{"id":18631,"date":"2024-03-01T10:29:50","date_gmt":"2024-03-01T09:29:50","guid":{"rendered":"https:\/\/affidaty.io\/blog\/?p=18631"},"modified":"2024-07-24T17:41:41","modified_gmt":"2024-07-24T15:41:41","slug":"ia-manager-intelligenza-artificiale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/affidaty.io\/blog\/it\/2024\/03\/ia-manager-intelligenza-artificiale\/","title":{"rendered":"L\u2019 IA non \u00e8 Disneyland ma pu\u00f2 allargare il mondo."},"content":{"rendered":"\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\">\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L&#8217; inferno esiste solo per chi ne ha paura. <br>L\u2019<strong> Intelligenza Artificiale<\/strong> non e\u0300 Disneyland ma puo\u0300 allargare il mondo. Verso l\u2019<strong> IA-manager<\/strong>.<\/p>\n<\/blockquote>\n\n\n\n<div style=\"height:30px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L&#8217;avanzamento dell&#8217;<strong>Intelligenza Artificiale<\/strong> e dell&#8217;innovazione digitale sta trasformando il panorama lavorativo e la vita quotidiana dei cittadini in modi precedentemente inimmaginabili. Queste tecnologie promettono di migliorare l&#8217;efficienza, l&#8217;accessibilit\u00e0 e la personalizzazione dei servizi, offrendo opportunit\u00e0 significative sia per i lavoratori che per i cittadini. Nonostante queste potenzialit\u00e0, l&#8217;adozione dell&#8217;<strong>AI<\/strong> e dell&#8217;innovazione digitale solleva anche questioni etiche e sfide, come la privacy dei dati, la sicurezza informatica e l&#8217;impatto sul mercato del lavoro\u2026<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Stop. Fermiamoci un attimo. Come possiamo definire l\u2019incipit di questo articolo? Impeccabile, direi. Completo, chiaro, proteso verso l\u2019analisi e il senso critico.<br>Per\u00f2 manca qualcosa: l\u2019anima. Non a caso \u00e8 scritto da ChatGPT 4, un robot molto amico e premuroso che per 24 dollari al mese ti regala una sempre pi\u00f9 pronta, completa e rapida efficienza operativa. Manca l\u2019anima, ma anche quella si pu\u00f2 costruire in laboratorio. O simulare. Il \u201cprompt\u201d da sottoporre a ChatGPT 4 pu\u00f2 arrivare fino alla richiesta di analizzare il pdf che contiene un romanzo, ad esempio l\u2019ultimo Premio Strega, o anche l\u2019opera di uno sconosciuto, e in pochi secondi l\u2019applicazione legge le centinaia di pagine di testo e rilascia una descrizione o una recensione, a seconda di ci\u00f2 che gli hai chiesto, con il numero di battute, lo stile e la lingua desiderati.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019intelligenza generativa, si sa, \u00e8 fondata sull\u2019elaborazione di enormi quantit\u00e0 di testo per apprendere come rispondere in modo coerente e pertinente alle richieste degli utenti. Ma \u00e8 evidente che siamo gi\u00e0 molto oltre la semplice elaborazione di contenuti definiti: se infatti con questi \u00e8 possibile fornire informazioni su materiali noti \u2013 il romanzo premiato \u2013 nel momento in cui l\u2019<strong>IA<\/strong> sa esprimere giudizi e persino suggerire e trasferire emozioni su un\u2019opera inedita, vuol dire che siamo entrati in un nuovo mondo. E\u2019 una dimensione dove gli uomini non solo \u201cparlano con le macchine\u201d, ma interloquiscono con degli assistenti che sono loro competitori anche sul piano della creativit\u00e0 e dell\u2019originalit\u00e0. Le tecniche di deep learning adoperate, infatti, mirano a generare risposte imitando non solo il modo in cui le persone scrivono e parlano, ma anche quello in cui gli uomini pensano e immaginano.<br><br>Il vero obiettivo \u00e8 un modello conversazionale molto avanzato, ormai comune a tutte le principali piattaforme, perch\u00e9 la macchina sembra aver appreso ci\u00f2 che non sempre \u00e8 chiaro all\u2019uomo, cio\u00e8 che si impara solo sbagliando e per approssimazioni successive. Il segreto \u00e8 tutto qui. In questa abilit\u00e0 \u2013 essere \u201cumile\u201d per poter nel tempo superare ogni limite \u2013 si annidano sia le potenzialit\u00e0 sia i presunti pericoli dell\u2019<strong>IA<\/strong>. Potr\u00e0 sfuggire al controllo dell\u2019uomo solo nel senso che sapr\u00e0 fare ci\u00f2 che al suo creatore \u00e8 da sempre consigliato dalla religione e dall\u2019etica ma sostanzialmente inibito, cio\u00e8 imparare continuamente dai suoi errori in una proiezione potenzialmente infinita. Tale evoluzione \u00e8 talmente rapida da indurre tutti i grandi player del digitale ad una rincorsa forsennata a superarsi. Negli ultimi mesi, difficile persino fissare i nomi: accanto a ChatGPT 4 di Open AI &#8211; ed \u00e8 in arrivo il 5 &#8211; hanno velocemente fatto irruzione Gemini di Google (ex Bard), che negli Stati Uniti \u00e8 gi\u00e0 incorporata su IOS in tutti i prodotti della grande G mentre su Android \u00e8 accessibile con una apposita app, e Copilot di Microsoft, gi\u00e0 oggi molto performante anche da noi, perch\u00e9 ad esempio capace, senza accedere ad altre app, di creare immagini in base a semplici indicazioni testuali. Anche se gli esperti vedono in pole position Google: non appena Gemini sar\u00e0 accessibile direttamente sulla barra degli indirizzi di Chrome o dalla posta di Gmail sbaraglier\u00e0 i concorrenti sul terreno sempre vincente dell\u2019 usability.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Padre Paolo Benanti, il frate francescano consigliere del Papa e presidente del Comitato per l\u2019<strong>Intelligenza Artificiale<\/strong>, dice che l\u2019<strong>IA<\/strong> mostra semplicemente che la rivoluzione industriale non \u00e8 mai davvero finita. E aggiunge:<br><br>\u201cQuando, 60mila anni fa, l\u2019uomo impugn\u00f2 la clava, questa poteva essere un utensile o un\u2019arma. Lo stesso vale per ogni altro strumento\u201d. <br>La chiave giusta \u00e8 quindi nell\u2019uso di questo potentissimo mezzo di interpretazione delle vicende umane secondo criteri etici. <br>\u201cAlgoretica\u201d \u00e8 infatti il termine che ormai caratterizza questa corrente di studi e fa da riferimento per vari corsi di formazione superiore nelle universit\u00e0 pontificie.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Prendiamo la pubblica amministrazione. In questo settore, il perno delle politiche pubbliche dovrebbe essere la cultura del servizio e del risultato. In altre parole, solo la soddisfazione dell\u2019utente dovrebbe dare la cifra della loro efficacia, in riferimento esplicito all\u2019articolo 97 della Costituzione che mette al centro \u201cil buon andamento e l\u2019imparzialit\u00e0\u201d. Ma nella pa italiana la citizen satisfaction resta un fatto occasionale, legato all\u2019estro innovativo e al senso pubblico di singole amministrazioni che avviano il circuito virtuoso CSR &#8211; Carte dei Servizi\/Standard di Servizio\/Rilevazione del feedback dei cittadini &#8211; a fini di ri-orientamento migliorativo delle prestazioni pubbliche. Ci\u00f2 \u00e8 dovuto all\u2019impostazione centralistico-verticistica dell\u2019Amministrazione, derivazione della cultura napoleonica che vede lo Stato centrale sovraordinato rispetto al cittadino. Le nuove tecnologie, da almeno due decenni, si sono dimostrate in grado di invertire la rotta. Non solo perch\u00e9 permettono una molto pi\u00f9 efficace gestione del servizio, ma anche perch\u00e9 dischiudono la strada, attraverso i social media, alla valutabilit\u00e0 e al dialogo a due vie e in tempo reale con il cittadino, e perch\u00e9 rendono possibile la partecipazione attiva mediante le chat e le piattaforme di consultazione pubblica. L\u2019open government &#8211; punto di incontro di trasparenza, partecipazione e accountability finalizzati alla qualit\u00e0 del servizio &#8211; \u00e8 quindi oggi una possibilit\u00e0 reale, le cui sperimentazioni sono ormai solide e consolidate. <br>E siamo ormai di fronte a numeri imponenti non solo nell\u2019uso dei social \u2013 in Italia 43 milioni di utenti attivi i ma anche nel campo dell\u2019utilizzazione dei servizi digitali.<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:30px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large is-resized\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/gif;base64,R0lGODlhAQABAIAAAAAAAP\/\/\/yH5BAEAAAAALAAAAAABAAEAAAIBRAA7\" data-src=\"https:\/\/affidaty.io\/blog\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/ART.-TALAMO-IMAGE-1024x768.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-18645 lazyload\" style=\"width:559px;height:auto\"><noscript><img decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"768\" src=\"https:\/\/affidaty.io\/blog\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/ART.-TALAMO-IMAGE-1024x768.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-18645\" style=\"width:559px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/affidaty.io\/blog\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/ART.-TALAMO-IMAGE-1024x768.png 1024w, https:\/\/affidaty.io\/blog\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/ART.-TALAMO-IMAGE-560x420.png 560w, https:\/\/affidaty.io\/blog\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/ART.-TALAMO-IMAGE-150x113.png 150w, https:\/\/affidaty.io\/blog\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/ART.-TALAMO-IMAGE-768x576.png 768w, https:\/\/affidaty.io\/blog\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/ART.-TALAMO-IMAGE-1536x1152.png 1536w, https:\/\/affidaty.io\/blog\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/ART.-TALAMO-IMAGE-2048x1536.png 2048w, https:\/\/affidaty.io\/blog\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/ART.-TALAMO-IMAGE-750x563.png 750w, https:\/\/affidaty.io\/blog\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/ART.-TALAMO-IMAGE-1140x855.png 1140w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/noscript><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<div style=\"height:30px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Bene, in un quadro gi\u00e0 molto pi\u00f9 evoluto di quanto si pensi, si inserisce un ampio caleidoscopio di nuove applicazioni dell\u2019<strong>IA<\/strong>: nel campo sanitario, scolastico, legale e giudiziario<strong>.<br><\/strong>Nel campo sanitario, per esempio, gli algoritmi sono utilizzati per diagnosticare malattie con precisione e velocit\u00e0 superiori a quelle umane, migliorando cos\u00ec i risultati per i pazienti e ottimizzando i carichi di lavoro dei professionisti del settore. Nell&#8217;istruzione, sistemi personalizzati possono adattarsi alle esigenze di apprendimento individuali, rendendo l&#8217;educazione pi\u00f9 accessibile e efficace per studenti di ogni et\u00e0. Formez PA, nel <a href=\"https:\/\/www.formez.it\/notizie\/piccoli-comuni-progetto-fast-rafforzamento-della-capacita-amministrativa\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">progetto FAST<\/a> per i piccoli comuni, sta sperimentando usi avanzati dell\u2019<strong>IA<\/strong> per facilitare e velocizzare atti amministrativi, con grande interesse da parte degli impiegati degli enti locali. Il panorama \u00e8 vario e in movimento, come racconta Francesco Giorgino in una <a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/share\/v\/AXZqnTCJWjqE8pEL\/?mibextid=WC7FNe\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">puntata della sua trasmissione \u201cXXI Secolo\u201d<\/a> . Stesso discorso vale per il Metaverso, il luogo virtuale dove diverse amministrazioni stanno avviando esperienze di reale utilit\u00e0 pubblica (ne parla il presidente di PAsocial Francesco Di Costanzo in <a href=\"https:\/\/youtu.be\/IBmvSuY8Mao?si=_uIsyqYig-56Rq4E\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">\u201cPubblica\u201d, la docuserie sul digitale nella PA)<\/a>. Grandi opportunit\u00e0, insomma, prima ed oltre i pericoli di invasioni di campo delle macchine in attivit\u00e0 umane. Del resto, anche nell\u2019ambito legislativo vi sono lavori in corso: la riforma della legge 150\/2000 sulla comunicazione pubblica, <a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/sergio.talamo\/posts\/7254864964630391\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">la molto gettonata \u201clegge 151\u201d<\/a>, dar\u00e0 un volto digitale alle professionalit\u00e0 richieste dalla PA italiana.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Lo stesso vale per il mondo del lavoro. Come \u00e8 accaduto per le professioni del digitale, se \u00e8 vero che alcuni lavori manuali e ripetitivi tenderanno sempre pi\u00f9 ad essere sostituibili, si aprono spazi enormi per competenze fino a ieri impensabili, relative alla gestione, lo sviluppo e la supervisione delle tecnologie digitali.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il social media manager degli anni 10 e 20 del nuovo secolo \u00e8 gi\u00e0 oggi affiancato dall\u2019 <strong>IA-manager<\/strong>, una sorta di \u201cregista\u201d della tecnologia di <strong>IA<\/strong> generativa da gestire con un mindset umanistico. Questa nuova figura \u00e8 chiamata non solo e non tanto a padroneggiare la tecnica delle piattaforme di <strong>IA <\/strong>ma a indirizzarle verso azioni utili al ricevente, sia esso un cliente di un\u2019impresa privata o un cittadino-utente. L&#8217;innovazione digitale, infatti, pu\u00f2 rendere immensamente pi\u00f9 agevole e risolutivo l&#8217;accesso a servizi pi\u00f9 disponibili e personalizzati. Certo, l\u2019<strong>IA-manager <\/strong>dovr\u00e0 anche vigilare su usi inquietanti dei nuovi strumenti tecnologici, che nell\u2019ambito della tecnologia predittiva disegnano scenari distopici che Hollywood preconizz\u00f2 nel film \u201cMinority Report\u201d. Scrive il giornalista e massmediologo Michele Mezza:<br><br>\u201cLeggo nelle pagine sportive di Repubblica che da almeno 2 anni \u00e8 in funzione allo stadio Olimpico di Roma un sistema di riconoscimento facciale gestito da una societ\u00e0 italiana. Il sistema scannerizza le facce di chi entra e le collega al biglietto nominativo in modo di avere un controllo sia sulle identit\u00e0 ma soprattutto, tramite un software che decifra le caratteristiche del soggetto, anche una certa predisposizione alla trasgressione. Un terreno quanto mai scivoloso su cui avevo capito che le norme europee fossero molto esplicite nel vietarne l&#8217;uso se non per particolari motivazioni e sempre e solo direttamente dalle autorit\u00e0 di polizia. Inoltre, non \u00e8 dato sapere quei dati dove vadano e chi ne ha il controllo e l&#8217;uso. Sarebbe bene che il Garante della Privacy ci facesse sapere qualcosa se ha gi\u00e0 le risposte, e in caso contrario, ponga lui le domande\u201d.<br><br>La preoccupazione di Mezza \u00e8 legittima. Gli algoritmi predittivi, utilizzati per prevedere comportamenti o risultati futuri, possono basarsi su dati storici che perpetuano pregiudizi esistenti, portando a decisioni ingiuste e discriminazione, specialmente in settori sensibili come la giustizia penale, l&#8217;occupazione e il credito. Importante la chiave di lettura fornita dal presidente del Formez Giovanni Anastasi:<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u201cLa differenza fra l\u2019informatica tradizionale e l\u2019<strong>intelligenza artificiale<\/strong> \u00e8 che quest\u2019ultima crea dubbi. Ecco perch\u00e9 penso che la sfida non sia tecnologica ma sia riferita alla capacit\u00e0 di scelta. Il manager del futuro dovr\u00e0 essere capace soprattutto di decision making\u201d.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sperimentare. Applicare. Controllare. In questi tre verbi, non certo nuovi, c\u2019\u00e8 la via per governare un fenomeno nuovissimo, destinato a cambiare i connotati della nostra vita sociale e lavorativa. \u201cL\u2019inferno esiste solo per chi ne ha paura\u201d, cantava Fabrizio De Andr\u00e8. Nel 1876 l\u2019ingegnere capo delle Poste britanniche, sir William Preece, proclam\u00f2: \u201cGli americani hanno bisogno del telefono. Noi no. Abbiamo fattorini in abbondanza\u201d. Non fu un\u2019affermazione memorabile, se per i suoi effetti vagamente comici. Possiamo dire che di un ICT allarmistico e impaurito, inteso magari come acronimo de \u201cIl Catastrofismo Tecnologico\u201d, proprio non si sente il bisogno. Dall\u2019 <strong>IA<\/strong> bisogna rapidamente dirigersi verso l\u2019IE, l\u2019intelligenza etica.<br><br>Un argine a diffusione di fake news, conformismo e uso eccessivo della tecnologia predittiva. La distinzione fra ci\u00f2 che \u00e8 vero e ci\u00f2 che \u00e8 falso, o conforme all\u2019interesse del potere, o semplicemente presunto, resta peculiarit\u00e0 assoluta della persona umana. Non basta che Google e Microsoft insegnino a Gemini e Copilot a rifiutare di darci spiegazioni che giustifichino il razzismo, la violenza o il sessismo. Serve l\u2019impegno collettivo per rendere le splendide performance creative della macchina sempre e solo punto di partenza per l\u2019intervento critico della persona.<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:20px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right wp-block-paragraph\">Sergio Talamo <br><\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:30px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dall\u2019 IA bisogna rapidamente dirigersi verso l\u2019IE, l\u2019intelligenza etica. 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