Intro

Nel precedente articolo al link qui abbiamo aperto l’argomento “sport in blockchain“, nel presente continuiamo il ragionamento evidenziando alcuni elementi di spunto utili per capire assieme come la blockchain (descritta al link qui) possa impattare positivamente nello sport in generale, prendendo in esame alcune evidenze nello sport maggiormente seguito e praticato in ambito nazionale ed internazionale, soprattutto a livello europeo: il calcio.

  • Grande difficoltà da parte dei team nel reperire nuove metodologie per migliorare ed aumentare i fatturati: le big sono sempre più big, le minori non riescono ad emergere in modo costante.
  • C’è forte ricerca nell’inserire le nuove tecnologie in un sistema che ha grande bisogno di innovazione: la UEFA stessa spinge per introduzioni e test di nuove tecnologie (esempio: VAR).
  • Non esistono più i presidenti calcistici di una volta: tasche infinite, finanziamenti del team continui. Il Fair Play finanziario è ormai legge. I conti finanziari devono oggi rispettare certi parametri. Qui potremmo aprire un intero capitolo sulla fattività del Fair Play finanziario: funziona realmente? Può essere migliorato? Lo sport in blockchain potrebbe donargli uno step ulteriore di sviluppo?
  • Difficoltà di interagire in modo tangibile e fruttuoso con tifosi lontani dal luogo di origine del team in questione, soprattutto se sono in un’altra Nazione o Continente.
  • Spesso assistiamo a problemi nella gestione dei tifosi, sia internamente allo stadio che esternamente, come ad esempio il bagarinaggio.

A tutto ciò si va ad inserire la situazione eccezionale nata a causa del Covid-19: è evidente oramai a tutti che lo sport che prima era costantemente seguito “live” e fisicamente da appassionati, tifosi, professionisti del settore, ora si è spostato nettamente sul digitale, gioco-forza.

Ecco perché, quelli che prima erano solo studi a nuovi approcci del ramo digitale, si sono dovuti forzatamente trasformare in modo veloce verso il digitale, per favorire gli spettatori, gli sponsor, i professionisti del settore, ma soprattutto la sopravvivenza del “circo” del calcio (e/o dello sport in generale) e di tutte le migliaia di persone che lavorano all’interno dello sport.

Esempi sono rintracciabili persino nella lotta alla pirateria: Danimarca Link, Gran Bretagna Link, Italia Link1 Link2. Potremmo andare avanti, ma è chiaro come soprattutto in questo periodo si sia alzata nella ricerca di limitare le perdite e trovare nuove fonti di incassi.

Perché lo sport in blockchain

Come abbiamo imparato nei precedenti articoli (link qui) , la blockchain è sinteticamente definibile come  un registro digitale decentralizzato, distribuito, immutabile, programmabile (smart contracts), che traccia in modo matematico ogni transazione, “geolocalizzandone” i valori temporali (Time Stamping), permettendo di dare un effettivo e distinto valore al soggetto della transazione stessa (tipologia di token scelto, analizzato al link qui). Ecco che quindi non ha una sola valenza di applicazione, bensì può essere approcciato indipendentemente dal lato scelto (sport, publica amministrazione, finanza, supply chain e così via) in relazione allo scopo da perseguire.

Sponsors

Lo sport dei giorni d’oggi si è evoluto molto rispetto al passato: non è più solo sport, è diventato business applicato allo sport. In Europa, l’esempio lampante è il calcio, dove soprattutto le squadre più titolate si sono rapidamente ed inesorabilmente trasformate in aziende

Il fatturato è sulla bocca di tutti gli esperti, i quali descrivono le differenze di valore tra le squadre puntando spesso e volentieri sull’argomento “la squadra A ha maggior budget a disposizione della squadra B, quindi ha maggiori possibilità di vincere”. 

Ciò è sicuramente vero, se non per rare eccezioni: squadre come Leicester in Inghilterra o Napoli ed Atalanta in Italia, Borussia Dortmund in Germania, Atletico Madrid in Spagna si sono rese protagoniste in cavalcate sportive di varia natura vincenti, seppur non dotate di budget alla pari delle maggiori quotate.

Squadre top come Bayern Monaco (Germania), Real Madrid e Barcellona (Spagna), Manchester City e Liverpool (Inghilterra), Paris Saint Germain (Francia), Juventus ed Inter (Italia), negli anni hanno dovuto rapidamente sviluppare una strategia di mercato ampia e di vario tipo per accaparrarsi sponsorizzazioni da ogni parte del globo terrestre: sponsors = fatturato = maggiori investimenti = maggiori possibilità di vincere trofei. E’ un circolo virtuoso che si auto alimenta.

Gli sponsors cercano visibilità, al fine di aumentare la propria clientela: ecco che sponsorizzare un team diventa un investimento. Ecco perché sia i top team che gli sponsor si filtrano spesso a vicenda, utilizzando l’uno i migliori dell’altro (più qualità che quantità genera più vantaggi e profitto per ambo le parti). Il mercato delle sponsorizzazioni, soprattutto per le piccole squadre, non sta evolvendo. 

In Italia stiamo assistendo ad un tentativo di aprire nuove vie per ridare qualità ad un mercato inflazionato dalla quantità. Squadre come Juventus, Atalanta, Inter, stanno puntando molto sull’ aumento ed il miglioramento del bacino di tifosi, al fine di creare afflussi stabili di capitali sul lato sponsorizzazioni.

Costruzione di nuovi impianti sportivi di proprietà, ammodernamento dei propri, uso dei mezzi “Social” in modo più pesante, capillare e basato sui numeri, aggressione di mercati esteri ritenuti affini ai propri “colori”, sono solo alcune delle vie perseguite dai club più avveniristici.

Classifiche: numeri usabili dallo sport in blockchain.

Sponsorizzazioni nel mondo

Ecco la Top 10 dei club (aggiornata alla situazione pre-Covid 19) che negli anni hanno investito, in euro, maggiormente nella “voce” sponsorizzazioni “sponsor tecnico” (fonte 90min.com ):

  1. Barcellona: sponsor Nike che porta 110 Milioni a stagione;
  2. Real Madrid: sponsor Adidas che porta 108 Milioni a stagione;
  3. Manchester United: sponsor Adidas che porta 108 Milioni a stagione;
  4. Manchester City: sponsor Puma che porta 72 Milioni a stagione;
  5. Arsenal: sponsor Adidas che porta 66 Milioni a stagione;
  6. Chelsea: sponsor Nike che porta 66 Milioni a stagione;
  7. Juventus: sponsor Adidas che porta 51 Milioni a stagione;
  8. Liverpool: sponsor New Balance che porta 50 Milioni a stagione;
  9. Bayern Monaco: sponsor Adidas che porta 47 Milioni a stagione;
  10. Tottenham: sponsor Nike che porta 33 Milioni a stagione.

Sponsorizzazioni in Italia

Ecco uno spaccato dei top 10 in Italia con i relativi incassi in euro degli sponsor di maglia principali (fonte calciomercato.com):

  1. Juventus: Jeep – 23 milioni
  2. Inter: Pirelli, Driver – 19 milioni. 
  3. Sassuolo: Mapei – 18 milioni.
  4. Milan: Fly Emirates – 18 milioni. 
  5. Roma: Qatar Airways, Hyundai – 17,5 milioni. 
  6. Napoli: Acqua Lete, Msc crociere, Kimbo – 11 milioni. 
  7. Fiorentina: Mediacom, ValdiFassaTrentino, Prima.it, Estra – 4,25 milioni. 
  8. Torino: Suzuki, Beretta salumi, Ediliza Acrobatica, n.38 Wuber – 4,2 milioni. 
  9. Atalanta: Radici Group, U-Power, Gewiss, Automha – 3,45 milioni. 
  10. Cagliari: Artigianato di Sardegna, Ichnusa, Nieddittas – 3,35 milioni. 

I numeri sopra citati vanno di conseguenza ad impattare sul bacino di utenza dei 10 top italiani (fonte calcioefinanza.it):

  1. Juventus: 7,7 milioni di tifosi.
  2. Inter: 3,9 milioni di tifosi. 
  3. Milan: 3,8 milioni di tifosi.
  4. Napoli: 2,7 milioni di tifosi
  5. Roma: 1,8 milioni di tifosi
  6. Fiorentina: 670.000 tifosi. 
  7. Lazio: 606.000 tifosi. 
  8. Lecce: 98.000 tifosi. 
  9. Brescia: 91.000 tifosi. 
  10. Sassuolo: 72.000 tifosi. 

Questo bacino di utenza è strettamente connesso alle sponsorizzazioni. Se poi vogliamo considerare anche il bacino Social, le cose diventano ancor più chiare. Prendiamo in esame solamente Facebook ed Instagram, ecco cosa accade (fonte leggo.it):

Facebook

  1. Real Madrid: 109 milioni di followers.
  2. Barcellona: 103 milioni di followers. 
  3. Manchester United: 73 milioni di followers.
  4. Bayern Monaco: 50 milioni di followers.
  5. Chelsea: 47 milioni di followers.
  6. Juventus: 38 milioni followers. 
  7. Manchester City: 37 followers. 
  8. Arsenal: 37 milioni followers. 
  9. Paris Saint Germain: 37 milioni followers. 
  10. Liverpool: 33 milioni followers. 

Altre italiane: Milan (24 milioni), Inter (13 milioni), Roma (9,5 milioni), Napoli (4 milioni), Lazio (1 milione).

Instagram

  1. Real Madrid: 71 milioni di followers.
  2. Barcellona: 70 milioni di followers. 
  3. Manchester United: 28 milioni di followers.
  4. Juventus: 26 milioni di followers.
  5. Paris Saint Germain: 21 milioni di followers.
  6. Chelsea: 16 milioni followers. 
  7. Bayern Monaco: 16 followers. 
  8. Liverpool: 15 milioni followers. 
  9. Arsenal: 14 milioni followers. 
  10. Manchester City: 12 milioni followers. 

Altre italiane: Milan (6 milioni), Inter (3 milioni), Roma (2,5 milioni), Napoli (1,5 milioni), Lazio (0,5 milioni).

I numeri qui espressi, spiegano da soli la relazione delle squadre sportive con i loro sponsor e quanto una squadra possa avere maggior valore di un’altra agli occhi di uno sponsor, visti i numeri di tifosi e followers in possesso sulle varie piattaforme.

Come può impattare lo sport in blockchain?

GDPR compliant

Varie sono le direzioni: l’uso dei dati che il team fa, in relazione ai propri scopi ed in ottemperanza con il GDPR, può velocemente diventare un nuovo asset, monetizzabile tramite lo sviluppo dello sport in blockchain e degli strumenti ad essa strettamente connessi.

I biglietti diverrebbero consegnabili in formato digitale tramite il sistema peer-to-peer tramite le piattaforme dello sport in blockchain (risparmio sul costo cartaceo ed analisi diretta di analitiche di vario tipo), facilitando anche la rivendita di biglietti invenduti o di spettatori che non possono andare a vedere la partita e che quindi vorrebbero rivendere velocemente ed in totale sicurezza il proprio biglietto.

  • Più profitti per il club. 
  • Maggiore sicurezza e velocità per il tifoso. 
  • Maggiore interazione tra i soggetti. 
  • Gli stadi di calcio diverrebbero più popolati, esternamente ci sarebbe maggiore ordine poiché i tifosi sarebbero già in possesso dei biglietti. 
  • Gli accessi e la fruizione dei luoghi dello stadio diverrebbero più fluidi, ordinati, velocemente monitorabili. 
  • Le comunicazioni tra stadio e tifosi sarebbero più dirette ed immediate grazie, per esempio, agli ormai sviluppati sistemi di comunicazione con notifiche in stile bacon o push o simili, aumentando l’ interazione dei tifosi con la squadra, in un ecosistema “app smartphone” basato/appoggiato su tecnologia blockchain.
  • Sviluppando lo sport in blockchain possono persino esser settati smart contracts totalmente automatici per generare ricompense per i tifosi maggiormente attivi, sia durante un evento sportivo che durante i giorni che precedono l’evento, sia dentro lo stadio che comodamente da casa (o altro): per esempio biglietti o altri crediti da spendere all’interno del sistema-network della squadra.

Tutto ciò va chiaramente anche ad impattare in situazioni di emergenza che causano il non utilizzo di uno stadio, come l’attuale emergenza Covid-19. Lo sport in blockchain, tramite l’uso delle insite tecnologie tecnologie amalgamabili, infatti, può essere massimizzata l’interazione con il tifoso in digitale (non più direttamente allo stadio), possono essere creati asset di vario tipo che, resi correttamente token, vanno in aiuto sia dei team che dei tifosi, per non parlare degli sponsor.

Interazioni network interno ed esterno

Un sistema siffatto, automatizzato dalla blockchain, permette dei vantaggi non solo per squadre e tifosi, ma anche per gli sponsor stessi: i network generati dallo sport in blockchain generano interazioni squadra-tifoso (network interno) di varia tipologia. Numeri veritieri, poiché salvati in blockchain e quindi immutabili, analizzabili, utilizzabili dagli sponsor stessi per massimizzare i propri investimenti nei vari club. 

Gli sponsor, infatti, inserendosi in questi network amplificati dallo sport in blockchain, entrerebbero a cascata nelle interazioni squadra-tifosi, potendo quindi godere di interazioni squadra-tifosi-sponsor (network esterno), tutto chiaramente in network blockchain che rispettino le norme GDPR e costruiti con una UX agile per l’utente tifoso, ma anche e soprattutto per l’utente amministratore.

Entrando in questo tipo di network in blockchain, lo sponsor si garantirebbe la possibilità di poter lavorare live i dati degli utenti in ottemperanza con il GDPR, al fine di poter offrire loro prodotti particolari, prezzi esclusivi, eventi di varia tipologia oltre ad altri asset che analizzeremo assieme.

Tutto dalla piattaforma personalizzata in network, capillarizzata dallo sport in blockchain. Da sottolineare che spesso uno sponsor è presente in varie squadre, quindi avrebbe la possibilità di unire utenti di più squadre che utilizzano un network in blockchain, anche se di squadre diverse.

Un ragionamento analogo è sviluppabile “lato tifoso”: quest’ultimo, infatti, essendo già appartenente ad un network definito, potrebbe usufruire di vantaggi di vario tipo. Scontistiche per i biglietti allo stadio o per guardare partite in tv o streaming della propria squadra; interazioni a premi istantanei, agevolazioni per acquisti di accessori della propria squadra del cuore, sia online che offline.

Gli stessi classici negozi offline fisici ne potrebbero sfruttare i vantaggi: il negozio, infatti, potrebbe essere un punto di accesso ad un network specifico che gode di scontistiche particolari tramite l’uso di token specifici, che quindi permetterebbe ai tifosi di acquistare i prodotti a prezzi vantaggiosi.

Questo ragionamento potrebbe serenamente essere sviluppato in un articolo dedicato, tanto è elevata l’importanza dell’esistenza dei negozi fisici offline, oltre che gli e-commerce online.

Marketing super targetizzato

Questo si traduce (per gli sponsor) sicuramente in un marketing maggiormente targetizzato, quindi eseguibile in modo più blando, non aggressivo, poiché fatto su pubblico target maggiormente sensibile allo sponsor

Pensiamo ad interazioni a premi dello sponsor durante un match.

O più semplicemente l’analisi del sistema su gruppi di tifosi che interagiscono (online e/o offiline dal vivo) con lo sponsor durante un evento, dimostrando interesse: in questo modo, lo sponsor potrebbe poi considerare tale gruppo di tifosi come utenti target “riscaldati”, interagendo quindi con loro (come precedentemente accennato) anche al di fuori di eventi, nei giorni e settimane seguenti.

Lo sponsor stesso potrebbe, inoltre, creare asset propri, da mettere online all’interno dei network degli sport in blockchain, guidati da token appositi, proprio per interrelazionarsi con l’ambiente squadra-tifoso-sponsor, oppure, eventualmente, che agisca isolato, animato da scopi ed obiettivi distinti.

Realtà piccole, leghe sportive inferiori

In questo articolo abbiamo focalizzato l’attenzione ai numeri generati dai big players del sistema calcio, proprio per dare un’ampia visione degli applicativi blockchain a tali numeri. Per assurdo, questa tecnologia potrebbe risultare persino maggiormente efficace quando applicata a realtà più piccole, territorialmente più contenute. 

Guardiamo alle Leghe calcistiche inferiori: a differenza delle squadre paritetiche inglesi che generano ricavi enormi se comparati ai nostri (Italia, dalla Lega di Serie B in giù), in Italia c’è molta difficoltà nel reperire i fondi necessari per competere costantemente ad alti livelli, persino in Serie A. 

Una tecnologia di questo genere permetterebbe di entrare in modo più capillare e costante nel bacino di tifoseria e di sponsorizzazione territoriale. Una realtà calcistica sia media che bassa potrebbe, infatti, riuscire a coinvolgere maggiormente la propria tifoseria, non solamente nel match day, ma anche (e soprattutto) durante gli altri giorni e settimane che lo precedono. Questo genererebbe interazioni misurabili, reali, spendibili con gli sponsor, i quali, entrando nel network blockchain della realtà in questione, potrebbero direttamente beneficiare di tali numeri.

Questo senza considerare gli asset creabili e monetizzabili dagli stessi medio – piccoli club “in persona”, attraverso i token.

Conclusione

Le applicazioni dei network generati dagli sport in blockchain non si fermano certamente qui. In questo articolo abbiamo voluto prendere in esame alcuni numeri sui quali possano essere creati asset blockchain basati su token, gestibili in modo metodico tramite smart contracts, messi in sicurezza e tacciabili tramite la crittografia, il time stamping e gli altri elementi blockchain ed infine analizzati con strumenti costruiti allo scopo di massimizzare i numeri prodotti.

Grazie a questi numeri abbiamo potuto evidenziare come questa tecnologia possa essere applicata sia a realtà grandi che a realtà piccole, risultando comunque dirompente tanto a livello tifosi, quanto a livello sponsors, per non parlare dell’impatto che potrebbe avere per gli stessi sportivi che finalmente potrebbero avere uno strumento sul quale monetizzare costantemente sé stessi.

L’articolo Sport in blockchain: nuova era. proviene da Affidaty Blog.