
Premessa
Bitcoin è stato il primo digital asset a comparire sul mercato, è stato divulgato in modo anonimo e non è riconducibile a nessuna persona o società. Si fanno molte ipotesi su chi sia, o chi siano, i suoi inventori ma ad oggi non esiste certezza, è di fatto un “dono” all’umanità.
Questa che può essere vista come una caratteristica secondaria in realtà fa parte della sua unicità e ne sta determinando il futuro, rendendolo incorruttibile e non ricattabile.
Questo articolo prende spunto e riprende un recente documento emesso da Fidelity Asset Manager Found (un grosso asset manager americano che gestisce 4.5 trilioni di dollari) che si espone recentemente al mondo dimostrandosi Bitcoin massimalista con il documento “Why investors need to consider Bitcoin separately from other digital assets”.
Sommario
Chi si avvicina a questo mondo che chiameremo impropriamente “Crypto” si trova di fronte a migliaia di asset digitali, e per chi non è del settore restare spiazzati di fronte ad un tale offerta variegata è più che lecito.
- Descriveremo brevemente cos’è Bitcoin e le sue caratteristiche univoche.
- Affronteremo un analisi sulle critiche verso Bitcoin, che sono, quasi sempre le stesse e rientrano in una lista che andremo ad analizzare punto per punto.
- Analizzeremo gli altri crypto asset che divideremo due ulteriori sottocategorie, ovvero i crypto asset che svolgono una funzione legata all’implementazione di smart contract orientati a implementare servizi e un altra parte che svolgono funzioni esclusivamente speculative facendo leva esclusivamente sull’interesse del momento e sulla moda in corso.
- Vedremo perché Bitcoin è l’asset più riconosciuto, ma non è necessariamente l’asset che darà una maggior redditività per tutti i profili di investitore, ognuno di questi asset digitali ha dei potenziali rischi e delle potenzialità di redditività differenti.
- Analizzeremo le due facce di Bitcoin , una dal punto di vista speculativo e una dal punto di vista di asset incensurabile, sicuro, impignorabile e riserva di valore. Sull’ultimo punto la discussione si farà più intensa e necessiterà di molta analisi per essere compresa a fondo.
- Vedremo dunque in quali sono le caratteristiche che rendono Bitcoin unico e successivamente lo confronteremo con altri asset digitali e cercheremo di capire l’utilità e lo scopo di queste varie classi distinte e il motivo che hanno di esistere o coesistere.
- Alla fine di questa carrellata capiremo perché Bitcoin non può essere assimilato agli altri crypto asset e va considerato separatamente.
Che cos’è Bitcoin?
Questo paragrafo risulta fondamentale per poter poi proseguire con il ragionamento.
Dobbiamo innanzitutto fare un distinguo tra il token Bitcoin e il protocollo Bitcoin, questi sono due concetti estremamente importanti da tenere separati.
Il protocollo Bitcoin è l’insieme di regole che permette il funzionamento di tutto il sistema mentre il token lo possiamo considerare il “prodotto finale” di questo ecosistema molto complesso ed articolato che coinvolge molte scienze e settori, dalla matematica all’economia, dalla crittografia alla teoria dei giochi, dalla sociologia alla finanza.
Il network Bitcoin è decentralizzato e distribuito, pertanto non è governato da nessuna persona o entità (società o fondazione) e chiunque tenti di cambiare le regole senza il consenso della maggioranza verrà escluso dal network.
Il codice è open source e tutti possono proporre delle modifiche, ma queste stesse modifiche devono essere accettate dalla maggioranza del network per essere implementate, la teoria dei giochi sottostante il protocollo rende anti – economico agire in modo malevolo ed implementare modifiche dannose al sistema che, in ogni caso non sarebbero accettate dalla maggioranza del network.
Anche nella malaugurata e improbabile ipotesi che questo succedesse si creerebbero due catene diverse e ovviamente gli utenti resterebbero su quella opposta a dove è avvenuto il tentativo di corruzione.
Una caratteristica molto importante di Bitcoin è che non è solamente scarso come l’oro ma è finito, ovvero il numero massimo di Bitcoin che potranno mai esistere è 21M e non ci sarà mai la possibilità di aumentare questo numero senza il consenso della maggioranza del network.
Le critiche su Bitcoin

Veniamo ora alle numerose critiche, più o meno lecite, che nel corso degli anni hanno caratterizzato la posizione di chi ha contestato il protocollo.
La prima, che definirei dettata da pura ignoranza, è l’accusa di essere uno Schema Ponzi.
Questa accusa è totalmente priva di qualsivoglia fondamento, in quanto uno Schema Ponzi è un tipo di schema fraudolento in cui un individuo o un gruppo di persone promette investimenti in attività imprenditoriali immaginarie, con l’obiettivo di generare rendite passive per coloro che partecipano al programma. Tuttavia, invece di effettuare effettivamente gli investimenti promessi, coloro che gestiscono il Ponzi Schema raccolgono denaro dai partecipanti e, anziché reinvestirlo o generare rendite, fuggono con i fondi accumulati. Questo tipo di schema è caratterizzato da un ciclo continuo di reclutamento di nuovi investitori per pagare i ritorni promessi ai partecipanti precedenti, creando una catena insostenibile che inevitabilmente collassa quando mancano nuovi investitori per finanziare i pagamenti promessi.
La criticità di questa rendita passiva è legata al fatto di essere supportata solamente dalla raccolta di denaro precedente e alla distribuzione diluita dei ratei, in modo tale da permettere l’esistenza e la stabilità dello schema per un periodo di tempo limitato necessario a coinvolgere il maggior numero di persone possibili tramite una struttura a livelli che incoraggia e incentiva i partecipanti a coinvolgere più persone possibile.
Tutto questo non ha nulla a che fare con Bitcoin in quanto non esiste da parte di nessuno alcun tipo di promessa di guadagno, il valore del token è rappresentato esclusivamente da leggi di mercato. L’utilizzo all’interno del dark webinvece è un dato di fatto incontrovertibile, ma dall’altra parte è un attività pericolosa per chi la implementa in quanto esistono crypto che, ad oggi, confondono molto meglio le tracce di Bitcoin e ha poco senso, a mio avviso, accusare uno strumento per le modalità illegali con le quali lo si potrebbero utilizzare.
Ad oggi la percentuale di Bitcoin utilizzata per traffici illegali è infinitamente minore a quella legata al $ e sempre più in diminuzione, ma non verrebbe in mente a nessuno di accusare il $ di essere uno strumento pericoloso in quanto utilizzato per finanziare il traffico di droga.

Negli ultimi anni abbiamo assistito alla Bancarotta di vari Exchange, il più eclatante FTX, questo è un fenomeno da un lato molto positivo per Bitcoin, nel senso che dimostra che l’innovazione di un progetto che si basa sulla decentralizzazione non può riconvergere alla centralizzazione, se non al rischio di default della controparte. Pertanto il consiglio è sempre quello di valutare attentamente i rischi prima di detenere questa tipologia di asset o di delegarli nelle mani di una controparte “not your keys not your coins”, una delle massime dei detentori Bitcoin.
Energie Rinnovabili
Che Bitcoin sia una tecnologia energivora è un dato di fatto e questo è un argomento molto utilizzato da tanti detrattori. Quante volte abbiamo sentito ripetere frasi come “ha il consumo energetico della Nazione a caso”, “contribuisce al riscaldamento globale” oppure “VISA consuma meno ed è più efficiente”?
Abbiamo recentemente avuto le evidenze che ll mining sia una risorsa assolutamente fondamentale per abbattere l’emissione di inquinanti ed efficientare la griglia di distribuzione della corrente elettrica.
- Lettera del Congresso USA all’PA sul rapporto mining-ambiente: https://bit.ly/37hu8Ue
- Lettera di risposta del Bitcoin Mining Council: https://bit.ly/3segyIz
- Nic Carter, i miners sono gli utilizzatori di energia perfetti: https://bit.ly/3P3WJ0y
Link tratti dal blog Bitcoin Italia poadcast
Ora veniamo alle critiche che reputo più sensate e sulle quali il dibattito è più acceso ovvero:
La volatilità
Con drawback fino all’80% è una caratteristica molto negativa di Bitcoin che a mio modo di vedere è legata alla sua relativa immaturità e col tempo andrà a ridursi drasticamente.
Ban da parte di molte nazioni, questo è un non problema in quanto fa parte delle reazioni tipiche di chi non ha capito il funzionamento di un qualcosa e per “non sbagliare” tenta di vietarlo, ma come abbiamo visto in passato ha poco senso provare questa strada che è fallimentare già alla nascita.
La scalabilità
Il Layer 1 di Bitcoin non è progettato per gestire miliardi di transazioni, e questo fattore permette ai detrattori del protocollo di sollevare una critica molto interessante.
La critica più che lecita è rappresentata dal fatto che, qualora l’utilizzo di Bitcoin diventasse tale da coinvolgere miliardi di persone, la rete si rallenterebbe al punto da essere inutilizzabile. Fortunatamente questo problema è già stato in parte risolto con l’utilizzo di layer secondari come i Lightining Network, che permettono una scalabilità estrema anche se con ancora dei limiti legati al trade off tra complessità d’uso e adozione, ma che lentamente stanno migliorando.
Ci si aspetta negli anni a venire un maggiore uso di layer secondari che permetteranno, a discapito della sicurezza, di scalare in modo tale da superare enormemente la capacità di transazione delle carte di credito. Molte persone, per importi relativamente bassi, sono disposte a cedere parte della sicurezza del layer principale in favore di maggior velocità. L’acquisto di un caffè deve avere costi di transazione nulli e velocità elevata, mentre l’acquisto di un immobile può accettare tempi di trasferimento nell’ordine di dieci minuti ma deve garantire sicurezza elevata.
Il potere delle mining pool

Questo tema è molto importante e rappresenta indiscutibilmente il punto di centralizzazione del network Bitcoin.
I miners che fanno capo a società registrate per lo più negli USA, si riuniscono nelle cosiddette mining pool ovvero “associazioni” di miner che collaborativamente minano Bitcoin dividendosi i ricavi.

https://www.blockchain.com/explorer/charts/pools
Chiaramente, essendo delle società, sono ricattabili dal governo e ne subiscono fortemente l’influenza tra cui subire censure di vario tipo.
Anche per questa ipotetica problematica è stata pensata una soluzione, che di fatto rende ogni tentativo di influenzare le pool di mining irrilevanti.
Rimando ad un ottimo articolo di Federico Rivi qualora qualcuno volesse approfondire: https://bitcoinmagazine.com/business/stratum-v2-will-save-bitcoin-mining
Uno sguardo ad altri crypto asset

Ogni minuto viene lanciato un nuovo token e mediamente ogni mese un nuova blockchain che promette di risolvere qualsiasi problema, ovviamente in questa mole immensa di informazioni e progetti sembra estremamente complicato districarsi.
Parliamo di progetti iper speculativi, i quali vivono e si evolvono in tempi più o meno lunghi e coinvolgono token legati a narrative create negli anni, legate a personaggi o oggetti di tendenza. Questa tipologia estremamente speculativa utilizza solamente l’hipe (creazione deliberata di aspettative e interesse intorno ad un qualcosa) che il momento riesce a creare attorno all’ecosistema. Di fatto non ha nulla di tecnologico ma solo un piano di marketing più o meno articolato.
Questa tipologia ha altissimi rischi ma dall’altra parte può portare enormi vantaggi, va notato che il fattore fortuna e timing di entrata è molto importante se non fondamentale.
Dall’altra parte abbiamo dei progetti sponsorizzati da grandi aziende che hanno voluto prendere la palla al balzo e cedere su alcuni aspetti legati alla decentralizzazione e sicurezza per produrre delle applicazioni da calare nel mondo imprenditoriale.
Il concetto di avere un contratto intelligente che, al verificarsi di determinate condizioni, abiliti un azione telematica è un tema molto interessante e sicuramente creerà molta innovazione, la tematica è però legata alla fiducia che si potrà concedere a soluzioni di questo tipo e quanto questi dati possano essere manipolati dai creatori del progetto.
Se sviluppo un applicazione decentralizzata che mi analizza l’orario di atterraggio degli aerei, e per ogni minuto di ritardo mi rimborsa i passeggeri dotati di assicurazione, devo essere sicuro che l’oracolo (il cui scopo è quello di verificare gli orari), sia attendibile e non manipolabile e questo non è affatto scontato su nessuna blockchain che non sia Bitcoin.
Come abbiamo visto, Bitcoin ad oggi non è utilizzato in modo estensivo per implementare sui livelli secondari contratti di questo tipo.
A questo punto ci si deve domandare quanto sia sensato utilizzare una blockchain e non un software per gestire questo tipo di attività.
Questi progetti arrivano a livelli di complessità importanti, ma all’origine mancano le basi per rendere la blockchain trusted.
Spesso si vedono dei progetti mirabolanti, con delle implementazioni degne di nota ma sviluppate sopra delle delle fondamenta non solide e tutto perde senso.
“Si ho capito ma io voglio trarre il massimo profitto dal mondo crypto”

Questa è una domanda molto ricorrente, che viene pragmaticamente posta, soprattutto da persone che non sono particolarmente interessate alla tecnologia, ma vogliono trarne lecitamente il massimo profitto.
I questi casi abbiamo varie strade, ovvero il gambling puro dove si “punta a caso” su un nuovo progetto, oppure lo si analizza approfonditamente a livello di marketing, di narrativa e si valuta il curriculum di chi lo sponsorizza e con quanta potenza economica, ed infine si decide se entrare nella fase iniziale di seed o preseed rimanendo coscienti dell’altissimo rischio a cui si sta andando incontro.
Oppure, si analizzano progetti che sviluppano un prodotto e che potenzialmente potrebbero coinvolgere il grande pubblico, anche se coscienti del fatto che ci sono dei corposi rischi, si può trovare il progetto che resiste negli anni.
Diversamente dopo aver appreso la tecnologia a fondo, si può decidere di focalizzarsi solo su un asset che ha delle caratteristiche uniche e non replicabili e all’interno di quel mondo cercare di carpire quale delle enormi evoluzioni potrebbero portare vantaggi competitivi importanti.
Conclusioni

Nel mondo delle blockchain si parla spesso del famoso trilemma ovvero il fatto che la qualità di una blockchain la si può valutare da quanto siano bilanciate queste tre caratteristiche ovvero (Sicurezza, Decentralizzazione e Scalabilità). La coperta, come si sul dire, è corta e se di spinge su uno di questi elementi, inevitabilmente si toglie agli altri due, la miglior blockchain sarà dunque quella che rispetta maggiormente e in modo equivalente questi tre elementi.
Riassumendo, siamo in una situazione in cui le varie blockchain sono senza dubbio un’importante creazione tecnologica. La capacità di prendere un database di informazioni, altrimenti centralizzato e rimuovere una terza parte di fiducia è stata un’innovazione radicale.
Tuttavia, una blockchain centralizzata è relativamente indistinguibile da un database che esiste da decenni e riduce o annulla le importanti qualità offerte da una blockchain decentralizzata, tra cui l’immutabilità, la resistenza al sequestro, la resistenza alla censura e la progettazione senza fiducia.
Per questo con buone probabilità a tendere rimarrà solo un layer principale sicuro e costoso a cui si collegheranno innumerevoli layer 2 per fare il setlement delle transazioni.
La domanda importante è “quale potrà mai essere il layer principale?”
Un layer detenuto da qualche società suscettibile alla manipolazione? Oppure il layer di Bitcoin totalmente fuori dal controllo di qualsiasi ente ricattabile?
Lascio al lettore trarre le proprie conclusioni invitandolo ad approfondire e a studiare il progetto Bitcoin in tutto il suo ecosistema in modo da farsi una propria personale opinione.
Nicola Maganetti










