#Senzatimore come inno all’innovazione

“#senzatimore è il suo hashtag da sempre e identifica la voglia di innovare senza mai fermarsi e senza mai avere paura.”  Secondo lei la blockchain Può essere considerata la sua ultima “scommessa di innovazione”  nel presente/futuro?

E’ da oltre 20 anni che mi occupo di internet e di blockchain da quando è uscito il paper di Satoshi e seguo  tutto ciò che riguarda la rivoluzione informatica dagli anni ‘90 . Il bello di questo mondo è che è una evoluzione continua, non fai in tempo ad imparare che è già cambiato e devi ricominciare da capo.

L’elemento più recente legato al mondo dell’innovazione è la blockchain e tutte le conseguenze legate all’affermazione di questa nuova tecnologia che porta la decentralizzazione ai massimi livelli in quanto va a coinvolgere l’elemento finanziario. 

Mentre prima con internet ci si limitava al trasferimento delle informazioni e all’e-commerce, la blockchain per come è intesa oggi è un elemento che addirittura cambierà il modo di fruire del denaro anzi, lo sta già cambiando. Ha un’altra funzione importantissima che è quella di fermare i grandi over the top, cioè le aziende che hanno strumentalizzato internet che oggi non è più un ambito democratico, sociale e condiviso, ma è feudo e terreno di conquista di aziende come Google, Facebook, Microsoft, Twitter, Amazon, che fondamentalmente comandano, tanto è vero che si parla di nuovo “fascismo digitale” . 

Oggi invece la blockchain consente di bypassare totalmente queste aziende e fare in modo che si possa tornare ad essere più democratici e più decentralizzati partendo dal denaro. Quindi questa tecnologia ha portato,  grazie alla prima applicazione che è stato il bitcoin, ad avere una prima moneta, il bitcoin, che non dipende dalle banche e che permette la libertà finanziaria reale. 

Da qui si va poi a decentralizzare tutta una serie di altri utilizzi come ad esempio la gestione della proprietà:  grazie alla blockchain infatti, io posso registrare dei contratti, trasferire la proprietà di oggetti, documenti, asset notariati in blockchain: questo è un altro elemento importantissimo ed è quello che sta portando alla grande rivoluzione nel mondo NFT anche per il tema legato alla trasparenza del dato. 

Purtroppo i detrattori ignoranti dicono che la blockchain è il regno dei delinquenti, dei truffatori, degli hacker, mentre non sanno (o si dimenticano) che invece è quanto di più trasparente e tracciabile che esista: tutte le transazioni che avvengono mediante questa tecnologia infatti, sono assolutamente registrate, visibili pubblicamente non rendendola assolutamente hackerabile, né modificabile da nessuno, tutto ciò che è notariato in blockchain rimarrà lì per l’eternità.

Mi riferisco, chiaramente, alle blockchain definibili come “vere” che cioè hanno in sé tutte le caratteristiche peculiari e fondanti che non permettono ai classici “4 amici al bar” di poter creare un sistema “simil blockchain” nel quale i dati risultino poi modificabili. 

E’ una rivoluzione che lascerà il segno, ha cominciato a piacere e ad espandersi, milioni di persone hanno  dato la potenza di calcolo alla blockchain, permettendo la connessione delle loro macchine alla rete, dando vita al protocollo condiviso: questo ha permesso che tutti potessero godere dei servizi e delle potenzialità offerte da questo protocollo; oggi addirittura è possibile scegliere un proprio dominio internet personale  ed utilizzarlo per il proprio Wallet di criptovalute e questo per me è una rivoluzione incredibile perché un domani che una persona vorrà inviarmi del denaro per un servizio, non dovrà nemmeno sapere il mio IBAN o i miei dati ma semplicemente potrà inserire il mio dominio nel suo wallet e inviarmi del denaro o delle informazioni, un certificato di proprietà o un quadro. 

Questa è una cosa meravigliosa a mio avviso, in quanto andiamo nella direzione della semplificazione e della democratizzazione e non dovrò più chiedere il permesso a nessuno di fare qualcosa, nell’ottica della massima libertà e responsabilità e ovviamente se commetterò degli illeciti, ne risponderò comunque personalmente.

Oggi se noi vogliamo fare e-commerce dobbiamo “chiedere il permesso” ad Amazon”; se vogliamo pubblicare un video dobbiamo “chiedere il permesso “ a YouTube”, se vogliamo pubblicare una notizia dobbiamo “chiedere il permesso” a Twitter; ma perché? Questa è una risorsa (internet) che era nata per essere democratica. Voglio essere libero di non chiedere il permesso a nessuno, con la consapevolezza che tutto il sistema blockchain è tracciato e che quindi se farò qualcosa di illegale, verrò preso in due secondi netti.

Premesso ciò, ritengo che la blockchain sia stato indubbiamente il più grande fenomeno dopo l’avvento di internet, non è una rivoluzione tecnologica ma “culturale” che tende a far uscire le persone da quella pigrizia, quella ignavia, quel modo del “tanto va bene così..” dalla mancanza di capacità di scelta voluta dagli over the top della rete, come ad esempio i social media che hanno lobotomizzato le persone.  

Oggi, nei social che si sono evoluti in massa, le persone stanno perdendo il concetto di responsabilizzazione di ciò che rendono pubblico, che postano.

Le persone, in un contesto blockchain di condivisione basato sul pagamento per ottenere informazioni ricercate, tendono a ritrovare la propria libertà di informazione ed indipendenza.

Un esempio è l’applicazione di questa tecnologia ai social: pagare anche una somma irrisoria per vedere e/o seguire e/o commentare notizie o post (come accade nel social CENT), permette alle persone di assumere una responsabilizzazione decisamente diversa. 

Il campo con più futuro per la blockchain

Qual è il campo nel quale lei crede che la blockchain abbia più futuro o quantomeno evidenzi più potenzialità nel breve o medio termine? 

Nel mondo blockchain non esiste ciò che penso io o che pensi tu, ma esiste l’analisi ragionata dei dati e questi oggi ci dicono che tutta la nuova direzione della blockchain fatto salvo il comparto delle criptovalute, va verso questa nuova tendenza del mondo NFT

Che cos’è il mondo NFT? Sono dei token univoci, ovvero che non hanno un valore standard come il bitcoin in cui tra l’altro tutti i valori sono uguali (al netto delle oscillazioni di mercato). 

Nel caso invece del token NFT ognuno di essi ha un valore diverso che decidiamo noi che li creiamo e vale esattamente la proprietà che il token trasporta perché quest’ultimo, nel momento in cui lo vendo (per esempio in un exchange), ha sempre quel valore, trasferisce una proprietà che può riguardare un oggetto fisico, o un oggetto virtuale.  

In questo caso, una serie di elementi causati dalla Pandemia come la chiusura delle attività economiche, per esempio nel mondo dell’arte ha fatto sì che gli artisti decidessero che era finita l’epoca delle opere fisiche (disegnate su muri o tela, o scolpite..), per riportare le stesse in una nuova dimensione virtuale che è quella del mondo digitale quindi opere che diventano file jpg, video eccetera, e fare in modo che queste opere fossero vendute e trasferite includendole all’interno di token che viaggiano sulla blockchain, che hanno un valore predefinito e non sono tutte uguali tra loro. 

Quindi l’arte è stato il driver di sviluppo di questo nuovo concetto NFT dove noi oggi possiamo collezionare, comprare e rivendere tutta una serie di opere d’arte, ma anche oggetti collezionabili, cose che esistono esclusivamente in un ambito digitale e fare in modo che su questo si creino nuove collezioni, nuove economie e nuovi ambiti. 

La rivoluzione è stata talmente forte e rapida a livello mondiale, che questo mercato negli ultimi tre mesi ha raggiunto dei valori impressionanti prossimi al miliardo di dollari, con delle crescite continue incredibili, tant’è vero che già oggi si afferma che il maggior ambito di sviluppo della blockchain andrà nella direzione del mercato dei token NFT

Questa è una rivoluzione improvvisa, repentina ma tangibile e sotto gli occhi di tutti tant’è vero che molti di coloro che prima investivano su criptovalute, stanno spostando parte dei loro investimenti in token NFT che sono collegati ad opere d’arte, a properties, opere virtuali, terre virtuali, meta versi e a tante altre applicazioni. 

Lo scenario del mondo metafisico virtuale accentuato dalle difficoltà di contatti dovute alla Pandemia, ha accelerato questo processo e fatto sì che tutto il commercio di prodotti si sta spostando all’interno dei meta versi e diventeranno importantissimi forse anche più di quelli del mondo reale. Le cose che non si possono fare nel mondo reale quindi, si faranno nel mondo virtuale. Si pensi anche alle criticità dei Paesi dove ci sono guerre in corso, nascerà un nuovo mondo dove grazie anche alla blockchain tutti i giochi saranno da rifare. 

Quindi non è detto che le grandi società digitali saranno i padroni di questo nuovo mondo anzi, dovranno anche loro adeguarsi perché saranno padrone del mondo reale ma non di quello virtuale quindi stiamo andando in una direzione dove sarà la blockchain a influenzare il mondo reale e non viceversa e a rivoluzionare le nostre vite in quanto sarà la base di questi meta versi che saranno importantissimi e lo sono già oggi.    

NFT: limiti e vantaggi

Quali sono secondo Lei i limiti e quali i vantaggi degli NFT?

Vedo dei limiti negli NFT perché niente è perfetto e tutto è hackerabile ed essi hanno i loro lati deboli e magari qualcuno cerca anche di sfruttarli in maniera poco opportuna. Quindi sicuramente ci può essere un’eccessiva speculazione economica in questo momento, dove abbiamo a che fare con artisti che vendono opere a decine di migliaia di euro tanto da sospettare addirittura di riciclaggio. Visto che questo mondo permette un controllo ma non si parla ancora di una regola ad esempio sui dati personali, di certo in questo momento l’elemento più negativo degli NFT è l’eccessiva speculazione, cosa che poi come tutte le mode andrà a scemare e lascerà spazio agli operatori onesti, alle regole di mercato e a quello che è il mondo tradizionale.  

Poi c’è tutto il discorso legato al tema energetico che è molto importante in generale e non perché la blockchain consumi tanto come molti vogliono far credere –  consuma molto meno del sistema bancario – anche questo va sempre rapportato al fatto che comunque consuma, ma dobbiamo chiederci in base a che cosa. I nuovi protocolli che sono in fase di implementazione prevedono un uso minore di energia, si sta andando in una direzione di blockchain meno energivore ma anche più convenienti dal punto di vista dei costi, più veloci e più facilmente gestibili in modo che chiunque, mettendo a disposizione il proprio pc, possa diventare un nodo della stessa. 

Applicazioni NFT

Gli NFT possono essere applicati o lo sono già anche in altri ecosistemi magari riuscendo a massimizzarne maggiormente gli effetti positivi per l’utente oppure secondo lei l’arte è l’espressione massima o migliore degli NFT

L’arte è di sicuro la massima espressione degli NFT e già ad oggi possiamo vedere la tokenizzazione di qualunque assets possibile e immaginabile come ad esempio, la tokenizzazione di un capitale sociale di un’azienda.  Oggi, se vuoi finanziare un’azienda devi attuare una procedura complicatissima fatta di crowdfunding dove c’è comunque un intermediario che lo gestisce e si intasca una lauta provvigione, quindi lucra senza valore aggiunto sulla raccolta di capitale, tra l’altro è aiutato anche dalla legge italiana che prevede una forte tassazione e molte volte le persone investono su una start up non perché ci credono, ma solo per avere uno sconto fiscale. 

In Svizzera invece questa legge non esiste, c’è la defiscalizzazione delle start up ma tu ci investi solo se ci credi non solo per speculazione; puoi decidere, per esempio se il capitale sociale dell’azienda si possa tokenizzare alla nascita della stessa società senza dover ricorrere alla figura del notaio.  Questi token vengono poi ceduti quota parte agli azionisti e l’azienda e questi ultimi possono tranquillamente rivendere le loro quote semplicemente cedendo il token.  

Chiaramente anche in Svizzera c’è una legge che prevede l’identificazione dei soci, quindi nel libro soci (fatto in blockchain) verrà scritto il passaggio del token stesso che esce così dal patrimonio precedente per entrare in un altro; quindi, a questo punto non c’è necessità neanche di un notaio.  

Con un click posso vendere le quote ad un cittadino che risieda in qualunque parte del mondo e con un click incasso il denaro; quindi, estendo all’infinito la possibilità di rendere liquide le quote della mia azienda sia in caso di crowdfunding sia in caso di normale cessione di quote tra soci, eliminando inoltre le commissioni delle piattaforme e la necessità di pagare un notaio: tutto con velocità di esecuzione incredibile. 

A questo punto, il concetto di tokenizzazione di un asset possiamo applicarlo a qualunque cosa, potrebbe essere anche il tempo di una persona ad esempio un professionista –  come un medico o un avvocato –  che mette a disposizione le proprie ore di consulenza  mettendole in vendita senza alcun limite di tempo. Oggi invece tu fatturi il tuo tempo quando lo usi, non è pensabile farlo quando pensi di aver bisogno o in un momento successivo.  

Qui emerge anche il fattore responsabilizzazione, in questo caso sono sempre incentivato a fare sempre del mio meglio affinché le persone che hanno comprato il mio tempo siano soddisfatte e possano addirittura monetizzare con piacere quella cosa quindi è questo il contrappunto nella blockchain: nel momento stesso in cui ho venduto il mio token, sono responsabilizzato a far sì che questo non scenda di valore. Se poi potremmo arrivare ad avere una quotazione delle persone oltre che delle aziende, sarebbe uno scenario fantastico perché al di là di chi fa il furbo, per chi invece fa le cose fatte bene, tutto ciò rappresenterà una rivoluzione epocale.    

L’articolo Gli NFT e le scommesse tecnologiche del prossimo futuro: intervista a Michele Ficara Manganelli proviene da Affidaty Blog.