La promessa di un mondo perfetto ed altamente immersivo è stata enunciata da molte figure del settore tech; da professionista del settore analizzeremo in termini pratici l’eventuale ascesa del metaverso.
Il concetto di metaverso è esploso negli ultimi anni ed è risultato davvero impossibile rimanere all’oscuro dei principi fondamentali: ne hanno discusso innumerevoli testate giornalistiche di tutto il mondo, diffondendo a chiunque le caratteristiche base legate al nuovo mondo virtuale.
Come per ogni ondata di stupore ruotante intorno ad una nuova tecnologia, esistono alti e bassi; negli ultimi mesi diverse aziende multinazionali sono state costrette a decimare il comparto di sviluppo metaverso, sia per gli ingenti costi di produzione, sia per l’enorme perdita d’interesse da parte dell’opinione pubblica (in gran parte oscurata dall’avvento dell’Intelligenza Artificiale, ignorando le potenzialità di un’eventuale sinergia).
Tuttavia, molte compagnie stanno proseguendo lo sviluppo del loro concetto di metaverso, ignorando che esistono diverse problematiche da non sottovalutare, le quali potrebbero mettere a rischio il settore ulteriormente, almeno nel breve futuro.
Iniziamo dal punto più evidente e pratico, i metaversi che abbiamo a disposizione oggi sono tutto fuorché graficamente dettagliati, nonostante attualmente possiamo modellare ambienti fotorealistici a nostro completo piacimento e gestire secondo valori fisici e reali le scene tridimensionali (basti pensare a software come Unreal Engine), il gap risiede nell’impossibilità hardware di chi dovrebbe fruirne, ovvero persone comuni come se stessero facendo login su Facebook o Instagram (ad esempio da smartphone).
Al momento, se non si ha a disposizione una macchina da diverse migliaia di euro (generalmente un PC fisso, limitazione all’accessibilità da non sottovalutare) non è possibile ottenere una qualità grafica nemmeno lontanamente simile alla realtà; inoltre, i componenti adeguati attualmente disponibili hanno consumi elettrici da non ignorare, insostenibili da un punto di vista ambientale su larga scala.
Un’altra problematica da considerare è l’esistenza di decine (se non a breve centinaia) di compagnie che sviluppano un metaverso proprio; senza intercomunicazione fra questi mondi virtuali tutti rimarranno un semplice “videogame qualunque”; come se non bastasse, dovendosi spartire l’attuale mercato disponibile, si finisce per frammentare la matrice intrinseca del metaverso: l’aspetto sociale.
Di conseguenza, realtà multimiliardarie come Disney e Meta, hanno semplicemente chiuso i battenti del loro mondo virtuale perdendo vanamente denaro?
Assolutamente no; come si verificò con l’ascesa del web, dopo aver tastato il mercato, preso coscienza dei costi e della risposta globale tramite la risonanza mediatica, hanno compreso una cosa: la realizzazione richiedeva ingenti investimenti.
Tuttavia, avendo una liquidità considerevole in altri settori, possono risparmiare ora e acquistare piccole/medie realtà che in futuro riusciranno a creare un prodotto valido, spendendo decisamente molto meno rispetto che sviluppare tutto da zero.
Se qualcuno a questo punto potrebbe chiedersi (personalmente lavoro nel settore) se io stesso lo reputo al momento invalido, rispondo a questa domanda con altre considerazioni.
L’upgrade tecnologico che la blockchain e gli NFT stanno portando, con la creazione di un ecosistema di cui ognuno è proprietario dei suoi asset, gioca un ruolo molto importante che rende l’arrivo del metaverso prossimo e certo.
La possibilità di colmare le lacune dei sistemi pubblici quali identità digitale, certificazione di proprietà ed il possesso del proprio denaro non sarà sottovalutata nel giro di pochi anni.
L’evoluzione della tecnologia sia software che hardware non ha mai avuto un tasso di crescita così elevato, e la curva ascendente prosegue senza sosta.
Non sto esprimendo solo una mia opinione; molti organi istituzionali e fondi d’investimento privati conoscono il potenziale del metaverso e del comparto NFT, condividendo decine di analisi che prevedono un enorme rialzo del loro valore da qui a dieci anni.
Per parlare concretamente di metaverso siamo decisamente in anticipo, d’altro canto reputo il suo arrivo imminente, affermando che riuscirà ad onorare le promesse nel giro di qualche decennio, seguendo di pari passo lo sviluppo hardware, la digitalizzazione graduale della società tramite il ricambio generazionale ed il crescente inflow di denaro nell’universo blockchain e criptovalute.
Al momento, rimaniamo in attesa di un prodotto ben costruito sotto tutti gli aspetti, che possa non solo rappresentare adeguatamente una controparte del mondo reale, ma anche fornire un’autentica esperienza tangibile in grado di coinvolgere tutti i sensi fisici umani, aspetto imprescindibile per rendere l’interazione e la socializzazione nei mondi virtuali realisticamente accattivante; presupposti per innescare nel target di riferimento l’idea che forse, un mondo pacifico e senza confini può perfino essere migliore.
Ringrazio tutti coloro che hanno letto la mia analisi e invito chiunque desideri ulteriori delucidazioni o semplicemente desideri discutere di innovazione a contattarmi su LinkedIn.










