L’evoluzione dei servizi digitali è focalizzata, in molti contesti, sull’introduzione della cosiddetta terza dimensione. I processi innovativi più rilevanti hanno sempre toccato progressivamente tutti gli aspetti della vita degli utenti, diffondendosi con tempistiche diverse. Si parte da una fase sperimentale che si applica a settori poco critici che non impattano generalmente i perimetri professionali e finanziari. Qualsiasi tipo di servizio negli ambiti privato, professionale e di pubblica utilità ha giovato di un percorso di digitalizzazione; possiamo tranquillamente affermare che sono disponibili applicazioni online per effettuare la maggior parte delle attività che una volta erano accessibili esclusivamente in presenza: pagare una multa, acquistare indumenti o oggetti, visitare un monumento.
La nuova frontiera è rappresentata dalle esperienze immersive che consentono di aumentare esponenzialmente l’efficacia dell’interazione con l’utente. La diffusione delle nuove logiche è già avviata e i primi riscontri sono molto incoraggianti.
I visori 3D sono accessorio comune all’interno della galassia del gaming e dell’intrattenimento, comparti molto adatti a questo tipo di device e in cui ci si può permettere di osare. La gran parte degli utenti è costituita da giovani, propensi a misurarsi con nuove esperienze e smaniosi di provare emozioni, ma soprattutto in grado di assimilare velocemente nuovi paradigmi. Le tecnologie 3D, Realtà Virtuale e Aumentata rappresentano una base applicativa fondamentale nelle industrie automotive e dei gestori di infrastrutture fisiche e digitali. Le fasi di progettazione, simulazione, collaudo e manutenzione si basano da decenni su Digital Twin e su applicazioni in MR per Field Services.
Ora è il momento di andare oltre l’utilizzo verticale delle tecnologie tridimensionali al fine di costituire un environment vero e proprio dove l’immersività sia un fattore abilitante ad alto valore aggiunto. Per raggiungere lo scopo è indispensabile lo Spatial Computing che determina l’osmosi tra il mondo reale e quello virtuale. La presenza di una proiezione umana realizzata tramite avatar non è vincolante in questo momento. Tirare in ballo il concetto di Metaverso non è fattore centrale, alcune applicazioni implicano questo tipo di scenario, molte altre ancora no. La questione quindi non riguarda l’ottenimento del bollino di Metaverso, ci dobbiamo piuttosto adoperare per aumentare l’efficacia delle esperienze in un contesto in continua evoluzione.
Non è possibile pensare che sia sufficiente integrare i team di lavoro con esperti di Digital Twin e di XR per completare il salto quantico. Come per tutte le rivoluzioni o comunque per i cambi generazionali sarà necessario ridisegnare la Digital Experience. Le affermazioni del world wide web prima e del mobile dopo, si sono concretizzate dopo errori di valutazione, cambi di direzione e redesign continui della User Experience. La teoria iniziale non coincide mai col responso del campo e spesso, complici anche le innovazioni tecnologiche, il risultato è molto diverso da quanto si era ipotizzato. Serve un nuovo modo di pensare all’interazione uomo-macchina, l’utente prima si adatterà ai cambiamenti e poi influenzerà il percorso evolutivo. Per questo nuovo corso bisogna tenere in grande considerazione un nuovo attore protagonista che risponde al nome di Intelligenza Artificiale e che ormai è parte di qualsiasi servizio.
Possiamo facilmente prevedere che lo Spatial Computing sarà determinante nel futuro dei servizi digitali, come si può anche evincere dalla infografica riportata di seguito.

Non è consentito avere fretta, i processi innovativi hanno i loro tempi. Caricare di aspettative significa semplicemente allungare i tempi di maturazione. Si devono raccogliere e studiare i feedback degli utenti mettendoli in relazione ai trend evolutivi di mercato. ll 2024 è iniziato con una netta accelerazione riguardo al tema della Mixed Reality e nell’evoluzione del concetto di Spatial Computing, grazie a device come l’Apple Vision Pro, il Magic Leap 2, il Frame di Brilliant Labs e gli aggiornamenti Meta portati dal Quest3.
Siamo all’inizio di una nuova era e dobbiamo rapidamente affrontare i temi della regolamentazione, dell’identità digitale, della proprietà intellettuale e delle transazioni finanziarie. Tutti questi elementi portano dritto a pensare alla Blockchain. La decentralizzazione della rete, le crypto e gli NFT saranno i cardini su cui poggerà il mondo virtuale tridimensionale, su questo sussistono pochi dubbi. Probabilmente sarà l’occasione per l’affermazione definitiva di un ecosistema al momento riservato ad un elite di operatori. Anche in questo caso si deve andare cauti, sembra tutto già disegnato, ma tra 6 mesi probabilmente dovremo aggiungere elementi e apportare dei correttivi.










