Introduzione
I settori agroalimentare, dell’abbigliamento e dell’automotive rappresentano i pilastri dell’economia italiana. In particolare, l’agroalimentare è uno dei settori che caratterizza maggiormente il made in Italy nel mondo. A conferma di ciò, i dati indicano che le esportazioni italiane di prodotti alimentari e bevande supereranno i 60 miliardi di euro nel 2022 (dati ISMEA elaborati su dati ISTAT).
Tuttavia, ci sono due grandi problemi che affliggono questa fiorente industria: l’Italian Sounding e la contraffazione. Ad oggi, si stima che la contraffazione del Made in Italy e la pirateria internazionale abbiano generato circa 100 miliardi di euro, con una crescita del 70% in 10 anni, a discapito del segmento ufficiale delle esportazioni italiane, che continua a subire consistenti danni economici a causa della falsa provenienza italiana.
Il paese di origine in cui un prodotto è stato fabbricato suscita nel consumatore l’effetto Paese di origine (COO effect), ovvero la credenza, positiva o negativa, che il consumatore attribuisce a un determinato prodotto finito o servizio semplicemente perché è stato realizzato in un determinato paese. La contraffazione dei prodotti italiani, quindi, comporta non solo danni economici, ma anche un significativo danno di immagine, a causa della commercializzazione di prodotti completamente inadeguati rispetto agli standard di produzione italiani.
Nell’industria alimentare – complessa, affollata e competitiva – ci sono tre fattori chiave che devono necessariamente essere presi in considerazione al fine di sfruttare al massimo il potenziale del settore:
- La necessità del nuovo consumatore, critico, sociale, curioso, desideroso di informazioni sul piatto e sulla sua storia;
- Una tecnologia di enorme potenziale, ma ancora poco sfruttata dagli operatori del settore;
- La necessità di una certificazione come strumento informativo e di garanzia:
- Per il consumatore che desidera conoscere e non solo affidarsi;
- Per il produttore che desidera inserire i suoi prodotti in un processo virtuoso, lontano dai rischi della contraffazione;
- Per il ristoratore che può offrire ai suoi clienti un prodotto certificato e di qualità;
- Per la comunità e le istituzioni il cui obiettivo è valorizzare e proteggere il Made in Italy.
Problemi dell’industria
Esiste un ampio divario all’interno dell’industria alimentare italiana (e non solo) che impedisce ai consumatori, ai produttori e ai ristoratori di godere appieno dei benefici associati ai prodotti Made in Italy.
Il divario deriva principalmente dalla contraffazione alimentare e dalla mancanza di trasparenza riguardo ai processi e all’origine delle materie prime utilizzate per ottenere il prodotto finale.
Il rapporto dell’Ispettorato Centrale per la Repressione delle Frodi (ICQRF) con dettagli sulle operazioni contro la frode, il fenomeno dell’Italian Sounding e la contraffazione a discapito dei prodotti agroalimentari Made in Italy mostra come, nel solo 2017, siano state sequestrate 22.000 tonnellate di prodotti alimentari, con un valore di circa 100 milioni di euro. La frode riguarda anche i metodi di etichettatura, infatti i controlli effettuati dall’ ICQRF rivelano che le etichette mentono nel 38% dei casi.
Il mercato FoodTech
Come in tutte le industrie, la tecnologia svolge un ruolo chiave nello sviluppo, tuttavia, il settore agroalimentare non è stato in grado di innovare come altri settori. Infatti, secondo uno studio condotto dal McKinsey Global Institute, il settore agricolo risulta essere quello meno digitalizzato rispetto alle principali industrie.
“Foodtech (o agri food tech) è il settore emergente che mira a esplorare come la tecnologia possa essere sfruttata per migliorare l’efficienza e la sostenibilità nella progettazione, produzione, scelta e consegna di cibo” (Forward Fooding, 2019).
Nonostante le dimensioni ridotte del settore, negli ultimi anni ci sono stati segnali molto forti di crescita che hanno inevitabilmente aumentato l’interesse degli imprenditori e dei ricercatori.
Il rapporto “Lo stato di Foodtech globale” prodotto da Talent Garden e Forward Fooding mostra la salute e la scalabilità del foodtech attraverso alcuni dati interessanti:
- 17 miliardi di euro di investimenti effettuati nel 2020, per un totale di 93 miliardi di euro investiti dal 2010.
- 10.000 startup e aziende Food Tech presenti sul mercato affiancate da 250 acceleratori.
- Presenza massiccia di investitori privati, venture capital e fondi istituzionali pronti a investire nelle nuove promesse del settore.
Blockchain, tecnologia a supporto dell’industria
La tracciabilità è un concetto chiave nel settore agroalimentare oggi.
- Rappresenta la capacità di tracciare tutti gli elementi che contribuiscono alla realizzazione del prodotto.
- È lo strumento di gestione e controllo per le filiere agroalimentari coinvolte nel processo di commercializzazione dei prodotti sul mercato, caratterizzate da scambi commerciali sempre più complessi.
- È la risposta alle crescenti richieste di sicurezza alimentare da parte delle autorità e dei consumatori.
- Costituisce lo strumento per la condivisione delle responsabilità tra tutti gli attori della filiera, dal produttore al consumatore.
- Supporta le aziende dal punto di vista della competitività e della razionalizzazione dei sistemi di produzione.
- Consente di valorizzare la produzione agroalimentare di qualità, in quanto consente di tracciare il prodotto attraverso tutte le fasi di produzione.
Tra le soluzioni tecnologiche che consentono lo sviluppo di sistemi di tracciabilità affidabili e incorruttibili vi è la Blockchain, una tecnologia appartenente alla grande famiglia delle Distributed Ledger Technologies (DLT).
La Blockchain (o catena di blocchi) è un registro di informazioni distribuito tra gli attori (nodi) nella stessa rete, indipendenti l’uno dall’altro. Ogni nodo ha una copia del registro, e se l’approvazione dei dati da aggiungere ha successo, ogni attore nella rete vedrà automaticamente aggiornato il proprio registro.
Confronto, vantaggi e limitazioni
L’immagine seguente rappresenta le principali differenze tra un approccio di gestione delle informazioni centralizzato e uno decentralizzato.

Immagine: A Triple Helix Approach for the Diffusion of Blockchain Technology against Counterfeiting of Made in Italy Products in SMEs of the Marche Region, Niccolò Testi, 2022.
L’approccio centralizzato, applicato alla tracciabilità della filiera alimentare, comporta fragilità in termini di trasparenza e sicurezza delle informazioni:
- Le informazioni raccolte sono inaccessibili agli interessati (partner della filiera, autorità, consumatori), creando problemi di trasparenza e fiducia lungo tutta la catena.
- Le informazioni inserite possono essere facilmente cambiate/modificate da attori malintenzionati.
- La sicurezza è un punto debole (manipolando un nodo si può accedere a tutto il registro).
- Le informazioni provengono da una singola fonte e sono verificate da un unico attore centralizzato, che è facilmente corrompibile (elevata dipendenza).
Al contrario, l’approccio decentralizzato porta con sé diversi vantaggi significativi:
- La capacità di condividere i prodotti tracciati e la loro storia con tutti i partecipanti della rete, dal produttore al consumatore.
- Prima di essere inseriti nel registro, i dati devono essere preventivamente approvati dalla maggioranza dei partecipanti della rete, aumentando così la sicurezza e la veridicità delle informazioni.
- Una volta che le informazioni sono state approvate, per modificarle o rimuoverle, la parte malintenzionata dovrebbe correggere la maggioranza dei nodi nella rete, una pratica economicamente scomoda.
Tuttavia, ci sono ancora limitazioni che la Blockchain affronta, tra cui la scalabilità. Per raggiungere gli elevati standard di sicurezza e decentralizzazione offerti dalla tecnologia, è necessario impiegare una grande quantità di tempo e potenza di calcolo per convalidare le transazioni, un ostacolo all’adozione di massa a causa dei costi energetici, delle capacità dei dispositivi attualmente presenti sul mercato e della velocità di elaborazione dei dati dei concorrenti centralizzati attuali.
Nonostante ciò, la tecnologia si sta espandendo continuamente, e importanti protocolli come la Blockchain di Ethereum sembrano aver risolto la limitazione attuale. Ethereum, passando dal primordiale meccanismo di consenso Proof of Work (PoW) [1] al corrente Proof of Stake (PoS) [2], è stato in grado di eliminare il componente ad alta intensità energetica della sua Blockchain e semplificare la gestione delle transazioni.
Adottando un meccanismo di consenso basato sull’immobilizzazione di fondi sotto forma di garanzia, gli attori della rete sono incentivati a comportarsi correttamente e disincentivati a comportarsi in modo malizioso, a rischio del sequestro dei fondi depositati. Il cambiamento di modalità, nonostante le innumerevoli preoccupazioni dell’industria (poiché Ethereum è una delle reti più trafficate nell’ecosistema delle blockchain), è avvenuto correttamente, compiendo così un altro passo in termini di innovazione ed efficienza.
Prerequisiti per l’implementazione
Per sfruttare appieno il potenziale dell’innovazione digitale e dell’Industria 4.0, è necessario soddisfare determinati prerequisiti.
- L’ampliamento della banda larga e ultralarga nelle aree rurali è di fondamentale importanza per garantire l’interconnessione delle filiere.
- Cambiare approccio: la limitata volontà di innovare, unita a un’eccessiva aderenza ai tradizionali metodi di gestione aziendale e una bassa propensione al rischio da parte delle imprese, contribuisce a nascondere un enorme potenziale inutilizzato.
- È essenziale preparare gli operatori; è necessario un investimento sostanziale nella formazione dei dipendenti finalizzato alla conversione digitale dei processi, senza la quale la gestione sarebbe impraticabile.
Nonostante l’Italia stia procedendo verso la transizione digitale, seppur lentamente, la diffusione dell’Agricoltura 4.0 incontra ancora molte difficoltà:
- Barriere culturali all’innovazione;
- Consapevolezza parziale dei benefici da parte dei proprietari e degli amministratori delle aziende agricole;
- Incapacità delle aziende agricole di investire e stimare i benefici delle tecnologie innovative come la Blockchain e i sistemi Internet of Things.
Per questi motivi emerge la necessità di lavorare sulla consapevolezza delle aziende agricole al fine di apprezzare appieno i potenziali benefici di queste tecnologie.
Conclusioni
Il Made in Italy è un patrimonio prezioso che dovrebbe essere preservato con estrema cura. Tuttavia, affinché il nuovo paradigma diventi parte integrante dell’industria, è di fondamentale importanza incentivare l’innovazione user-friendly al fine di facilitare l’adozione di massa e la diffusione della Blockchain.
Come evidenziato in precedenza, i potenziali benefici della tecnologia sono molteplici e trasversali. Attualmente, gli utenti visionari che hanno abbracciato e implementato questa rivoluzione fertilizzano non solo il settore alimentare, ma anche una varietà di settori dell’organizzazione socioeconomico internazionale.
Piccole imprese, multinazionali e istituzioni governative hanno sperimentato, grazie all’uso della Blockchain, significativi miglioramenti in termini di efficienza dei processi aziendali e maggiore trasparenza e tracciabilità delle informazioni. Spetta a noi diffondere i principi fondamentali di questa tecnologia e promuovere i benefici del suo uso appropriato, che a lungo termine permetterà una collaborazione più intima e profonda tra individui e società.
“Perché la collaborazione è più forte della competizione”
(G.L. Comandini, 2020, Da Zero alla Luna).
[1] Il termine Proof-of-Work (PoW) si riferisce all’algoritmo di consenso alla base di una rete blockchain. Questo algoritmo viene utilizzato per confermare le transazioni e produrre i nuovi blocchi della blockchain; il PoW incentiva i minatori a competere tra loro nell’elaborazione degli scambi, ricevendo in cambio una ricompensa. I minatori risolvono il problema, – impiegando la potenza di calcolo – avviano un nuovo blocco e confermano tutte le transazioni al suo interno.
[2] Un tipo di protocollo per proteggere una rete blockchain e ottenere il consenso distribuito è chiamato proof-of-stake (PoS). Si basa sul principio che ogni utente è tenuto a dimostrare il possesso di una certa quantità di criptovaluta, a depositare se stesso come garanzia e ad agire come validatore per ricevere una ricompensa per il proprio lavoro. Nel caso in cui un validatore agisca con malizia, i fondi depositati gli verranno sottratti automaticamente.










