Il ruolo della tecnologia nella partecipazione politica

Il Contesto della Democrazia Digitale
Negli ultimi anni, l’avvento dei social media e delle piattaforme di comunicazione online ha cambiato radicalmente il modo in cui le persone assumono impegni etici e politici, consentendo la creazione di movimenti sociali, mobilitazioni di massa e una rapida diffusione delle informazioni. Tuttavia, questo cambiamento non è stato privo di critiche, con preoccupazioni riguardanti la manipolazione dell’opinione pubblica, la disinformazione ed il controllo delle grandi piattaforme tecnologiche.
In questo contesto di cambiamento, si sono presentate opportunità per lo sviluppo di sistemi di voto via Internet (e-voting) per le elezioni, sfruttando le risorse digitali.
Questi sistemi consentono agli utenti di votare utilizzando computer, smartphone e tablet, garantendo l’anonimato nel rispetto dei diritti dei cittadini.
Uno dei vantaggi principali dei sistemi di e-voting è la possibilità di ottenere un’elezione completamente verificabile, consentendo ai votanti di controllare se il proprio voto è stato correttamente conteggiato.
Alcune nazioni già oggi utilizzano sistemi elettronici per votare nei seggi, ma queste non sono sempre trasparenti nella loro operatività. Un esempio arriva dalla Germania dove, dopo l’analisi condotta dal Chaos Computer Club (CCC), emerse che molte di queste macchine erano considerate inaffidabili e prive di sicurezza e verificabilità sufficienti finendo per essere proibite per le elezioni parlamentari. Questo ha messo in luce le problematiche legate al processo di voto e ha evidenziato la necessità di bilanciare l’accessibilità e l’innovazione con la sicurezza e l’integrità del processo elettorale.
Una Soluzione Significativa
In risposta a queste sfide, è emersa una nuova visione del Web, conosciuta come Web 3.0 o “Read-Write-Own Web”, che introduce una realtà in cui gli utenti sono partecipanti attivi e proprietari dei loro dati promettendo di ridurre il controllo dei grandi intermediari restituendo il potere agli utenti tramite l’uso della tecnologia blockchain: un registro digitale distribuito e immutabile che registra transazioni in modo sicuro e trasparente attraverso una rete decentralizzata.
In questo articolo esploreremo il potenziale della blockchain nell’arricchire la democrazia digitale, fornendo nuovi strumenti e opportunità per la partecipazione politica tramite i suoi principi di trasparenza, inalterabilità e resistenza alla censura.
Benefici e Sfide
Tutti conosciamo i problemi delle votazioni tradizionali, ovvero che il sistema di ballottaggio possa essere manipolato o che lo spoglio dei voti, ancora troppo macchinoso, richieda un’eccessiva manodopera e non sempre possa venir considerato affidabile, senza tener conto dell’esorbitante costo delle elezioni (un esempio può essere quello del 2013, dove il costo complessivo sostenuto dal Ministero dell’ Interno si aggirava intorno ai 315 milioni di euro).
L’utilizzo di un sistema di e-voting basato su registro distribuito potrebbe risolvere gran parte di queste problematiche, a partire dal fattore legato alla sicurezza. Il sistema di votazione corrente garantisce l’anonimato ai votanti, ma la trasparenza nel processo di spoglio è opaca richiedendo un alto grado di fiducia nella commissione elettorale.
Le persone devono quindi fidarsi dei risultati affidati alle commissioni elettorali. I principali vantaggi di un sistema di e-voting basato su blockchain includerebbe:
- Trasparenza dei Voti:
permetterebbe di tracciare i voti, quindi garantendone la totale trasparenza, ma proteggendo la privacy grazie al fatto che le transazioni sulla rete rimarrebbero anonime. Sarebbe impossibile per un utente votare più di una volta perché sul registro di transazioni eseguite si ha un record permanente del voto collegato all’ID. Il tutto sarebbe completamente trasparente e consultabile in qualsiasi momento da chiunque.
- Efficienza:
renderebbe i risultati delle elezioni immediatamente disponibili, rendendo il processo di votazione largamente più veloce ed efficiente del vecchio sistema tradizionale, l’errore umano sarebbe eliminato dallo spoglio dei voti e si otterrebbe il risultato dell’elezione già pochi istanti dopo la chiusura delle urne.
- Trasparenza Finanziaria:
perché registrerebbe in modo trasparente e immutabile le donazioni politiche e le spese di campagna elettorale, consentendo ai cittadini di monitorare l’influenza del denaro sulla politica e di identificare potenziali conflitti di interesse.
- Identità Digitale:
fungerebbe da registro sicuro per le identità digitali, consentendo ai cittadini di controllare in modo autonomo le proprie informazioni personali e di condividerle in modo sicuro e selettivo con le autorità e le organizzazioni.
La blockchain è una tecnologia che promette di rendere i processi più democratici e trasparenti, ma ci sono alcune sfide specifiche da affrontare:
- Equità nel conteggio dei voti:
idealmente, durante un’elezione, nessuno dovrebbe sapere i risultati parziali finché il voto non è finito, per evitare di influenzare chi deve ancora votare. Purtroppo, la blockchain non garantisce questa equità. Ciò significa che potrebbe esserci il rischio che le informazioni sui voti già espressi trapelino prima della fine del voto, influenzando potenzialmente i votanti indecisi o rimanenti.
- Libertà da pressioni esterne (coercizione):
questo è un problema che riguarda tutti i tipi di votazione, sia elettronici che tradizionali, e sia che siano gestiti in maniera centralizzata o decentralizzata. Utilizzando la blockchain, ogni votante riceve una conferma digitale del suo voto. Questa aiuta a verificare che il voto sia stato registrato correttamente, assicurando così che il sistema sia trasparente e verificabile. Tuttavia, esiste il rischio che questa conferma possa essere usata per vendere il proprio voto o per dimostrare a terzi come/cosa si è votato, rendendo possibile la coercizione. In teoria, la blockchain offre un certo livello di anonimato grazie all’uso di tecniche crittografiche avanzate che separano l’identità fisica dell’elettore dal suo voto. Ma, se qualcuno fosse costretto, potrebbe rivelare la propria chiave privata, permettendo così il controllo o la manipolazione del suo voto.
Nonostante ciò, la decentralizzazione della blockchain garantisce maggiore democraticità dei sistemi tradizionali, e in un contesto come una votazione, potrebbe essere la chiave di volta per risolvere i numerosi conflitti che avvengono con l’interferenza di governi, come tristemente succede in alcuni paesi durante le elezioni…
C’è un Però!
Per realizzare pienamente il potenziale della blockchain è necessaria un’ampia adozione da parte dei governi, delle istituzioni e dei cittadini in quanto il suo ampio potenziale è ostacolato dalla mancanza di consapevolezza, della complessità tecnica e dalle resistenze al cambiamento, per questo motivo molti blockchain solution providers come Affidaty investono e si impegnano costantemente nell’educazione all’utilizzo e alla comprensione di questa tecnologia.
Use cases passati e sguardo alle DAOs
- Il Partito democratico thailandese pare sia diventato il primo partito politico al mondo ad utilizzare la tecnologia blockchain per eleggere i suoi leader alle elezioni primarie, che si sono tenute dall’1 al 9 novembre 2018, con oltre 120.000 votanti. Gli elettori sono stati in grado di votare tramite un’app mobile basata su registro distribuito che chiedeva agli elettori di inviare il loro documento di identità. I documenti di identificazione utilizzati per verificare i membri del partito e le schede elettorali sono stati crittografati e archiviati su InterPlanetary File System (IPFS), un file system decentralizzato e distribuito per archiviare grandi volumi di dati utilizzando il proprio protocollo peer-to-peer in cui i nodi memorizzano una raccolta di file hash in una rete.
- Sempre nel mese di novembre, in West Virginia è stata utilizzata la tecnologia blockchain per gestire le elezioni generali federali per militari e per altri cittadini americani che vivono all’estero. Lo stato ha utilizzato l’app mobile sviluppata dalla startup Voatz e per verificare le identità degli elettori utilizzando la tecnologia di riconoscimento facciale confrontandola con ID e fotografie che possono essere caricate durante il processo di registrazione dell’elettore.
Questi sono solo alcuni delle recenti soluzioni di Governance Decentralizzata (DAO) nell’ambito della democrazia digitale, queste utilizzano smart contract per automatizzare la gestione e la presa di decisioni all’interno di un’organizzazione decentralizzata, senza quindi bisogno di intermediari. Questo modello di presa decisionale può essere applicato alla governance locale, nazionale o comunitaria, permettendo ai cittadini di partecipare in maniera trasparente alla presa di decisioni politiche e alla distribuzione delle risorse. Esistono infatti numerose applicazioni decentralizzate (dApp) che dimostrano il potenziale della blockchain nella presa di decisioni, una fra molte DAOs è la piattaforma Democracy Earth che utilizza la tecnologia a registro distribuito per consentire la votazione online su questioni di interesse pubblico.
Conclusione
Abbiamo visto come la blockchain potrebbe essere un buon approccio per garantire un voto elettronico sicuro e come siano stati riportati buoni risultati tramite il suo utilizzo, ma anche come vengano riscontrati gli stessi problemi che si hanno nei migliori sistemi di voto elettronici centralizzati. Il maggior problema, come già citato, risiede nel fatto che essendo una tecnologia trasparente e pubblica, un utente potrebbe confidare il proprio indirizzo privato e, essendo un sistema non libero da coercizione, risulterebbe anch’esso vulnerabile alla compravendita di voti e all’estorsione.
Una soluzione parziale potrebbe essere quella di dare la possibilità di votare più volte. Ciò non eliminerebbe il problema alla base, ma renderebbe la compravendita dei voti sicuramente più complicata. L’idea sarebbe quella di prendere in considerazione solamente l’ultimo voto in linea temporale in modo da poter dare la possibilità ad un utente di cambiare voto fino all’ultimo istante, rendendo la coercizione più macchinosa e insicura.
Nonostante le incertezze, l’intersezione tra Web 3.0 e la democrazia rimane un campo di sperimentazione e innovazione molto promettente, con il potenziale di riconfigurare profondamente l’impegno civico e la partecipazione politica nel XXI secolo, garantendo l’integrità del processo elettorale e la fiducia dei cittadini nel sistema democratico di un’epoca in cui l’affidabilità verso le istituzioni è in netta diminuzione.
Valerio Filippi










