{"id":2966,"date":"2020-12-17T11:02:54","date_gmt":"2020-12-17T10:02:54","guid":{"rendered":"https:\/\/affidaty.io\/blog\/?p=2966"},"modified":"2023-02-27T16:58:42","modified_gmt":"2023-02-27T15:58:42","slug":"da-internet-a-www-un-passaggio-fondamentale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/affidaty.io\/blog\/it\/2020\/12\/da-internet-a-www-un-passaggio-fondamentale\/","title":{"rendered":"Da internet a www:  un passaggio fondamentale"},"content":{"rendered":"\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/gif;base64,R0lGODlhAQABAIAAAAAAAP\/\/\/yH5BAEAAAAALAAAAAABAAEAAAIBRAA7\" data-src=\"https:\/\/affidaty.io\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/marco-santarelli-internet-ewww-2.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-2977 lazyload\"><noscript><img decoding=\"async\" width=\"800\" height=\"571\" src=\"https:\/\/affidaty.io\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/marco-santarelli-internet-ewww-2.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-2977\" srcset=\"https:\/\/affidaty.io\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/marco-santarelli-internet-ewww-2.jpg 800w, https:\/\/affidaty.io\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/marco-santarelli-internet-ewww-2-300x214.jpg 300w, https:\/\/affidaty.io\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/marco-santarelli-internet-ewww-2-768x548.jpg 768w, https:\/\/affidaty.io\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/marco-santarelli-internet-ewww-2-120x86.jpg 120w, https:\/\/affidaty.io\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/marco-santarelli-internet-ewww-2-350x250.jpg 350w, https:\/\/affidaty.io\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/marco-santarelli-internet-ewww-2-750x535.jpg 750w\" sizes=\"(max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/><\/noscript><\/figure><\/div>\n\n\n\n<div style=\"height:50px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-internet-e-www\"><strong>INTERNET&nbsp;E&nbsp;WWW&nbsp;<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<div style=\"height:20px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Due termini che spesso sono accomunati. In realt\u00e0 rappresentano due cose diverse.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nell\u2019appuntamento di novembre (articolo al <a href=\"https:\/\/affidaty.io\/blog\/it\/2020\/11\/intelligence-delle-cose\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">link qui<\/a>) abbiamo parlato di come \u00e8 nata l\u2019infrastruttura che ci permette di poggiare i nostri mattoncini della ricerca e di come questi mattoncini poi diventino casa, quindi di come le nostre informazioni vengono inserite sul <strong>web<\/strong> e lo stesso <strong>web<\/strong> ci restituisce le informazioni che chiediamo a lui.&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il WWW o W3 vuole dire World Wide <strong>Web<\/strong>, ovvero&nbsp;<em><strong>Rete<\/strong> di Grandezza Mondiale<\/em>, <strong>rete<\/strong> su cui poggiano i maggiori servizi. I servizi sono degli scambi di comunicazione, che diventano informazioni utili, tra noi e il resto del Mondo. Tale comunicazione avviene tramite il&nbsp;protocollo di trasferimento ipertestuale, il cosiddetto http diventato https, dove \u201cs\u201d sta per, in termini molto semplici, \u201cprotetto\u201d&nbsp;(in inglese http).&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questo protocollo \u00e8 stato progettato dallo scienziato del Cern di Ginevra,&nbsp;Tim Berners-Lee il 12 marzo 1989.&nbsp;Attraverso un paper scientifico [<a href=\"https:\/\/www.w3.org\/History\/1989\/proposal.html%22%20%5Ct%20%22_blank\"><em>Information management: a proposal<\/em><\/a>] fa diventare la connessione fisica una connessione interconnessa: se fino a quel momento lo scambio di documenti era deputato ad un unico canale e centralizzato con Berners-Lee, e poi una serie di scienziati di tutto il mondo, tale scambio avviene in maniera interconnessa, attraverso un serie di link che rendono la <strong>rete<\/strong> interscambiabile e permissiva, permettendo di passare da un link ad un altro.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questi link hanno un\u2019applicazione come veicolo, detta browser, che permetteva di arrivare alle comunicazioni da qualsiasi computer e non solo da determinati computer.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quindi cosa cambia da Internet al WWW?&nbsp;Internet \u00e8 una <strong>rete<\/strong> locale che era in grado di&nbsp;mettere in collegamento tra loro tutti i computer individuati.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questi computer sono localizzati, anche se geograficamente lontani,&nbsp;come nodi, ovvero centri diretti di smistamento. Con il WWW la <strong>rete<\/strong> diventa globale e i collegamenti sono fruibili da tutti, e non solo da nodi specifici o militari, di quella che diventer\u00e0 la <strong>rete<\/strong> globale.<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:50px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-rete-e-www-etimologia\"><strong>Rete e WWW: etimologia<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<div style=\"height:20px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il termine <strong>Rete<\/strong> rimanda alla sua stessa etimologia.&nbsp;Quest\u2019ultima deriva dal lat. R\u00c8TE, che il Curtius crede stia per SR\u00caT-E formato per metatesi sulla stessa base di S\u00c8RT-US, participio passato di S\u00c8RERE tessere (v. Serie, Serto), allo stesso modo che serp-ere confrontato con r\u00e9p-ere, strisciare (v. Erpete e Serpe).&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Con una simile relazione di idee il tedesco ha netz = got. Ovvero cucire che \u00e8 affine a filare e tessere. Altri connettono il termine di <strong>Rete<\/strong> a RETIN\u00c8RE, ritenere. Arnese di filo o fune fatto a maglia per pigliare uccelli, pesci, animali selvatici; fig. Insidia, Inganno; per similitudine <strong>Rete<\/strong> come altri arnesi simili per contenere, per riparare. Deriva da Ret\u00e0re; Ret\u00e0ta; Retic\u00e8lla; Ret\u00edcola; Ret\u00edna; R\u00e9zza; R\u00e9zzola&nbsp;[Definizione di \u201c<strong>rete<\/strong>\u201d, Treccani].<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quindi&nbsp;<strong>Rete<\/strong> come scenario della relazione e del mondo in cui viviamo, in questa declinazione reticolare siamo interconnessi, come detto sopra e si intrecciano ai nostri bisogni fondamentali, come cibo, trasporti, servizi sanitari, telecomunicazioni, <strong>rete<\/strong> bancaria, servizi finanziari, istituzioni politiche, sicurezza pubblica.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ogni interruzione o perdita di uno di questi servizi pu\u00f2 generare un effetto domino e creare veri e propri disastri sugli altri.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u201c<strong>Rete<\/strong> e anche il termine della pesca, stringhe di corda legata dai nodi, l\u2019acqua che defluisce, il pesce raccolto in barca, figura mitica dei Vangeli all\u2019arena dei gladiatori romani, la tattica dei guerriglieri Swarm (attaccare il nemico da ogni direzione senza mai dare l\u2019orientamento del fronte), alle connessioni della televisione e del <strong>web<\/strong>\u201d [G. Caldarelli, M. Catanzaro,&nbsp;<em>Scienza delle reti<\/em>, Egea, Milano, 2016].<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:50px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-www-e-network-sociali\"><strong>WWW e Network sociali&nbsp;<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<div style=\"height:20px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questo scenario genera dei network sociali (unione tra persone) e artificiali (unione tra persone attraverso i social e i device) che coinvolgono situazioni pi\u00f9 complesse (hub), individui (nodi) attraverso&nbsp;dei legami (link) [Catene di distribuzione&nbsp;informazioni e disseminazione in cui le stesse informazioni innescano problemi e le chiavi per disinnescarli sono prevenzione e gestione].<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Comprendere e tessere queste dipendenze vuol dire comprendere la stessa societ\u00e0, la reciproca dipendenza tra persone e cose.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In tal senso i sistemi informativi sono proprio quelle strutture che incrociano elementi diversi, ma che fanno parte della societ\u00e0, tenendo conto anche dell\u2019importanza che iniziano a rivestire i legami (deboli o forti che siano) nella struttura sociale e della loro prossima \u201cdipendenza\u201d.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Un buon esempio in tal senso \u201cviene dallo studio di un problema ecologico che ha avuto grandi implicazioni economiche.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Negli anni 80 si verific\u00f2 un crollo nel numero di merluzzi nell\u2019Atlantico Nord Occidentale. Questa carenza fu all\u2019origine di una grave crisi economica che interess\u00f2 l\u2019industria della pesca canadese; le aziende danneggiate dal problema chiesero un incremento della caccia alle foche, sostenendo che il controllo di questi predatori del merluzzo avrebbero aiutato a fermare il crollo.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Molte foche vennero cos\u00ec uccise nel corso degli anni 90, ma la popolazione di merluzzi non si riprese. Nel frattempo, ecologi studiarono le diverse catene alimentari che collegano il merluzzo alle foche.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Alla fine del decennio, ottennero una mappa completa delle molteplici catene che collegano le due specie. Da questa <strong>rete<\/strong> particolarmente intricata si deduce che uccidere i predatori di merluzzo non \u00e8 necessariamente un bene per questa specie.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le foche, infatti, sono predatrici di circa 150 specie e molte di queste sono predatrici del merluzzo: riducendo la popolazione di foche non facciamo altro che aumentare la pressione di altri predatori sulle specie che&nbsp;vorremmo difendere\u201d [G. Caldarelli, M. Catanzaro,&nbsp;<em>Scienza delle reti<\/em>, p.16, ivi].<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:50px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-www-e-linguaggi-comunicativi\"><strong>WWW e Linguaggi comunicativi&nbsp;<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<div style=\"height:20px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel giro di un anno, Berners-Lee mette per iscritto le tre tecnologie che sono le fondamenta del <strong>web<\/strong>:&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\"><li>l\u2019html&nbsp;(il linguaggio per la formattazione e l\u2019impaginazione di documenti ipertestuali),<\/li><li>la&nbsp;url&nbsp;(l\u2019indirizzo unico che permette di identificare ogni singola risorsa presente in <strong>rete<\/strong>)&nbsp;<\/li><li>il protocollo&nbsp;http&nbsp;che permette di recuperare tutte le risorse linkate.<\/li><\/ul>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 la&nbsp;nascita del world wide <strong>web<\/strong>.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il 6 agosto 1991 appare cos\u00ec&nbsp;il primo sito internet&nbsp;della storia, progettato dallo stesso Berners-Lee e che, su un\u2019interfaccia grafica estremamente semplice, divulga qualche informazione tecnica e i primi dettagli sul funzionamento dello stesso <strong>web<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">All\u2019epoca, ovviamente, le uniche persone a possedere gli strumenti per navigare la nascente <strong>rete<\/strong> erano proprio Berners-Lee e i suoi colleghi del Cern. \u00c8 solo nel 1993, quando viene rilasciato il software per il&nbsp;browser Mosaic&nbsp;(creato da un team guidato da Marc Andreessen), che questa nuova tecnologia inizia a diffondersi al di fuori del mondo della ricerca.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Mosaic \u00e8 inoltre il primo browser che permette di visualizzare anche le immagini e che include tutto ci\u00f2 che&nbsp;oggi&nbsp;\u00e8 parte integrante di ogni software per la navigazione online: la barra degli indirizzi, i pulsanti di avanti, indietro e aggiornamento della pagina e altro ancora.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Un anno dopo, nel 1994, Berners-Lee fonda il&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.w3.org\/%22%20%5Ct%20%22_blank\">World wide <strong>web<\/strong> Consortium&nbsp;<\/a>(W3C) all\u2019interno del Mit, una societ\u00e0 il cui scopo \u00e8 la creazione di standard che assicurino che tutti i siti del nascente <strong>web<\/strong> funzionino secondo gli stessi&nbsp;principi di compatibilit\u00e0.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il <strong>web<\/strong>, insomma, si apre al mondo. E il suo inventore realizza che il vero potenziale della <strong>rete<\/strong> sarebbe stato sfruttato solo se questa tecnologia fosse stata&nbsp;gratuita e accessibile a tutti:&nbsp;<em>\u201cSe la tecnologia fosse stata proprietaria e sotto il mio totale controllo, probabilmente non sarebbe decollata. La decisione di rendere il web un sistema aperto fu necessaria per renderlo universale. Non puoi proporre qualcosa come uno spazio universale e al tempo stesso mantenere il controllo su di esso\u201d<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La scelta d\u00e0 vita a un&nbsp;open <strong>web<\/strong>, aperto e slegato da logiche commerciali, ne cambia per sempre la storia, trasformandolo in uno strumento accessibile a tutti e consentendo cos\u00ec quell\u2019ondata di innovazione che ha reso la <strong>rete<\/strong> uno strumento universale e decentralizzato, a cui chiunque pu\u00f2 prendere parte.<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:50px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-le-sfide-per-il-futuro\"><strong>Le sfide per il futuro<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<div style=\"height:20px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ecco che ne deriva un universo di informazione libero, aperto a tutti e confusionario, in cui intervengono i primi motori di ricerca per portare ordine.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel 1994 nasce cos\u00ec Yahoo&nbsp;grazie ai due studenti David Filo e Jerry Yang, uno strumento per indicizzare le pagine del <strong>web<\/strong>, ma che risulta, nella sua versione originaria, difficile da aggiornare e tenere a bada per&nbsp;l\u2019incremento&nbsp;giornaliero dei siti online.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tre anni dopo, il 15 settembre 1997, appare un nuovo motore di ricerca che sfrutta le parole chiave e la gerarchia dei contenuti, facendo riferimento ai link ad essi legati appunto, cos\u00ec come si fa nel mondo accademico con i paper, per il reperimento delle informazioni sulla piattaforma <strong>web<\/strong> Google.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Grazie a Yahoo e Google si assiste a un vero e proprio boom economico della <strong>rete<\/strong>, ma ben presto, con l\u2019arrivo dei primi colossi digitali e successivamente dei social network, si passa dall\u2019internet decentralizzato di Berners-Lee ad uno composto sempre pi\u00f9 da grandi piattaforme commerciali, che, dopo aver inglobato le informazioni all\u2019interno dei cosiddetti&nbsp;<em>walled garden<\/em>,le rendono disponibili solo a fini commerciali.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Da qui allo step successivo della <strong>rete<\/strong> come invasione di tutti i nostri settori della vita il passo \u00e8 stato breve.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel frattempo, e prima del WWW, nasce la cibernetica, che con il concetto di Infrastrutture Critiche e Digital Transformation, a sua volta diventa il must dei nostri giorni.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ma questa \u00e8 la prossima storia\u2026<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>INTERNET&nbsp;E&nbsp;WWW&nbsp; Due termini che spesso sono accomunati. 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