Intro

Nanotecnologie, tecniche di efficientemento energetico, blockchain sono solo alcune delle tecnologie sulle quali il mondo intero sta investendo quantità elevate di capitali in R&D.

Aziende dell’importanza di 4ward360 hanno certamente la propria linea di sviluppo del prodotto principale; tutto ciò non è però limitante sotto il punto di vista di applicativi del suddetto prodotto a tecnologie che possono convivere e/o addirittura migliorare il prodotto stesso.

Le nanotecnologie sono il caso specifico nel quale la Dott.ssa Sabrina Zuccalà ha spinto la propria azienda, studiandone gli applicativi a tecnologie ed ecosistemi paralleli.

Nanotecnologie ed efficientamento energetico: quale legame? 

L’efficientamento energetico è l’insieme delle tecnologie che mirano a massimizzare il rapporto tra energia utilizzata ed energia immessa in un dato sistema. Diverse tecnologie impiegate nel settore dell’efficientamento energetico sono costituite da elementi di dimensioni nanometriche, come ad esempio gli elementi costituenti di alcuni sensori o alcuni materiali per l’isolamento termico o alcune tipologie di rivestimento dei vetri. 

Le nanotecnologie migliorano la vita dell’utente finale e quali sono i vantaggi nell’utilizzo delle nanotecnologie nell’edilizia? 

Le nanotecnologie sono considerate dalla Commissione Europea una delle sei tecnologie abilitanti, cioè una tecnologia grazie alla quale si possono realizzare dei processi o sviluppare dei prodotti per molteplici applicazioni. Va anche detto però che ad oggi le nanotecnologie sono il risultato di quella che viene definita economia della conoscenza e quindi il loro utilizzo è spesso inserito in contesti industriali ad alto contenuto tecnologico dove i prodotti o i processi realizzati e commercializzati sono in grado di sostenere economicamente il valore aggiunto apportato dalle nanotecnologie. 

Tra questi contesti molto raramente rientra l’edilizia, dove il principale obiettivo è molto spesso l’ottimizzazione dei costi ed è quindi molto difficile vedere riconosciuto in termini di prezzo di vendita del prodotto il valore aggiunto apportato dalle nanotecnologie. Pertanto, già ad oggi ci sono in commercio nanomateriali alla base o come additivi di prodotti per l’edilizia che garantiscono prestazioni termoigrometriche o estetiche dell’involucro edilizio eccellenti, ma il costo ancora decisamente superiore rispetto ad altri materiali con minori prestazioni ne impedisce un uso di massa. 

Un altro esempio può essere riferito alle celle fotovoltaiche di terza generazione sviluppate grazie alle nanotecnologie e che potrebbero essere impiegate come vetri fotovoltaici semitrasparenti. Potremmo cioè produrre energia elettrica dalle finestre con la quale alimentare diverse utenze domestiche o, se realizzati su supporti plastici e flessibili, potranno essere applicati nell’involucro esterno dei dispositivi elettronici mobili ricaricandone le batterie di alimentazione. 

L’aumento dell’efficienza energetica di tali dispositivi passa per lo sviluppo di nuove strategie fotovoltaiche, “i nostri calcoli mostrano la possibilità di sfruttare l’interazione tra elementi nanostrutturati di silicio per sviluppare nuovi dispositivi fotovoltaici, abbiamo simulato sistemi costituiti da nanocristalli di silicio posti tra loro a distanze inferiori al nanometro. I risultati mostrano che la natura quantistica delle interazioni ha l’effetto complessivo di aumentare il numero di cariche generate per singolo fotone assorbito e perciò di migliorare le prestazioni del dispositivo solare”. 

4Ward360, investe una fetta rilevante del proprio fatturato in Ricerca&Sviluppo, può oggi vantare innumerevoli brevetti studiati e prodotti ad hoc per offrire nuove e sempre migliori prestazioni alle superfici materiche (questo grazie anche allo stimolo continuo fornito delle specifiche richieste avanzate dalla committenza in base alle proprie esigenze). Per la mia attività ho ricevuto tanti riconoscimenti, tra cui, recentemente, il Premio Internazionale d’Eccellenza al Merito della Repubblica Italiana: sono grandi soddisfazioni.

Nanotecnologie applicate alla blockchain: semplice “scambio culturale”, o “massimizzazione economico-tecnologica dei rispettivi punti forti” ?

Nanotecnologia e blockchain si stanno attualmente evolvendo come tecnologie parallele. Questi due mondi sono destinati ad intrecciarsi nel futuro prossimo, poiché possiedono elementi complementari, che permettono l’uno di massimizzare i benefici dell’altro.

Il mercato delle merci contraffatte, per esempio, è un problema sul quale le tecnologie di nuova generazione possono convergere i propri sforzi.

In una relazione uscita nel Giugno 2020, la EUIPO (Ufficio Unione Europea per la proprietà intellettuale) ha stimato un calo delle vendite per effetto della contraffazione in 11 settori nell’UE (direttamente nelle industrie analizzate e anche lungo la catena di approvvigionamento correlata). 

  • Queste perdite hanno superato complessivamente 83 miliardi di EUR l’anno nel periodo 2013-2017. 
  • Sono stati persi più di 671 000 posti di lavoro nell’ambito di attività lecite e 15 miliardi di EUR l’anno di entrate fiscali negli Stati membri.

Fonte Euipo 

Detto ciò, pensiamo a due aspetti cardine legati al prodotto, introducibili dalla commistione di tecnologie parallele: la “firma” dell’originalità del prodotto (e/o del possessore del prodotto) e lo storico della “vita” di quel prodotto non contraffatto. 

Nel momento in cui la  nanotecnologia apporti una peculiare “firma” sul prodotto stesso (tessuto, metallo, materiale vario), mediante tecniche specifiche, il prodotto potrà poi essere scansionato (tramite per esempio uno scanner portatile o un’app su uno smartphone), creando quindi una sorta di rappresentazione digitale archiviabile poi su una relativa piattaforma blockchain: un processo di questo tipo potrebbe generare un sistema a prova di manomissione. 

La piattaforma blockchain stessa traccerebbe il prodotto: il risultato porterebbe visibilità a tutti i partecipanti della catena, dalla filiera del prodotto a quella umana relativa ai passaggi di proprietà dei clienti acquirenti. 

Tutto ciò, chiaramente, gestendo il salvataggio immutabile delle identità digitali dei singoli clienti, ma anche e soprattutto dei prodotti stessi: questo genererebbe non solo una filiera complessiva del prodotto originale, ma permetterebbe persino una migliore gestione di aspetti paralleli come gli scontrini, trasformandoli in digitale. 

I prodotti avrebbero, quindi, persino una propria identità digitale, aprendo nuovi scenari per la tecnologia IoT, una ulteriore “gemella” di nanotecnologia e blockchain

Poter dimostrare l’autenticità del prodotto con una commistione di tecnologie di questo tipo porterebbe sicuramente a maggiori approfondimenti: genererebbe sicurezza non solo per il produttore, ma anche per il venditore e per il cliente finale, donando quindi nuovo ossigeno ad un mercato sempre più asfissiato da manomissioni e falsi che si ripercuotono persino sui posti di lavoro. 

L’articolo Nuove tecnologie: R&D e reciproca commistione proviene da Affidaty Blog.