In un contesto macroeconomico caratterizzato da tassi variabili e criteri di accesso al credito sempre più selettivi, il ruolo del consulente è in continua trasformazione: da semplice fornitore di liquidità a vero e proprio partner strategico.
Negli ultimi anni, il panorama dell’erogazione del credito è stato rivoluzionato dall’ingresso di numerose fintech e banche digitali che, insieme all’abbondanza di garanzie statali, hanno creato una distorsione del merito creditizio; molte aziende hanno accumulato debito non in virtù di piani industriali solidi ma attratte da un’erogazione veloce e accessibile. Questo fenomeno ha incrementato il rischio sistemico: oggi il mercato presenta molte imprese sovraindebitate che sopravvivono solo grazie a continui rifinanziamenti, senza produrre valore reale, mentre il sistema bancario fatica a gestire il peso dei crediti deteriorati.
Tutto ciò ha comportato inevitabilmente una stretta sulla concessione di prestiti da parte degli istituti di credito e un circolo vizioso di stallo di liquidità con una conseguente “fuga verso la qualità” delle banche, che preferiscono prestare a basso rischio, penalizzando le aziende più dinamiche ma innovative.
Nello scenario descritto il noleggio operativo non è solo un’alternativa, ma una scelta strategica per preservare la salute finanziaria delle PMI, in quanto rappresenta una via d’uscita rispetto al modello tradizionale di reperimento delle risorse:
- Tutela della liquidità. Il noleggio è un servizio per il quale non è previsto anticipo né riscatto finale (a differenza del leasing); Non va ad intaccare le linee di credito bancarie e non compare in Centrale Rischi, mantenendo intatta la capacità di indebitamento per investimenti strutturali.
- Sostenibilità economica. Contrasta con gli errori del passato di sovraindebitamento a medio lungo termine; si paga solo l’utilizzo del bene (pay-per-use) evitando inoltre il rischio di obsolescenza dei macchinari, delle attrezzature e degli arredi favorendo l’innovazione.
- Vantaggi fiscali. I canoni sono interamente deducibili consentendo un ammortamento molto più rapido rispetto alla proprietà del bene.
- Pianificazione. Permette un allineamento dei costi ai ricavi generati dal bene stesso.
- Flessibilità. È una formula estendibile a beni strumentali utilizzati in qualsiasi ambito commerciale e produttivo, dal retail al sanitario, dalla logistica alla ristorazione, dagli impianti industriali all’arredo, dall’efficienza energetica alla digitalizzazione.
Delineare un perimetro di applicazione del noleggio operativo alle imprese sarebbe un concetto limitante e anacronistico, poiché si è evoluto da semplice strumento di finanza “alternativa” all’acquisto a soluzione integrativa e strategica, grazie ai suoi vantaggi di flessibilità, ottimizzazione fiscale e gestione dell’obsolescenza tecnologica.
Accedere all’utilizzo di beni sempre aggiornati, infatti, non rappresenta solo un modello virtuoso di gestione aziendale ma altresì un supporto ad un modello di business di economia circolare, promuovendo un utilizzo più consapevole e ottimizzato delle risorse, riducendo al contempo gli sprechi ed i costi associati allo smaltimento.
Va da sé che l’approccio culturale diffuso delle PMI si è spostato dal concetto di possesso del bene strumentale a quello di utilizzo del medesimo; in tale cambio di paradigma il valore intrinseco del bene non risiede nel bene in sé bensì nella sua capacità di generare valore ed il capitale risparmiato non immobilizzato nel bene può essere investito in risorse umane o ricerca e sviluppo.
Un aspetto che vale la pena sottolineare da un punto di vista finanziario è l’impatto positivo che il noleggio operativo ha sugli indici di bilancio delle imprese, migliorando il ROA (Return on Assets) e l’EBITDA, poiché il canone è un costo operativo e non un ammortamento + onere finanziario; con tale strumento quindi si va a migliorare significativamente il rating creditizio, poiché i canoni di noleggio non vengono iscritti come debiti finanziari nelle centrali rischi e dunque l’azienda mantiene intatta la propria capacità di indebitamento per altre operazioni strategiche, pur continuando a innovare i propri processi produttivi.
Un’altra formula finanziaria altamente diffusa nell’ambito del noleggio operativo per il reperimento di liquidità è quella del Rent Back. Tale veicolo consente l’ottenimento di liquidità immediata tramite lo smobilizzo di un asset di proprietà, patrimonializzato in bilancio, tramite la vendita del medesimo alla società di noleggio per il suo valore residuo, che contestualmente provvede a rinoleggiarlo al cedente con un’opzione di riacquisto al termine del noleggio. Il bene strumentale, dunque, viene ceduto alla società di noleggio ma resta in uso al venditore che può pertanto continuare ad utilizzarlo e soprattutto dedurne i canoni di noleggio. Da un punto di vista giuridico e finanziario si tratta di una compravendita tra azienda cedente e società di noleggio acquirente e di un contratto di noleggio tra le stesse parti, di conseguenza esula dalle dinamiche bancarie tradizionali.
Pertanto, anche in questo caso non ci sarà alcun tipo di segnalazione in centrale rischi né verranno richieste garanzie accessorie e/o personali al netto di una polizza all risks per tutelare l’acquirente da eventuali danni al bene.
La crescita aziendale non può e non deve più essere ancorata agli schemi rigidi del passato ma deve abbracciare agilità, ottimizzazione dei costi e focus sul core business soprattutto per aziende in rapida ascesa che necessitano l’aggiornamento tecnologico senza immobilizzare capitali, beneficiando al contempo anche di vantaggi fiscali e riduzione dei rischi operativi.
“In un mercato che non premia più chi possiede ma chi sa utilizzare meglio le risorse, il noleggio operativo smette di essere uno strumento finanziario per diventare una scelta di posizionamento strategico.”










