Partiamo da una considerazione semplice ma inoppugnabile: nella vita ci vuole coraggio. Ma che c’entra questo con il mondo cripto? A ben vedere c’entra eccome! Quando una innovazione così dirompente come quella portata dalla blockchain con tutti i suoi tokens, i suoi exchanges, la sua finanza decentralizzata e gli ETF, si affaccia nella quotidianità di tutti noi il primo ostacolo per il suo vero dispiegarsi è la comprensione e conseguente adozione di massa. E la massa si sa, per sua natura, tende ad omologarsi ed appiattirsi sullo standard dettato dal divulgatore di turno o da influencers di varia e variopinta estrazione. Ad essi pigramente ci si affida per evitare lo sforzo di approfondire in proprio.
Questo approccio indotto, oramai, in molti ambiti della socialità moderna reca con sé almeno due aspetti di rilievo, uno positivo e uno negativo. Quello positivo riguarda la relativa velocità di propagazione dell’innovazione mentre quello negativo è legato al fatto che il vero impatto del progresso rimane imbrigliato e inebetito sotto i canoni basici della mass adoption. A quanti di noi è capitato di sentirsi ribattere, esternando un’idea o un approccio out of the box, “ma se fosse così semplice, qualcuno lo avrebbe già fatto!” oppure “ma se si è sempre fatto così fino ad ora, un motivo ci sarà!”. Verrebbe da replicare che l’innovazione, in ogni momento, può essere di prodotto e/o di processo, ma transeat.
Qui entra in gioco il coraggio del vero innovatore, cioè di quella categoria di impavidi opliti che non si fermano a pagina 2 di Google ma, spinti da granitiche motivazioni interiori, mirano al cambio di paradigma. Chi ha comprato il primo fax? Un temerario o un ottimista? E a chi inviava documenti in principio costui? Al di là delle battute, la considerazione che ci piace stimolare è che, spesso, una nuova tecnologia ha bisogno di tempo per apportare effettivi e diffusi cambiamenti ed è quasi sempre necessario lo sforzo (talvolta il sacrificio) di alcuni pionieri intraprendenti capaci di guardare oltre le nubi.
Nel mondo del FINTECH, la blockchain e gli smart contract stanno emergendo come potenti strumenti per rivoluzionare il settore del crowdfunding ma ancora l’utilizzo su larga scala non è iniziato, complice una normativa in certi casi avversa e frammentata. Negli USA la SEC ha dichiarato apertamente la propria ostilità nei confronti della brigata cripto mentre nell’UE la normativa Micar1 sembra voler porre le basi per un accoglimento degli assets tokenizzati nel mondo della finanza regolamentata, fornendo un quadro di riferimento giuridico per le cripto-attività e puntando a stimolare l’innovazione seppur tutelando gli investitori con un occhio severo al rischio riciclaggio e finanziamento del terrorismo.
Finora infatti le raccolte fondi basate su cripto valute si erano sviluppate in ambiente prettamente De.Fi. o comunque non regolamentato. Qualcuno ha fatto fortuna, molti hanno perso i loro risparmi senza possibilità di appello.
Dalle prime clamorose ICO (Initial Coin Offering) – citiamo per tutte quella della piattaforma decentralizzata EOS che lanciata nel 2018 riuscì a raccogliere oltre 4 miliardi di dollari in poco più di un anno da investitori di tutto il mondo – ai giorni nostri, lo strumento dei Tokens è divenuto familiare per molti milioni di persone in ogni angolo della terra, grazie alla relativa semplicità di compravendita.
Alcune stime (GWI2) indicano che già oggi oltre il 5% degli utenti mondiali internet (circa 5 miliardi di ominidi)3 detiene criptovalute e mentre molti analisti si affannano a prevedere stime di adoption stellari entro il decennio in corso, uno degli studi più completi4 fornisce una mappa piuttosto precisa delle aree del mondo a maggior vocazione, indicando il continente indiano al primo posto nel cripto adoption index, seguito da Nigeria e Vietnam. Gli USA sono sorprendentemente al 4° posto mentre l’Italia si classifica al n° 36.
Il problema è che la mass adoption di cui parlavamo prima ha portato milioni di piccoli investitori ad acquistare tokens di cui ignoravano il valore del sottostante (o che addirittura, e in non pochi casi, un sottostante vero non lo hanno mai avuto) in un’ottica prettamente e distruttivamente speculativa.
Questa insana policy ha condotto da un lato gli enti governativi di vigilanza sui mercati finanziari di tutto il mondo ad intervenire in modo pesante e restrittivo sulla materia e dall’altro ha distolto l’attenzione della crowd (la folla dei potenziali investitori retail) dalle reali potenzialità di uno strumento finanziario agile, programmabile e ubiquitario. Difatti uno smart contract è in grado di eseguire “azioni/adempimenti” automaticamente senza il necessario intervento dell’uomo, come pagare rendimenti o addirittura auto estinguersi al termine prestabilito (c.d. burning).
Questa combinazione unica di fattori offre un potenziale enorme per raggiungere un numero gigantesco di persone e coinvolgere gli investitori in modo più semplice ed efficace che mai. Gli smart contract, eseguiti sulla blockchain, sono protocolli informatici che facilitano, verificano o fanno rispettare la negoziazione o l’esecuzione di un contratto, senza la necessità di intermediari. Questi contratti intelligenti permettono transazioni automatiche e sicure, garantendo la trasparenza e la fiducia tra le parti coinvolte.
Si pensi a quale impatto questo può portare in ambito finanziario. Diventa possibile garantire la perfetta coincidenza tra il piano degli investimenti presentato dal promotore del progetto e quello effettivamente realizzato poiché i processi automatizzati e immutabili garantiti dalla blockchain limiterebbero le “tentazioni” del comportamento umano fraudolento. In ambito di iniziative benefiche, invece, diviene possibile tracciare il reale utilizzo dei fondi di ogni singolo donor, mettendo a proprio agio chi vuole partecipare efficacemente ad una buona azione. Gli utenti possono essere certi che le loro donazioni verranno utilizzate in modo appropriato e che riceveranno una chiara tracciabilità delle loro transazioni.
In combinata con l’intelligenza artificiale poi, l’uso di smart contract, può rendere possibile creare strutture di Venture Capital virtuali in cui sofisticati algoritmi, verificando il matching tra investment criteria selezionati e requisiti dei progetti in funding, possono essere in grado di determinare processi di auto investimento, negoziazione e liquidazione del capitale.
La tecnologia blockchain con gli smart contract offre questi ed altri vantaggi e permette una accessibilità globale e democratica ai mercati finanziari. Grazie alla natura decentralizzata della blockchain, chiunque con una connessione internet può partecipare al crowdfunding di un progetto di investimento o di beneficenza in qualsiasi parte del mondo, eliminando le barriere geografiche e consentendo a una vasta gamma di individui di investire in progetti che essi ritengono promettenti.
La blockchain rende il crowdfunding più sicuro e trasparente. Con la registrazione immutabile di tutte le transazioni DLT, è praticamente impossibile manipolare o alterare i dati, garantendo la massima sicurezza e integrità delle operazioni.
Queste caratteristiche aprono la strada alla c.d. asset tokenization, ovverosia alla rappresentazione digitale della proprietà e dei diritti di sfruttamento di attivi di qualsiasi genere. Immobili, opere d’arte, parchi eolici, cavalli da corsa o auto da collezione, non ci sono praticamente limiti a quel che si può collegare ad uno smart contract ed essere trasformato in un prodotto finanziario (questa volta sì) garantito da un sottostante reale e commercializzabile in un click da mobile in ogni angolo della terra e, inutile dirlo, a costi di intermediazioni vicini allo zero Kelvin.
La tokenizzazione degli immobili, ad esempio, è già realtà in molti mercati regolamentati e consente l’accesso all’investimento in real estate, anche a chi non dispone o non vuole allocare grandi quantità di denaro, favorendo con ciò il fiorire di nuovi modelli di business e di rivalorizzazione di un comparto da sempre trainante per l’economia in ogni Paese.
Voglio lasciare chi fin qui non ha ancora swippato con una suggestione su quello che potrebbe essere un reale cambio di paradigma relativamente all’efficientamento della spesa pubblica e alla contribuzione che ad essa danno i cittadini.
Le tecnicalities fin qui discusse consentirebbero con relativa semplicità il coordinamento ed il funzionamento delle comunità locali per l’autodeterminazione delle opere di utilità sociale a più immediato impatto da realizzare sul territorio. Immaginiamo, ad esempio, una piccola città che percependo l’inefficienza della spesa pubblica con riguardo ai propri bisogni, decida di sostituirsi ad essa con l’iniziativa privata. I principali ostacoli in termini di organizzazione, voto ed esecuzione possono essere brillantemente affrontati con successo grazie al connubio tra le logiche del crowdfunding e le funzionalità degli smart contract che consentono di eseguire in automatico le decisioni autorizzate dalla collettività.
Mediante l’utilizzo di tokens di governance, cioè smart contract che consentono votazioni trasparenti e non manipolabili, è in pratica già possibile coinvolgere una intera comunità cittadina per proporre, votare e autofinanziare opere scelte da chi vive sul territorio e valuta in modo più diretto le reali necessità di tutti.
La portata rivoluzionaria per un “azionariato attivo” potrebbe essere dirompente e cambiare le logiche e le motivazioni sottostanti alle decisioni di investimento dei singoli individui.
Dunque non più solo una direzionalità delle scelte di spesa collettiva one to many, (rectius few to many), ovvero dal decisore eletto vs i cittadini, ma anche e sempre più una logica many to many, ovvero dai cittadini per i cittadini, con tutte le possibili buone implicazioni – che lascio al lettore immaginare – in termini di efficienza, utilità e referenzialità degli investimenti.
Sostanzialmente una rivisitazione della principal agent theory di Jensen e Meckling. Sembra utopia ma è solo questione di tempo, è solo questione di coraggio.
Fonti
eur-lex.europa.eu
blog.gwi.com
datareportal.com
chainalysis.com










