Nata negli anni novanta, applicata nei primi anni 2000 e divenuta popolare grazie alle criptovalute, la Blockchain può rappresentare un passo importante per la digitalizzazione del settore pubblico.
La Blockchain consente di rispondere alle esigenze dei cittadini che chiedono alle Pubbliche Amministrazioni maggiore trasparenza dei processi interni e l’erogazione di servizi sempre più sicuri. La Blockchain si profila come un adeguato strumento in grado di contribuire allo sviluppo dell’E-Government. Argomento che ho già affrontato analizzando le tecnologie digitali in grado di fornire un valido supporto alla comunicazione pubblica digitale come strumento di trasparenza e accountability per le PA.

L’elemento che convince molti Stati a scommettere su questa tecnologia è la possibilità di raccogliere, verificare e condividere dati di vario genere in modo sicuro e trasparente, al fine, in particolare, di attuare il principio del “Once Only” (Una Tantum), il cui obiettivo è ridurre barriere e costi amministrativi, consentendo la condivisione a livello transfrontaliero di informazioni tra le pubbliche amministrazioni dei Paesi dell’UE. Il sistema mette in pratica il principio secondo il quale i cittadini e le imprese forniscono soltanto una volta i propri dati alle autorità pubbliche e queste ultime possono dialogare, scambiandosi, su richiesta dell’utente, dati e documenti ufficiali. Con la realizzazione del sistema tecnico “una tantum” si contribuisce a rendere il mercato unico più efficiente attraverso la creazione di uno spazio dati europeo comune, come si legge dalla pagina dedicata del Dipartimento per gli Affari Europei.
Dal momento che la Blockchain consente di tracciare le singole operazioni, è evidente il potenziale in termini di trasparenza e sicurezza che offre la tecnologia. D’altronde ogni modifica deve essere approvata dalla maggioranza dei nodi del network che hanno traccia di qualsiasi scambio o movimento effettuato. Le operazioni, poi, non possono essere cancellate, e ciò rende più semplice e sicura anche la funzione di revisione delle operazioni per la potenziale riduzione di frodi, un concetto molto importante per le applicazioni della blockchain ad esempio nel campo della tassazione.
Semplificazione, Trasparenza e Sicurezza sono solo alcuni dei vantaggi cui la PA può godere adottando la tecnologia Blockchain. Infatti, un buon sistema di E-Government porta ad una riduzione dei costi economici e di spreco di tempo. Con la condivisione di dati, operabile attraverso la Blockchain, sia nei rapporti tra le Pubbliche Amministrazioni che fra il pubblico e i privati, è possibile avere una riduzione della complessità burocratica e del potere di discrezione dei pubblici dipendenti. E da ultimo ma non ultimo in ordine d’importanza, altro vantaggio è la facilità di accesso ai sistemi di E-Government che contribuisce a ridurre la distanza, molto spesso sofferta, tra i cittadini e le istituzioni.

Numerosi sono i settori pubblici candidati a beneficiare di questa tecnologia: contratti pubblici, processi autorizzativi, fascicolo sanitario digitale, identità digitale, tracciamento delle filiere produttive e agroalimentari, transazioni immobiliari, processi di voto, certificazione dei diplomi di laurea, erogazioni di finanziamenti pubblici. Il possibile binomio blockchain/e-voting (partecipazione pubblica) offre una grande opportunità in termini democratici ma anche per la soddisfazione di una società in continuo movimento. La tecnologia applicata al voto consente agli elettori di esprimere la propria preferenza in modo davvero comodo e sicuro. Permette agli organizzatori dell’elezioni di pianificare al meglio e nel modo più efficiente l’espressione del voto. E poi ha un basso consumo di risorse: l’e-votino così concepito produce il 98% delle emissioni ci CO2 in meno rispetto ad esempio al voto per corrispondenza.

La Blockchain è il partner digitale perfetto per realizzare i principi di trasparenza, certezza giuridica e affidabilità dell’azione amministrativa, per uno Stato di diritto all’avanguardia e per una PA in grado di abbattere costi, ridurre il rischio di frodi e corruzione, garantire l’integrità e la qualità dei dati riducendo la manipolazione.
Dott.ssa Francesca Ibelli
Comunicatrice Pubblica
Esperta in Comunicazione e Informazione Digitale










