Quale procedura adottare? 

La nanotecnologia ovvero ciò che 4ward360 ha creato, oggi più che mai entra nella nostra vita per semplificare la produttività e salvaguardare la salute ed il nostro patrimonio storico e culturale. 

La nanotecnologia rappresenta una branca della scienza indirizzata allo studio di tecnologie piccolissime, inferiori a un nanometro. 

Le nanotecnologie rientrano nello studio e nell’applicazione di cose estremamente piccole, esse possono essere utilizzate in moltissimi campi scientifici: come la chimica, la biologia, la fisica, la scienza dei materiali e l’ingegneria. 

Le nanotecnologie sono tra le tecnologie esponenziali oggi e domani. 

Possiamo fare qualche esempio, nel settore industriale 4ward360 ha sviluppato un formulato specifico legato alla stampa con pressa dove la nanotecnologia ha un ruolo fondamentale perché permette di semplificare i processi produttivi perché evita che il supporto stampato possa restare attaccato alla pressa oppure pensiamo al settore del restauro è possibile oggi poter mantenere inalterato nel tempo il bene trattato evitando l’usura e le contaminazioni esterne e perché non pensare poi anche alla cultura in Italia: abbiamo un patrimonio importantissimo su carta, ovvero manuali storici unici. Oggi la nanotecnologia ci permette di proteggere i nostri manuali e non è detto che 4ward360 non sia già pensando ad altro. 

Quando abbiamo iniziato a studiare alcuni oggetti su scala nanometrica ci siamo resi conto che alcuni materiali avevano delle insolite caratteristiche fisiche, chimiche e biologiche; questo ha sicuramente focalizzato ulteriormente l’attenzione su questa particolare tecnologia detentrice di incredibili qualità adattive in molti diversi materiali. 

La nanoscienza e la nanotecnologia partono come è evidente da un concetto molto importante: la possibilità di vedere e controllare singoli atomi e molecole. Tutto sulla Terra è fatto di atomi: il cibo che mangiamo, i vestiti che indossiamo, i palazzi e le case in cui viviamo e soprattutto il nostro corpo. 

Ma qualcosa di piccolo come un atomo è ovviamente impossibile da vedere ad occhio nudo. Era impossibile da vedere anche con la tecnologia a nostra disposizione fino a qualche anno fa. I microscopi necessari per vedere le cose su scala nanometrica sono stati inventati, infatti, circa 30 anni fa, in quegli anni sono quindi nate le nanotecnologie e da qui 4ward360 è partita. 

Cos’è la Nanotecnologia? 

La nanotecnologia costituisce un nuovo approccio che si basa sulla comprensione e la conoscenza profonda delle proprietà della materia su scala nanometrica: un nanometro (un miliardesimo di metro) corrisponde alla lunghezza di una piccola molecola. Su questa scala la materia presenta svariate proprietà, a volte molto sorprendenti attenuando così la distanza tra discipline scientifiche e tecniche.

Questo spiega la dimensione interdisciplinare fortemente associata alle nanotecnologie.

Le nanotecnologie sono spesso descritte come potenzialmente “perturbatrici” o “rivoluzionarie” a livello di impatto sui metodi di produzione industriale. Esse apportano possibili soluzioni a una serie di problemi attuali grazie a materiali, componenti e sistemi più piccoli, più leggeri, più rapidi e più efficaci. Queste possibilità aprono nuove prospettive per la creazione di ricchezza e occupazione.

Le nanotecnologie dovrebbero inoltre apportare un contributo fondamentale alla soluzione di problemi mondiali e ambientali perché consentono di realizzare prodotti e processi per usi più specifici, risparmiare risorse e ridurre il volume dei rifiuti e delle emissioni. Nella corsa mondiale alle nanotecnologie si stanno facendo enormi passi avanti. 

L’Europa ha investito in molti programmi di nanoscienze sviluppando una solida base di conoscenze e oggi deve fare in modo che l’industria e le società europee possano coglierne i frutti, sviluppando prodotti e processi innovativi. 

La natura vivente sta a cuore a chi si occupa di nanotecnologia. Nei suoi quattro miliardi di anni di esistenza, la natura ha trovato soluzioni sorprendenti ai suoi problemi; una propria peculiare caratteristica, infatti, è la capacità della materia vivente di autostrutturarsi fino al livello più fine, e cioè al livello degli atomi. 

La nanotecnologia come valorizza il digitale e quindi la tecnologia in senso più generale? 

I prodotti della nanotecnologia presenti oggi sul mercato sono per lo più prodotti che con il tempo sono stati migliorati nei processi produttivi grazie all’utilizzo di queste nanotecnologie, dando vita a quelli che oggi sono definiti materiali nanotecnologici (come nanotubi di carbonio, strutture nanocomposite o nanoparticelle di una particolare sostanza) e quelli che invece vengono chiamati i processi nanotecnologici (ad esempio nanopatterning o punti quantici per la diagnostica per immagini nella medicina.) 

La capacità di migliorare prodotti e materiali esistenti, creando componenti più piccoli e materiali con prestazioni migliori a un costo inferiore, farà si che nei prossimi anni il numero di aziende che utilizzeranno “nanoprodotti” crescerà molto velocemente, portando quindi nel mercato numerosi investimenti e ulteriori accelerazioni nello sviluppo di queste tecnologie. 

Quali sono le soluzioni che date con la Nanotecnologia? 

Sono diverse ed allo stesso tempo uguali, tutte puntano a dar soluzione: per esempio nell’industria del settore degli stampi abbiamo ottenuto risultati unici ed esclusivi; un esempio prodotto dalla nostra azienda, per esempio, è stato risolvere il problema del distacco del materiale stampato dopo la pressata, con diminuzione dei costi, azzerando il margine di difetto, aumentando quindi la produzione. 

Ul ulteriore esempio riguarda il settore delle infrastrutture: grazie ai nano compositi abbiamo portato novità nel settore delle costruzioni e manutenzione dei ponti; siamo infatti stati inseriti come relatori per discutere la possibilità della costruzione del Ponte sullo Stretto.

In quell’occasione abbiamo portato nuovi materiali che contribuiranno alle performance di tenuta e stabilità dell’infrastruttura sia nella sua complessità, “Verso un rilancio per l’economia italiana”. 

Quali i risultati già ottenuti? 

La nanotecnologia ha affascinato diversi ambienti, sia industriali, edili e istituzionali; il vero successo è poter offrire una soluzione a ogni richiesta che ci viene avanzata. Ci consideriamo un pò i sarti della nanotecnologia, quindi è facilmente comprensibile quali risultati otteniamo ogni qual volta la Committenza risolve il suo problema. 

L’ obiettivo di questa attività è trasferire tecnologia, innescare l’innovazione, migliorare e proteggere le superfici nell’arte e nell’industria con la stessa logica, perché entrambe meritano la corretta conservazione, valorizzazione e trasmissione al futuro. 

Quali sono gli obiettivi del progetto in relazione alle Istituzioni italiane e internazionali? 

Non sempre è facile arrivare a questi enti, purtroppo ci sono molti scogli da superare, potrei fare un elenco lunghissimo, ma il peggiore e forse il più frequente è la mancata predisposizione al cambiamento. 

Il cambiamento fa paura: ad esempio chi gestisce una gara d’appalto non si vuole cimentare con materiali nuovi che spesso non conosce. Di conseguenza viene subito eliminata sul nascere ogni opportunità di collaborazione. Un ulteriore danno è che in casi di questo tipo non avviene un eventuale aggiornamento dei vari capitolati con l’inserimento dei nuovi materiale e delle nuove tecnologie, perché ovviamente nessuno conosce e/o nessuno ha voglia di modificare i documenti, ecc… 

Il governo attuale, parla di innovazione, sviluppo, progettazione, ecc. eppure io non ho mai avuto modo d’essere visibile ai loro occhi come azienda esclusiva a livello mondiale sia considerando la tecnologia utilizzata sia in riferimento al nostro know-how. 

Credo che non siamo ancora pronti ad affrontare un tema cosi importante, uscire dagli schemi a volte è difficile anche per chi sta al comando, nonostante la volontà di indirizzare tutti noi all’innovazione, alla progettualità, ecc.., credo che un buon lavoro si possa fare solo quando i nostri politici si confronteranno con noi per valutare insieme un percorso di sviluppo per tutti noi. 

Oggi molte università hanno una specializzazione sulle nanotecnologie, poi tutto si ferma, proprio perché manca un legame importante, l’unione tra privato e istituzione. 

Qual’è il valore aggiunto di poter vantare un marchio innovativo come 4ward360? 

Un sogno direi chiamato 4ward360, un progetto voluto a ogni costo, oggi un marchio con un grande futuro davanti. 

Sono consapevole che l’opportunità che mi sta dando fa sì che non allontani mai il mio focus, tanto nel fare della Nanotecnologia uno strumento di evoluzione nel rispetto di un benessere comunitario quanto nel portare in giro per il mondo l’eccellenza del nostro Paese che in fatto di genialità non si smentisce mai. 

Ci può parlare del suo lavoro come donna esperta in nanotecnologia? 

La mia esperienza nel campo della Nanotecnologia nasce sin dalla prima volta che sentii parlare di questa soluzione. Immaginai subito come la natura sia in grado di dare la soluzione a tutto o quasi: il problema si presenta quando noi non abbiamo abbastanza occhi per vedere le soluzioni che ci propone, quando il nostro ego ci porta a non considerare più le cose semplici.

La natura ci insegna molto, ed è per questo, che decisi di cimentarmi in qualcosa di davvero unico, completamente bio e che potesse riprodurre ciò che la natura fa: la conservazione al naturale rendendo SMART le superfici. 

È possibile focalizzare i suoi incarichi? 

Domanda interessante: si pensa sempre che l’essere una donna imprenditrice, arrivata dove lo sono io, sia frutto magari di compiacimenti e leggerezze o di favoritismi.

Devo dire che non è così proprio in virtù del fatto che a mio rischio e pericolo sono rimasta sempre fedele al mio essere più profondo, a una mia personale etica che si basa su dei principi fondamentali che sono il rispetto del lavoro altrui e il rispetto delle norme che regolano ogni tipo di progetto in cui la mia Nanotecnologia viene applicata.

Parlo delle Istituzioni, del territorio, dell’ambiente e di coloro che fisicamente opereranno su quel progetto. Non mi sono mai tirata indietro, ogni nuova sfida è motivante; il risultato che sistematicamente esce vittorioso non è mai un traguardo ma un tassello di come la Nanotecnologia possa essere funzionale in ogni campo d’applicazione e diventa di conseguenza uno stimolo.

Ovviamente questo ha portato a creare una figura non solo Imprenditoriale di avanguardia, soprattutto per una donna in campo prettamente maschile, ma ha contribuito notevolmente (e questo lo si evince dalle numerose apparizioni sul web) a rafforzarne l’aspetto pubblico che non sempre può essere digerito facilmente.

La visibilità crea sia il successo che, di contro, anche il timore. L’ obiettivo che si pone Sabrina è quello di rendere e dare un servizio concreto allo sviluppo tecnologico (in più ambiti) e poter dare al nostro paese la giusta visibilità; diventare un personaggio pubblico, famoso, al contrario, non rientra negli obiettivi.

Blockchain e Natotecnologie

Credo che oggi più che mai sia necessario appoggiarsi alle nuove tecnologie anche nel settore nanotecnologie, spesso modificate o commercializzate con prodotti non effettivamente propri.

Facciamo un esempio: come può la combinazione di blockchain (spiegata al link qui) e nanotecnologia aiutarci a combattere le contraffazioni? Esistono dei nanomateriali chiamati punti quantici che sono particelle semiconduttori su scala nanometrica che possiedono proprietà ottiche ed elettriche notevoli ed estremamente utili. Misurano da 1.000 a 100.000 atomi (circa 10.000 punti si adatterebbero al diametro di un capello umano) e generano luce quando viene applicata energia o generano energia quando viene applicata la luce.

Questi punti quantici possono essere sintonizzati finemente per emettere lunghezze d’onda predeterminate della luce (sia nello spettro visibile che in quello non visibile) con la capacità di creare miliardi di firme ottiche uniche.

Queste identità sono impossibili da copiare o clonare: il risultato è che i prodotti migliorati da esse possano essere verificati come articoli originali e non contraffatti. Quando la firma del punto quantico di un prodotto viene scansionata (tramite uno scanner portatile o un’ app su uno smartphone), viene creata una rappresentazione digitale che viene archiviata sulla nostra piattaforma blockchain (spiegata al link qui) sicura e a prova di manomissione.

Oggi, quindi, tutta la filiera commerciale ha la possibilità di essere controllata e certificata eliminando completamente i contraffattori.

L’articolo Produttività, salute, cultura: nanotecnologia e blockchain proviene da Affidaty Blog.