{"id":5013,"date":"2023-01-05T11:07:00","date_gmt":"2023-01-05T10:07:00","guid":{"rendered":"https:\/\/affidaty.io\/blog\/?p=5013"},"modified":"2023-04-28T17:46:37","modified_gmt":"2023-04-28T15:46:37","slug":"vro-web-metaverso","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/affidaty.io\/blog\/it\/2023\/01\/vro-web-metaverso\/","title":{"rendered":"La VRO: la tecnologica sistemica ispiratrice del metaverso"},"content":{"rendered":"\n<div style=\"height:30px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-intro\"><strong>Intro<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dal 1994 questo laboratorio ha iniziato a sviluppare le prime applicazioni di condivisione della realt\u00e0 con quello che all&#8217;epoca era un rudimentale mondo digitalizzato.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Spesso leggo notizie, anche da testate autorevoli, che riportano la realt\u00e0 di quello che a molti piace chiamare <strong>metaverso<\/strong> ma che dal punto di vista tecnico e di ricerca, o meglio ancora, dal punto di vista del mondo informatico complessivo, gli esperti di settore e gli operatori sono abituati a chiamare cos\u00ec come fu definito proprio nel 1994 agli albori della stesura delle prime leggi istitutive della materia ovvero <strong>VRO<\/strong> virtual and room object;<br>un acronimo che oggi fa sorridere perch\u00e9 in realt\u00e0, tradotto nella nostra lingua diventa \u201cstanze e oggetti virtuali\u201d quando oggi siamo sostanzialmente in grado di virtualizzare praticamente qualsiasi cosa esistente sul pianeta e anche ci\u00f2 che ancora non esiste, ma all&#8217;epoca era un termine veramente rivoluzionario.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I sistemi <strong>VRO<\/strong> sono strumenti che hanno un principio costitutivo molto importante, ovvero non nascono per essere strumenti che devono determinare e dominare l&#8217;individuo e i suoi comportamenti, ma al contrario nascono come strumenti che sono la continuazione naturale e il miglioramento delle caratteristiche dell&#8217;essere umano.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questo significa che lo sviluppo di un sistema <strong>VRO<\/strong>, perch\u00e9 di sistemi stiamo parlando e non di singole applicazioni, viene progettato e creato con lo scopo preciso di aiutare l&#8217;utente a migliorare determinate sue attivit\u00e0.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Alla base dei sistemi <strong>VRO<\/strong> c&#8217;\u00e8 l&#8217;elemento fondante della determinazione del dato in capo all&#8217;utente e non in capo ad un gestore a cui vengono in maniera diretta o indiretta, con volont\u00e0 o senza volont\u00e0, trasferiti i diritti di gestione di tutti i nostri dati.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quando ci affacciamo (<em>da adesso in avanti utilizzer\u00f2 la parola <\/em><strong><em>metaverso<\/em><\/strong><em> per definire la materia cos\u00ec da renderla pi\u00f9 comprensibile anche chi tecnico non \u00e8<\/em>) al mondo del <strong>metaverso<\/strong> ci rendiamo conto che vediamo solamente quella che \u00e8 l&#8217;interfaccia esteriore dei sistemi ovvero la grafica e la modalit\u00e0 di coinvolgimento negli ambienti che vengono progettati dagli sviluppatori, ma in realt\u00e0 i sistemi applicati al <strong>metaverso<\/strong> sono molto di pi\u00f9; noi oggi possiamo distinguere tra metaversi di tipo gaming, social o business and learning oriented e questo ci permette gi\u00e0 di comprendere sin dal principio quanto sia gi\u00e0 suddivisa la parte di sviluppo delle singole piattaforme ed applicazioni in funzione della radice dalla quale provengono.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Noi siamo specializzati e da anni studiamo quello che pu\u00f2 essere definito l&#8217;unico <strong>metaverso<\/strong> business and learning oriented attualmente ed estremamente sviluppato ovvero, lo sviluppo di un vero e proprio sistema operativo e di una tecnica di modellazione e progettazione delle applicazioni che permette l&#8217;integrazione di tutto ci\u00f2 che \u00e8 esistente oggi a livello informatico sotto forma di integrazioni.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per integrazione si intende la possibilit\u00e0 per un ambiente <strong>VRO<\/strong> di poter acquisire un elemento digitalizzato, informatizzato e realizzato anche con tecnologia differente; per esemplificare: se realizzo una <strong>VRO<\/strong> che rappresenta un ufficio e in questo ufficio ho virtualizzato il mio personal computer, sullo schermo di questo personal computer virtualizzato avr\u00f2 la possibilit\u00e0 di far comparire la schermata reale del computer che io sto utilizzando fisicamente e realmente in ufficio, questo mi permette di interagire, attraverso i comandi di integrazione della <strong>VRO,<\/strong> direttamente con l&#8217;applicazione che \u00e8 riportata e che viene visualizzata per tramite dell&#8217;ambiente immersivo.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">E da questo esempio, ovviamente, se ne possono trarre altre centinaia come per esempio il medico che consulta in uno studio virtualizzato la cartella clinica del paziente, non trasferendo alcun dato all&#8217;interno del mondo <strong>VRO<\/strong> ma mantenendo la gestione del dato all&#8217;interno dei sistemi informatizzati che sono regolamentati da dispositivi quali per esempio la gdpr o altre normative europee.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Molto spesso alle lezioni, nei seminari o nelle presentazioni che mi trovo a fare, le persone rivolgono una domanda che le accomuna ovvero:<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Per quale motivo dovrebbero passare a un sistema di tipo <\/em><strong><em>web<\/em><\/strong><em> 3 e non rimanere a progredire e sviluppare maggiormente un sistema di tipo <\/em><strong><em>web<\/em><\/strong><em> 2?<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le risposte potrebbero essere molteplici ma io credo che si possano riassumere nella definizione che l&#8217;applicazione di <strong>web<\/strong> 3 permette un&#8217;estensione naturale delle attivit\u00e0 dell&#8217;individuo sfruttando ci\u00f2 che esiste gi\u00e0 a livello <strong>web<\/strong> 2 ma con una modalit\u00e0 completamente differente, non obbligatoriamente basata sull&#8217;apprendimento di sistemi nuovi ma che si sviluppa intorno alla fisicit\u00e0 del soggetto.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questo concetto, che magari potrebbe risultare astruso per i pi\u00f9, in realt\u00e0 lo possiamo ancora maggiormente esemplificare dicendo che, mentre oggi per eseguire un comando in un&#8217;applicazione devo necessariamente dotarmi di pi\u00f9 strumenti di tipo hardware come la tastiera, il mouse, un puntatore, una penna ottica e altro, domani, il <strong>web<\/strong> 3, mi permetter\u00e0 di fare questo semplicemente utilizzando le mie mani e i miei movimenti quindi trasformer\u00e0 qualcosa di sostanzialmente innaturale ad oggi, come l&#8217;estensione delle mie attivit\u00e0 attraverso dei device, in qualcosa di estremamente naturale, come l&#8217;utilizzo dei miei arti per poter attivare dei processi, raccogliere informazioni o semplicemente fare degli acquisti tanto quanto lo svolgo gi\u00e0 attualmente nella realt\u00e0.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Abbiamo sviluppato diversi protocolli tra i quali \u00e8 interessante citare il protocollo OPM; esso \u00e8 un protocollo che permette, attraverso un&#8217;intelligenza artificiale con algoritmo non deterministico ad output non programmabile, di raccogliere le informazioni dell&#8217;individuo attraverso della sensoristica commerciale ( si pu\u00f2 tranquillamente trovare in qualsiasi smartphone di fascia media e medio alta) e di replicare la fisicit\u00e0 del soggetto, i suoi movimenti e le caratteristiche salienti dello stesso sugli Avatar che all&#8217;interno delle applicazioni <strong>web<\/strong> 3 vanno a svolgere le loro funzioni.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Partendo poi dalla prima legge istitutiva del <strong>metaverso<\/strong> che identifica il <strong>metaverso<\/strong> in internet ovvero che non esiste un qualcosa di alternativo a internet ma che il <strong>metaverso<\/strong> stesso \u00e8 internet ed \u00e8 illimitato come dimensionamento tanto quanto lo \u00e8 internet al giorno d&#8217;oggi, non \u00e8 dipendente da alcuno tanto quanto dovrebbe essere internet al giorno d&#8217;oggi.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quello che noi stiamo portando all&#8217;interno di questa nuova metodologia d&#8217;uso dell&#8217;informatica e dell&#8217;informazione in un certo senso potrebbe apparire come un passo indietro ovvero la presenza sempre maggiore e sempre pi\u00f9 marcata dell&#8217;individuo all&#8217;interno delle applicazioni tramite il proprio avatar e l&#8217;eliminazione costante di quelle che possono essere delle automazioni artificiali in grado di determinare variazioni comportamentali dello stesso.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Un esempio su tutti potrebbe essere quello relativo all&#8217;utilizzo dei social network:<br>in un&#8217;applicazione <strong>web<\/strong> 3 l&#8217;interazione del momento \u00e8 reale ed effettiva nel momento in cui viene eseguita e quindi non pu\u00f2 esistere come esiste nel social network la moderazione, ovvero un BOT che va a gestire i commenti, le immagini video e determina secondo una logica superiore se possono o meno essere pubblicati.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Molti a questo punto potranno storcere il naso e dire che il <strong>web<\/strong> 3 potrebbe diventare il paradiso degli haters e degli stalker digitali, ma in realt\u00e0 non \u00e8 cos\u00ec perch\u00e9 quello che si sta discutendo adesso all&#8217;interno dei forum internazionali di predisposizione degli standard all&#8217;uso del <strong>web<\/strong> 3, del quale anche noi facciamo parte, stanno valutando l&#8217;unicit\u00e0 dell&#8217;avatar attraverso il protocollo d&#8217;uso che viene chiamato Avatar biometrico, ovvero io sar\u00f2 l&#8217;identificatore di me stesso quindi quando entrer\u00f2 in un ambiente non ci sar\u00e0 dubbio che il soggetto che \u00e8 entrato, seppur colorato e vestito fantasioso, sar\u00e0 comunque riconducibile e identificabile all&#8217;individuo con \u201cnome cognome determinato\u201d e definito perch\u00e9 l\u2019avatar ovviamente \u00e8 un&#8217;espressione artistica anche di noi stessi.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questo sostanzialmente dar\u00e0 all&#8217;utente la propriet\u00e0 della sua identit\u00e0 digitale completa e non ci sar\u00e0 pi\u00f9 un gestore terzo anche a livello di documentazione ufficiale, quindi ipotizziamo di vederci in futuro cancellare tutte queste funzionalit\u00e0 quali le pec ad esempio e \u201cfirmare un documento\u201d semplicemente con la nostra presenza all&#8217;interno dell&#8217;applicazione di firma perch\u00e9 tutti i dati che identificano la nostra unicit\u00e0 (dati che non si possono rubare perch\u00e9 dovrei essere trasportato fisicamente da un&#8217;altra parte) determineranno l&#8217;unicit\u00e0 dell&#8217;individuo e quindi rimarranno all&#8217;interno della blockchain che identificher\u00e0 come un DNA tutta la struttura dell&#8217;individuo stesso e tutta la cronistoria delle attivit\u00e0 che lui andr\u00e0 svolgendo con il suo Avatar.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Recentemente abbiamo pubblicato una sperimentazione di sei mesi all&#8217;interno della quale abbiamo coinvolto circa 300 lavoratori che hanno lavorato in ambientazioni di tipo <strong>VRO<\/strong> e al cui termine quello che ne abbiamo ottenuto come risultato \u00e8 stato un calcolo di riduzione dell&#8217;inquinamento pro capite pari a circa una tonnellata di CO2 per ciascuno su base annuale e un miglioramento delle condizioni di vita della serenit\u00e0 lavorativa da parte di tutti i lavoratori coinvolti. <br>Parliamo di una sperimentazione fatta a livello Italia quindi non sono dati che arrivano da qualche paese come gli Stati Uniti d&#8217;America o la Cina o quant&#8217;altro ma parliamo di paese Italia (gente come noi) all&#8217;interno del quale questa sperimentazione ha dato dei risultati eccezionali che potete trovare negli abstract sotto riportati a questo articolo.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quello che mi sento di dire in conclusione \u00e8 che non bisogna temere l&#8217;avvento di questa tecnologia perch\u00e9 in realt\u00e0 \u00e8 una tecnologia che gi\u00e0 noi conosciamo da anni solo che non l\u2019abbiamo utilizzata; prendiamo coraggio e affrontiamo questo passaggio di modalit\u00e0 d&#8217;uso del dato e delle tecnologie che oggi sono esistenti e cerchiamo di riavvicinarci al controllo dell&#8217;informatica e non far s\u00ec che sia l&#8217;informatica a procedere nel controllare noi.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:30px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-sintesi-della-sperimentazione-sull-impatto-ambientale-della-vro\"><strong>Sintesi della sperimentazione sull\u2019impatto ambientale della VRO<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<div style=\"height:30px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-campione-di-analisi\"><strong>Campione di analisi<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<div style=\"height:30px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center wp-block-paragraph\"><strong>Sperimentazione VRO\/CO2QV 6Mth per 2 gg\/wks<\/strong><\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full\"><img decoding=\"async\" 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style=\"height:30px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-equivalente-co2-risparmiato-rispetto-al-territorio\"><strong>Equivalente CO2 risparmiato rispetto al territorio<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">0,64 ettari di risparmio di CO2 sul territorio all&#8217;anno per persona, riguadagnati la vita del pianeta.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">280 ore all&#8217;anno di spostamenti inutili quindi di tempo perso e sprecato per persona che equivalgono a circa 35 giorni lavorativi all&#8217;anno spesi senza alcun tipo di utilizzo se non quello della mera perdita di tempo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">9.300 km risparmiati ogni anno di spostamenti inutili per ogni singola persona, in riferimento a questo i parametri di ricerca internazionali ci dicono che ogni chilometro per ogni veicolo impegna almeno 130 grammi chilometro di CO2 e quindi possiamo calcolare ragionando anche sull&#8217;utilizzo di vari mezzi, non solo individuali e ogni persona, lavorando in <strong>VRO,<\/strong> contribuisce a ridurre per singola persona del valore pari a 12.1 tonnellate di CO2 distribuiti nell&#8217;aria.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In Italia nel 2021 si sono registrati 355 milioni di tonnellate di CO2.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Su 20 milioni di popolazione attiva in Italia si potrebbe avere una riduzione della CO2 pari a 242.000.000 di ton annue.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ogni persona a livello attivo potrebbe avere un risparmio annuale in spese di movimentazione e accessorie intorno agli 8.400 euro (media ponderata), per un risparmio delle famiglie italiane pari a 168.000.000.000 di euro annuale, il che giustificherebbe una misura di governo di incentivo all\u2019acquisto di visori e sistemi informatici <strong>VRO<\/strong> Based.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Utilizzare la <strong>VRO<\/strong> significherebbe moltiplicare la capacit\u00e0 di spesa dello stato in servizi utili ai cittadini.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per quanto questi dati possano essere rianalizzati perch\u00e8 il campione potrebbe essere variato in base alla geografia del posto, alle condizioni di vita delle persone, e ad altre varianti, resta certo che questa tecnologia \u00e8 alla base di una grande possibilit\u00e0 di salvataggio e miglioramento delle condizioni di vita delle persone e del pianeta stesso.&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Intro Dal 1994 questo laboratorio ha iniziato a sviluppare le prime applicazioni di condivisione della realt\u00e0 con quello che all&#8217;epoca era un rudimentale mondo digitalizzato. 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