Il problema che affligge le donazioni: la fiducia.
Milioni di persone donano regolarmente in beneficenza, spinti da diverse motivazioni, come, ad esempio, contribuire a un bene collettivo, ricevere incentivi economici o ricompense materiali, rispondere a dei valori etici e sociali, oppure semplicemente perché donare fa bene all’umore e da questo gesto si può ottenere soddisfazione morale che è paragonabile ad un bene consumato privatamente (warm glow).
I donatori, però, a causa dei diversi e continui scandali verificatesi nel mondo della beneficenza, sono sempre più disillusi e sempre più sospettose che le organizzazioni non profit non utilizzino bene i soldi ricevuti. Ad oggi, più del 60% delle persone a livello globale non ha fiducia che le istituzioni no-profit possano portare a termine le proprie missioni. Questa sfiducia comporta una riduzione delle donazioni. Questo trend è accentuato dalla grave recessione economica determinata dall’emergenza Covid-19 e dalla canalizzazione delle donazioni verso gli ospedali.
Digitalizzazione del settore
Il profilo del donatore, inoltre, sta cambiano. Si nota la tendenza ad andare verso una progressiva digitalizzazione dei comportamenti donativi. Un donatore su quattro ha donato tramite piattaforme ed eventi digitali, quali shop online, lotterie, aste virtuali. Facebook, Instagram e WhatsApp risultano essere i tre social media che più spingono i cittadini a donare. Questo porta con sé la necessità di una migliore comunicazione digitale, costante e più coinvolgente, rendendo la trasparenza una delle questioni chiave nel mondo filantropico di oggi.
Diversi studi hanno sottolineato come gli enti di beneficenza potrebbero aumentare le donazioni di quasi il 50% se fossero più trasparenti su come vengono spesi i soldi.
In tale contesto, la tecnologia Blockchain è davvero strategica per migliorare la credibilità degli enti di beneficenza che cercano di promuovere la trasparenza e allo stesso tempo ridurre il rischio di frode, permettendo ai donatori di tenere traccia delle transazioni ed essere sicuri dell’assenza di attività fraudolente.
Blockchain applicata alle donazioni
Trasparenza
Blockchain e smart contracts aprono nuove opportunità nella filantropia, trasformando gli aiuti in risorse digitali e creando fiducia nelle organizzazioni di beneficenza permettendo ai donatori di monitorare l’impatto dei loro contributi, mentre gli enti di beneficenza possono incrementare le donazioni ricevute.
Ad oggi, questa possibilità troppo spesso viene ignorata dagli enti di beneficenza a causa di una mancanza di comprensione, che può essere dovuta a una scarsa competenza tecnica, nonché alla difficoltà di spiegare come la blockchain possa offrire benefici tangibili agli enti di beneficenza.
Incorporando la blockchain nella registrazione delle donazioni di beneficenza, i donatori possono essere in grado di monitorare esattamente dove vanno a finire le loro donazioni e quando vengono utilizzate. La Blockchain fornisce una maggiore trasparenza dietro le organizzazioni senza scopo di lucro e dà sia ai donatori sia agli operatori una maggiore responsabilità quando si tratta di come vengono spese le donazioni.
Con la struttura immutabile della blockchain, le donazioni non possono essere falsificate e vengono registrate in modo permanente affinché i donatori possano vederle. Inoltre, la blockchain può tenere traccia di quanto di ogni donazione viene incanalata per aiutare effettivamente la causa che viene commercializzata, il che a sua volta impedisce alle organizzazioni di deviare fondi per usi impropri o personali.
Con grandi enti di beneficenza centralizzati, c’è sempre la possibilità che troppi livelli di gestione intacchino i loro fondi. Con gli enti di beneficenza basati su blockchain, il numero di intermediari tra i donatori e coloro che vogliono aiutare è ridotto al minimo, il che consente di dare una parte maggiore delle donazioni a chi ne ha bisogno.
Monitoraggio, archiviazione ed autenticazione delle donazioni
Utilizzando la tecnologia Blockchain per il monitoraggio, l’archiviazione e l’autenticazione delle donazioni, i donatori sono in grado di verificare da soli le loro donazioni e tenere sotto controllo esattamente come vengono utilizzati i loro soldi. La Blockchain promuove la fiducia che i donatori hanno negli enti di beneficenza consentendo una maggiore visibilità delle transazioni di beneficenza, aprendo la strada a un futuro più filantropico.
Man mano che le organizzazioni di beneficenza crescono di dimensioni, contemporaneamente aumenta anche il proprio staff amministrativo. Tuttavia, un rapporto dell’Università del Maryland ha rilevato che sia il volontariato rurale che quello suburbano sono scesi ai minimi storici nel 2015. Con un numero decrescente di persone disposte a fare volontariato presso organizzazioni non profit, gli enti colmano questo divario assumendo più lavoratori.
Con l’assunzione di più lavoratori e l’aumento dei costi della loro gestione i fondi raccolti dalle donazioni rischiano di essere impiegati principalmente per pagare il personale al fine di garantire che l’organizzazione benefica funzioni senza intoppi.
Integrando la blockchain nei loro sistemi, le organizzazioni non profit possono ridurre il loro personale senza sacrificare l’integrità della loro organizzazione. Con un’amministrazione più piccola, ci sarebbero meno costi generali. Questo a sua volta garantirebbe che una percentuale maggiore di donazioni vada verso la causa promossa.
Gran parte del lavoro dell’amministrazione di beneficenza ruota attorno alla gestione dei fondi e alla registrazione di come vengono spesi. Il percorso e la distribuzione delle donazioni verrebbero registrati in modo rapido, efficiente ed immutabile, riducendo l’inefficienza amministrativa e le potenziali frodi finanziarie.
L’utilizzo della blockchain per registrare il denaro ricevuto ed i suoi usi genera anche una ricevuta digitale inalterabile dei fondi e migliora la credibilità delle organizzazioni. Incorporando la blockchain nelle loro amministrazioni, gli enti di beneficenza potrebbero risolvere rapidamente alcuni dei problemi di personale della loro organizzazione.
Blockchian per il tracciamento dei flussi di beneficenza
Anche la sfida della trasparenza può essere vinta grazie alla blockchain. Quando le persone donano a enti di beneficenza, generalmente confidano che l’organizzazione assicurerà che i loro soldi vengano spesi bene. Tuttavia, molte organizzazioni non profit non sono così esplicite riguardo alle proprie spese come sperano i donatori, rivelando la distribuzione dei propri fondi solo in termini generali e trascurando di rivelare dettagli o addirittura falsificando i propri registri.
Pertanto, i donatori vengono lasciati all’oscuro di quanto del loro denaro è stato effettivamente utilizzato per aiutare i bisognosi e quanto è stato deviato verso altre organizzazioni, problemi di budget e altri costi generali.
Con l’aggiunta della blockchain agli enti di beneficenza, i donatori non sarebbero più ignari di ciò che viene fatto con i loro soldi. Le informazioni sulla donazione verrebbero archiviate in blocchi insieme alle informazioni sui donatori, ma i donatori sarebbero in grado di preservare la loro privacy con una sorta di firma digitale che non rivela la loro identità. Poiché la blockchain è un registro pubblico visualizzabile da chiunque, le frodi di beneficenza sarebbero molto difficili da commettere; i donatori sono in grado di monitorare attentamente i propri fondi e assicurarsi che nessun dato venga manomesso.
I blocchi vengono archiviati in modo permanente e in ordine cronologico, in modo che i donatori possano controllare come vengono spese le loro donazioni, chi è in possesso dei loro fondi in un dato momento e dove sono stati trasferiti i loro soldi.
Inoltre, se un numero sufficiente di donatori collegasse i loro computer alla blockchain (che funzionerebbe quindi come nodi), rafforzerebbero la sicurezza della blockchain, le loro informazioni sulle donazioni sarebbero più difficili da manipolare e avrebbero più fiducia nella sicurezza delle loro transazioni.
Blockchain per la prevenzione delle truffe in ambito beneficenza
Sebbene la maggior parte degli enti di beneficenza e delle raccolte fondi siano legittime e cerchino di aiutare i meno fortunati, ci sono ancora alcuni falsi operatori che stanno solo cercando di truffare le persone. Con un ecosistema basato su blockchain, i donatori possono utilizzare meccanismi di convalida per identificare quali organizzazioni senza scopo di lucro sono autentiche.
Molti enti di beneficenza utilizzano appaltatori di terze parti per sollecitare donatori e gestire i loro fondi, poiché di solito è molto più economico rispetto all’assunzione di personale a tempo pieno che si dedichi alle raccolte fondi. Tuttavia, in un’indagine condotta dal Tampa Bay Times e dal loro Center for Investigative Reporting, tra i 6.000 enti di beneficenza che hanno pagato le aziende a scopo di lucro per aiutare con le donazioni, le peggiori 50 organizzazioni di beneficenza hanno utilizzato solo il 4% delle donazioni per aiuti diretti. Il resto dei loro fondi è stato dato a venditori e società assunte per aiutare a sollecitare i donatori attraverso pubblicità e altri mezzi.
La tecnologia Blockchain può aiutare gli enti di beneficenza a gestire i propri fondi più da vicino e fungere da strategia di marketing, eliminando la necessità di questi intermediari. Per paragonare queste organizzazioni di beneficenza alle aziende, l’utilizzo della blockchain è un punto vendibile, in quanto incoraggerebbe più persone a donare con la certezza che i loro soldi andranno direttamente alla causa che sostengono.
Inoltre, in questa era sempre più digitale, la maggior parte delle persone non verifica le informazioni che vede online, con conseguenti opportunità di frode e pubblicità ingannevole. Piuttosto che far ricercare ai potenziali donatori organizzazioni rispettabili prima di donare, la blockchain, che documenta le varie donazioni nel tempo, servirebbe come affermazione della legittimità dell’ente di beneficenza. In un mondo frenetico, presentandosi come una piattaforma di autoverifica, la blockchain inciterebbe una quantità crescente di donazioni.
Inoltre, la blockchain è intrinsecamente sicura perché il suo funzionamento infatti impedisce le modifiche da parte di singoli utenti o hackers. Si basa, infatti, su una tecnologia del consenso che impedisce di poter modificare la blockchain se non grazie a un accordo di più della metà delle persone che fanno parte della blockchain stessa, cosa impossibile proprio per il gran numero di nodi.
Inoltre, donare a enti di beneficenza a volte implica mettere la propria identità nelle mani dell’ente di beneficenza e, per estensione, di appaltatori di terze parti. Nell’era del progresso tecnologico di oggi, il server centralizzato utilizzato per archiviare le informazioni private dei donatori può presentarsi come un bersaglio per gli hacker.
Blockchain e privacy
Con la blockchain, la privacy dei donatori non verrebbe violata poiché le loro informazioni private sarebbero crittografate e non visibili agli utenti. La memorizzazione delle informazioni sui donatori su una blockchain metterebbe fine all’assunzione di intermediari per registrare le transazioni, il che alla fine rafforzerebbe la sicurezza dell’ente di beneficenza e aumenterebbe la fiducia dei donatori nell’organizzazione.
La Blockchain sia come tecnologia sia come applicazioni che si basano su di essa, come portafogli digitali, scambi commerciali e soluzioni di prestito, potrebbero introdurre un’intera gamma di strumenti nuovi e innovativi per le organizzazioni filantropiche.
Gli smart contracts sono applicazioni che funzionano su tecnologia Blockchain che hanno regole e condizioni programmate al loro interno e avviano determinati eventi quando queste condizioni sono soddisfatte. Nel caso della filantropia, questi contratti possono rappresentare accordi tra il donatore e l’organizzazione di beneficenza.
Ciò offre molte opportunità per tutte le parti coinvolte nel processo di donazione e può renderlo completamente automatizzato e senza compromessi. Le clausole e le disposizioni potrebbero essere integrate negli smart contract e stabilire quando e dove dovrebbero essere trasferiti fondi, beni o forniture. Questi accordi potrebbero regolare la percentuale dei pagamenti che vanno a sostenere la causa benefica. L’intero processo di dispersione delle donazioni potrebbe essere snellito, dalla ricezione del pagamento alla scelta dei destinatari fino alla conclusione delle operazioni verso i beneficiari.
Ciò crea molta più fiducia tra le organizzazioni di beneficenza e i donatori, consentendo loro di vedere come vengono spesi i soldi e ottenere un rimborso se l’impatto della donazione non è stato verificato dallo smart contract.
I donatori, poi, possono essere maggiormente coinvolti attraverso la tokenizzazione di beni, ovvero creando risorse digitali che rappresentano qualcosa di valore, come le donazioni di beneficenza, che potrebbero essere acquistate e condivise tra le parti interessate. Tali risorse digitali potrebbero essere utilizzate per sostenere un sistema di raccolta fondi in cui i donatori vengono premiati con dei token per aver partecipato a eventi di beneficenza. I token crescono di valore man mano che vengono fatte più donazioni da altri sostenitori della causa e quindi creano un modello di coinvolgimento efficace.
I token potrebbero essere assegnati a cause specifiche come supportare le operazioni quotidiane in una casa affidataria o fornire forniture mediche. In questo modo, invece di aiutare finanziariamente un’organizzazione, i donatori potranno decidere i progetti in cui vorrebbero essere coinvolti e inviare i loro fondi direttamente alle persone che vorrebbero sostenere.
Blockchain e sharing economy sociale
La blockchain può integrarsi anche con le piattaforme di sharing economy orientate al sociale che oggi creano più modi per aiutare le persone rispetto alle semplici donazioni. Collocare le risorse in un sistema distribuito come la blockchain le rende universalmente accessibili. I servizi di affitto di case e appartamenti, il ridesharing, la condivisione di competenze e talenti possono essere utilizzati da enti di beneficenza per fornire alloggi a prezzi accessibili, pendolarismo e istruzione per le persone bisognose.
Queste piattaforme offrono anche modi più efficienti di individuare e accedere alle risorse affinché gli enti di beneficenza possano operare ed espandere il loro ecosistema. In definitiva, i sistemi di sharing economy integrati in blockchain aprono nuovi canali per l’azione filantropica e offrono alle organizzazioni di beneficenza una portata più ampia.
Criptovalute, IoT, Smart contracts che si amalgamano nel sociale
L’applicazione più conosciuta della blockchain sono le criptovaute. Le istituzioni no-profit accettando le criptovalute, che ad oggi rappresentano tra l1% ed il 5% del valore delle donazioni globali secondo Nonprofit Tech for Good, possono ampliare il loro bacino di donatori e ridurre contemporaneamente le spese. Infatti, gli enti di beneficenza spesso sono organizzazioni globali, pertanto il pagamento di commissioni per le movimentazioni di denaro internazionali inciderà meno sui loro bilanci in quanto le commissioni di trasferimento di criptovaluta sono molto più basse rispetto a quelle bancarie.
La blockchain può integrarsi sempre di più con l’IoT e i sistemi di intelligenza artificiale per consentire la raccolta di grandi quantità di dati su come vengono spese le donazioni e generare approfondimenti da tali dati per ottimizzare la distribuzione dei fondi.
Con la sua natura decentralizzata, la completa trasparenza e l’immagazzinamento immutabile dei dati, la blockchain è un punto di svolta per le organizzazioni filantropiche. Può creare un ecosistema globale per le donazioni di beneficenza in cui i donatori possono facilmente monitorare le loro donazioni ed estrarre valore dal supporto di coloro che ne hanno bisogno con risorse tokenizzate.
Con una maggiore fiducia nelle organizzazioni di beneficenza, saranno in grado di fornire donazioni maggiori alle cause che sostengono. Supportati da smart contracts, i beneficiari riceveranno l’aiuto nel modo più diretto, mentre i donatori possono essere sicuri che i loro contributi faranno la differenza.
https://www.charitytimes.com/ct/Transparency-among-charities-could-increase-donations-by-50.php
https://www.fastcompany.com/90289331/more-transparency-means-nonprofits-get-more-donations
https://www.cafonline.org/my-personal-giving/long-term-giving/resource-centre/five-reasons-to-give-to-charity
Le motivazioni alle donazioni individuali di EE Bertacchini
https://charitydigital.org.uk/topics/topics/how-charities-can-use-blockchain-8886
https://italianonprofit.it/risorse/guide/global-trends-in-giving-2020/
https://pixelplex.io/blog/blockchain-charity-projects-and-their-philanthropic-benefits/
Managing charity 4.0 with Blockchain: a case study at the time of Covid-19 di Adalberto Rangone & Luca Busolli (https://link.springer.com/article/10.1007/s12208-021-00281-8)
https://www.cafonline.org/about-us/caf-campaigns/campaigning-for-a-giving-world/future-good/blockchain










