Negli ultimi anni, la tecnologia blockchain ha fatto passi da gigante nell’evoluzione di settori chiave, portando trasparenza, sicurezza e decentralizzazione.
Uno degli ambiti che ha beneficiato enormemente da questa innovazione è il crowdfunding e il fundraising più in generale. Lasciandoci alle spalle fortunatamente e definitivamente l’infausta stagione delle ICO, ci stiamo affacciando a scenari dove è l’unicità che la crittografia esprime ad essere declinabile attraverso strumenti ben rodati e ben normati, come appunto il crowdfunding.
Il crowdfunding, con la sua capacità di coinvolgere un vasto pubblico e finanziare progetti di ogni dimensione, è infatti pronto per essere trasformato anche in modo sostanziale dalla blockchain. L’utilizzo di contratti intelligenti, una caratteristica chiave della tecnologia blockchain, ha infatti semplificato e reso più sicure molte transazioni. Le transazioni dirette, senza intermediari, riducono i costi e aumentano la fiducia tra finanziatori e proponenti di progetti. È una storia d’amore che parte da lontano, forse addirittura dal microcredito del premio nobel Muhammad Yunus, quella tra piccole somme che si muovono velocemente e nuovi supporti tecnologici in grado di smarcarsi da monopoli e inefficienze.
Piattaforme di crowdfunding famose come Kickstarterstanno esplorando l’integrazione della blockchain per migliorare la trasparenza delle transazioni ed aprire a nuove funzionalità. Immaginiamo un futuro in cui Kickstarter utilizzi la blockchain di Ethereum per tracciare in modo immutabile ogni transazione, garantendo che i fondi raggiungano il destinatario previsto e che il processo non solo sia totalmente trasparente per tutti gli interessati, ma che sia collateralmente implementabile con elementi di gamification, votazione, creazione di comunità.
Nel fundraising tradizionale, anche se la sicurezza delle transazioni non può dirsi a tutti gli effetti una preoccupazione, l’utilizzo della blockchain eliminerebbe gran parte delle possibili sbavature attraverso l’archiviazione decentralizzata delle informazioni.
Ogni transazione è registrata in modo permanente su nodi distribuiti, rendendo estremamente difficile alterare o corrompere i dati.
D’altro canto il crowdfunding può dare tanto alla Blockchain. Una tecnologia che per definizione è trustless e permissionless ha molto da mutuare da uno strumento, il crowdfunding, dove la fiducia è tutto. Personalmente ritengo che una umanizzazione, nell’accezione più semplice e diretta del termine, sia auspicabile in una fase come quella che la crittografia sta vivendo oggi. Uscire dal malinteso del valore primo della speculazione è una sfida per tutti gli operatori del settore, istanze e tendenze che permeano il crowdfunding dalla sua nascita, ormai vent’anni fa, non sono invecchiate male, anzi possono essere fondamentali per apparecchiare il tavolo dell’adozione di massa della blockchain e proporre dinamiche che presuppongono la fiducia come anticorpi utilissimi a problemi che abbiamo già visto. Penso ad esempio alle certificazioni di inizio filiera, per dirne una.
Immaginiamo un futuro in cui le organizzazioni benefiche emettono token basati su blockchain per rappresentare quote di azioni benefiche. I donatori possono acquistare e scambiare questi token sulla blockchain, ottenendo una maggiore liquidità e trasparenza dell’azione virtuosa stessa. Questa forma di tokenizzazione potrebbe aumentare la partecipazione e l’entusiasmo nella raccolta fondi per cause importanti.
Guardando al futuro, le possibilità sono entusiasmanti. La blockchain potrebbe consentire la partecipazione di investitori di tutto il mondo, abbattendo le barriere geografiche nel fundraising. La tokenizzazione di attività reali potrebbe rendere più accessibili gli investimenti e ampliare la base di sostenitori per progetti innovativi.
Immaginiamo una piattaforma di crowdfunding decentralizzata che utilizza un sistema analogo a Polkadot e che permette la creazione di sotto-catene specifiche per progetti individuali. Ciò consentirebbe una maggiore scalabilità e personalizzazione, permettendo a ogni progetto di avere la propria comunità di sostenitori sulla blockchain e di accedere a tools mai esplorati per alcuni settori.
La tecnologia blockchain ha già apportato significativi miglioramenti nel crowdfunding e fundraising, fornendo sicurezza, trasparenza e riducendo gli oneri finanziari. Mentre esploriamo il futuro, è chiaro che la blockchain continuerà a essere un motore di innovazione in questi settori, aprendo nuove opportunità e rendendo il finanziamento partecipativo un processo ancora più accessibile e globale. Con le piattaforme decentralizzate e la tokenizzazione, il crowdfunding del futuro potrebbe trasformare radicalmente la nostra capacità di sostenere i progetti e le cause che contano davvero per le persone. Forse un giorno parleremo di blockchain e crowdfunding addirittura come di strumenti di sussidiarietà.
Alessandro Brunello










