la Russia possa evitare in qualche modo le sanzioni mondiali tramite le criptovalute, ipotesi decisamente fuorviante dato che Bitcoin in primis non è uno strumento che può così su grande scala supportare lo scambio di un’intera economia nazionale, inoltre in casi di grosse tensioni internazionali, grandi spostamenti economici sono facilmente rilevabili e potrebbero essere bloccati da enti regolatori o gli stessi exchange.
Cosa può succedere ora?
Russia e Ucraina stanno sperimentando la grande utilità di Bitcoin e delle criptovalute, forse con aspettative diverse, ma pur sempre legate a una scappatoia dal mondo fisico.
Hanno compreso che specialmente in periodi di guerra, avere un asset digitale scambiabile e solido diventa fondamentale, oltre al fatto che la comodità e la sicurezza sono senza dubbio maggiori rispetto al trasporto fisico di oggetti/materiali di valore.
Conclusioni
In un mondo dove un possibile “bitcoin standard” possa esistere, renderebbe molto più complesso un conflitto tra nazioni, questo perché due nazioni legate dalla stessa moneta, sarebbe fortemente disincentivate dal conflitto.
Questa però, è solamente un’ipotesi, ma l’importanza di questo conflitto nel mondo Blockchain darà sicuramente modo di migliorare e rendere sempre più trustless i vari protocolli, affinché si possa in futuro, fare affidamento su una tecnologia libera, ma soprattutto decentralizzata, per davvero.










