Tre dimensioni per analizzare le opportunità delle applicazioni basate sulle tecnologie blockchain
Dimensione Cybersecurity: proteggere i nuovi modelli produttivi
I Dati viaggiano nelle reti aziendali e sempre più spesso, anche nei dispositivi IoT.
Questi ultimi sono sempre più utilizzati sia in ambito produttivo che nelle abitudini quotidiane.
Sul mercato della produzione industriale sono sempre più presenti prodotti c.d. “smart” o connessi alla rete, in grado di gestire direttamente molteplici attività in maniera autonoma.
Il loro funzionamento nei contesti aziendali “guida” letteralmente processi e attività produttive, così come in molti casi, guida nei contesti sociali, le numerose attività quotidiane essenziali per la nostra vita.
Anche i dispositivi quindi possono compiere transazioni tra loro, tramite scambi di informazioni.
Nell’evoluzione tecnologica in corso si assiste ad un percorso, ormai in alcuni casi molto evoluto, in cui anche senza un sistema di controllo centrale, i dispositivi IoT, possono identificarsi l’un l’altro, comunicando tra loro in modo autonomo.

Si sta realizzando un nuovo modello di business industriale basato sull’interconnessione di impianti e macchinari tramite API, nel quale è possibile avere in tempo reale il tracciamento e la certificazione dei singoli componenti dei macchinari alle aziende proprietarie.
Attorno a questo contesto, anche grazie all’impulso di finanziamenti regionali specifici, si stanno sviluppando in alcune aziende del territorio produttrici di impianti, i sistemi di assistenza remota di impianti e macchinari.
Le attività di ricerca e sviluppo in questo ambito hanno avuto un interessante impatto in diversi contesti produttivi di Industria 4.0 locali, ovvero là dove sono in fase di implementazione o presenti modelli di produzione industriale automatizzata e interconnessa.
Ho avuto modo di verificare partecipando al PROGETTO QUASAR- QUANTITATIVE ANALYSIS FOR SERVICES AND ASSETS RELIABILITY, Co-finanziato dal POR CreO FESR Toscana 2014 2020, che uno degli obiettivi perseguiti e realizzati grazie anche al contributo alla sperimentazione in aziende del settore manifatturiero, è stato quello di definire un Libretto Digitale applicabile su un apparato, un impianto o persino uno stabilimento.
Grazie all’applicazione di metodi quantitativi di analisi diagnostica e predittiva basati su dati e su modelli derivati da artefatti della pratica industriale, è possibile connettere la rappresentazione dei digital twin– riproduzione virtuale di risorse fisiche, potenziali e effettive – di un asset, con quella dei workflow di operazione e manutenzione.
I digital twin sono infatti rappresentazioni virtuali di oggetti o sistemi– in ambito industriale si parla di asset appunto – che, proprio grazie alla tecnologia blockchain, possono gestire con più efficacia i rischi di sicurezza connessi alla funzionalità e manutenzione di varie tipologie di asset.
Tra i molti vantaggi nell’utilizzo dei digital twin basati sulla blockchain c’è appunto la possibilità di monitorare i funzionamenti di impianti e macchinari, effettuare la manutenzione preventiva e identificare eventuali problemi prima che si verifichino.
Ma c’è di più. Poiché i digital twin basati sulla blockchain consentono di condividere i propri dati in maniera sicura con altri utenti, è possibile utilizzare l’oggetto – l’asset virtuale – in modo collaborativo.
Questo porta indubbiamente a risultati di maggiore efficienza sulla sua funzionalità e una maggiore riduzione dei costi di gestione e manutenzione, in quanto gli utenti possono condividere le risorse in modo più efficace.
Per gestire dunque le “comunicazioni” tra oggetti, vengono applicate sempre più spesso anche soluzioni che prevedono la costruzione di un network decentrato, che utilizzando anche le blockchain, abilitano una comunicazione multidirezionale tra gli stessi sfruttando la presenza di sensori.
La tendenza è quella di sviluppare sistemi che consentono di trasferire l’elaborazione delle informazioni sui dispositivi stessi – sfruttando il principio della distributed ledger – anziché su un sistema di controllo centrale. Questo oltre che a “velocizzare” l’interazione permette anche di ridurre la probabilità di hackeraggioo i tentativi di manomissione e intrusione ai database aziendali, visto che i dati sono “distribuiti” e non più centralizzati.
Al momento, i registri distribuiti sono ritenuti quindi più robusti rispetto a molti sistemi legacy aziendali e per questo le strategie di cybersecurity sono sempre più indirizzate ad implementarli.
Il modello di interconnessione tra i dispositivi, asset, impianti e oggetti “smart” ci porta direttamente al nodo Cybersecurity, dovendo definire quindi un sistema che protegga o renda sicure le comunicazioni di questi dispositivi.
Lo sviluppo di investimenti e ovviamente di applicazioni e competenze sul fronte della Cybersecurity saranno sempre più orientati a gestire il controllo sui sistemi di automazione e di interconnessione, ma soprattutto a prevenire rischi di intrusione.
Tra gli elementi chiave di resilienza informatica, risulta infatti cruciale l’aspetto della Prevenzione.
Prevenire e proteggere i dati dalle minacce non solo esterne, significa quindi implementare controlli di sicurezza sul funzionamento di oggetti e sistemi produttivi, basati appunto sulla crittografia dei dati, la configurazione sicura dei sistemi e il controllo degli accessi.
Questa direttrice operativa potrebbe quindi avere un ottimo corso nel nostro tessuto economico-produttivo, caratterizzato proprio da molte imprese appartenenti al settore dell’impiantistica e della manifattura industriale.
Concludo la mia breve rassegna tornando ai tre pilasti indicati inizialmente.
Ogni azienda fonda la sua solidità, continuità e resilienza, sul valore dei dati in suo possesso.
Tali dati sono acquisiti o acquisibili, grazie al valore delle risorse e delle competenze di cui può o potrebbe disporre nonché sulla sua capacità di salvaguardare questo valore.
Investimenti tecnologici che si basano sul principio di seguire questo file rouge, mettono l’impresa su un piano strategico indubbiamente rafforzato, in grado di sviluppare vantaggi competitivi fondamentali per operare e sviluppare la crescita aziendale nel contesto attuale e futuro.
In questo contesto dunque, il trend di crescita dello sviluppo di queste tecnologie – come quelle basate sulla blockchain – e dei relativi investimenti anche a livello di risorse pubbliche, non sembra incontrare battute di arresto.










