Il confronto con l’Intelligenza Artificiale
Facciamo ora un passo indietro. Se la blockchain ha dimostrato di avere numerosi vantaggi e potenzialità, perché non si sta diffondendo più rapidamente e non è ancora stata adottata su vasta scala? Per rispondere a questa domanda, può essere interessante fare un confronto con un’altra rivoluzionaria tecnologia emergente e che può certamente giocare un ruolo importante nell’evoluzione del Web3: l’intelligenza artificiale (AI). L’AI ha già raggiunto una notevole diffusione grazie alla sua semplicità d’uso e alla sua integrazione in strumenti e servizi utilizzati quotidianamente. Per quanto la tecnologia sia di per sé complessa, gli utenti non devono impegnarsi in percorsi complicati o utilizzare strumenti come i crypto wallets per beneficiare delle sue potenzialità, ma possono usufruire dei suoi benefici in modo semplice e lineare. Alcuni esempi popolari che racchiudono grandi benefici per l’utente sono gli assistenti virtuali come Siri e Alexa, chatbot comeChatGPT e algoritmi di raccomandazionecome quelli utilizzati da Netflix e Amazon.
In aggiunta, è frequente osservare aziende che, al fine di dimostrare di essere all’avanguardia nell’innovazione, si concentrano purtroppo di più sulla comunicazione del fatto che stanno utilizzando la tecnologia blockchain, invece che sui vantaggi che possono trarne gli utenti. Al contrario, nel campo dell’Intelligenza Artificiale, si mette maggiormente l’accento sulla finalità piuttosto che sul mezzo. Ciò comporta il fatto che gli utenti non devono necessariamente comprendere la complessità dei Neural Network o di altre tecnologie sottostanti, ma possono utilizzare i servizi e beneficiarne in modo immediato e intuitivo. Il mondo Blockchain ha molto da imparare sotto questo punto di vista, ma sta facendo passi nella giusta direzione.
Il futuro del Web3
La diffusione delle criptovalute come Bitcoin ed Ethereum, insieme ai progetti NFT, ha reso la tecnologia blockchain una delle tendenze più promettenti dell’industria tecnologica degli ultimi anni. Tuttavia, a seguito degli eventi dell’ultimo anno, l’entusiasmo intorno a questa innovazione è stato significativamente ridimensionato. Al fine di comprendere appieno la sua evoluzione e partecipare attivamente alla sua crescita, però, non è importante solo analizzare il passato e il presente, ma anche e soprattutto rivolgere lo sguardo verso il futuro. In questo capitolo, esploreremo le possibili direzioni in cui la tecnologia blockchain potrebbe evolversi e le opportunità che potrebbe offrire nel contesto il concetto emergente di Web3.
Qual è il futuro della tecnologia blockchain? Quali sono i prossimi passi verso l’ adozione di massa? In questo contesto, uno dei termini chiave che sta emergendo è appunto quello di “Web3”. Questo ormai popolare Web3 può essere definito come una versione decentralizzata e più democratica dell’attuale Internet, che usa la blockchain come strumento determinante. Il nome deriva appunto da una contrapposizione al Web2, in cui i dati e i contenuti sono invece centralizzati in un piccolo gruppo di aziende spesso indicate come “Big Tech”. Il termine Web3, coniato inizialmente nel 2014 dal co-fondatore di Ethereum, Gavin Wood, ha in realtà guadagnato notevole popolarità solo negli ultimi anni, crescendo in maniera esponenziale nel 2021.
Ed è proprio questo aumento nella frequenza di utilizzo del termine “Web3” che, a mio avviso, rappresenta un passo importante verso l’adozione di massa di questa tecnologia. L’adozione del concetto di Web3 rende più accessibile e accattivante l’accesso della tecnologia blockchain all’utente, stimolando curiosità e interesse. Questo perché, vista la non-sempre positiva reputazione del mondo crypto e la difficoltà di molti utenti nell’approcciarsi a nuove tecnologie, l’utilizzo di termini innovativi come “Blockchain”, “Crypto” e “NFT” rischia spesso di ottenere l’effetto opposto di quello desiderato, spaventando e allontanando clienti e utenti. Il Web3 invece si rifà ad un concetto conosciuto dalla gran maggioranza delle persone, il famoso “Web”: uno strumento accessibile a tutti, utilizzato per la ricerca di informazioni, la comunicazione, e lo scambio giornaliero di contenuti in modo globale e istantaneo.
Ma per quanto l’utilizzo di una terminologia più user-friendly sia fondamentale, non è certamente abbastanza per il raggiungimento del mainstream. Per ottenere l’adozione di massa e aumentare la popolarità di Blockchain, NFTs e Web3, è necessario concentrarsi su due fattori:
- La comunicazione dei benefici che questi strumenti possono offrire.
- L’eliminazione di complessità a livello di terminologia e di utilizzo.
In primo luogo, è essenziale effettuare un “rebranding” del mondo Blockchain, poiché la rappresentazione distorta e spesso negativa che i media tradizionali forniscono di questa tecnologia come fonte di frodi, truffe e speculazioni, può scoraggiare gli utenti dall’approcciarsi a essa. In questo senso, è necessario per le aziende e gli appassionati concentrarsi sui benefici e sugli aspetti innovativi della Blockchain e del Web3 al fine di evidenziarne il potenziale positivo.
In secondo luogo, è essenziale eliminare le difficoltà tecniche che impediscono ai punti di forza di queste tecnologie di raggiungere l’esperienza dell’utente finale e delle aziende. Questo vuol dire da una parte ridurre l’utilizzo eccessivo di terminologie ancora troppo distanti dai consumatori, e dall’altra la sostituzione e l’intervento su meccanismi nativi del mondo cripto che rendono l’esperienza complicata e spesso inaccessibile, come cripto wallets, gas fees, e seed phrases.
Nel concreto, è ancora presente un forte gap tra il mondo Web3 e l’utilizzatore finale, il che comporta un ostacolo per la diffusione delle applicazioni basate su blockchain e per la creazione di valore nel loro ecosistema.
Per superare questo ostacolo, è quindi essenziale avvicinarsi di più all’utente adottando un approccio ibrido, noto anche come “Web 2.5”. Questo approccio consiste nell’utilizzare gli strumenti già popolari e ben noti nel mondo del Web2, come l’utilizzo delle carte di credito per effettuare acquisti online, combinandoli con le infrastrutture Web3 come i network blockchain.
Ad esempio, l’introduzione dell’ ERC-4337su Ethereum e del nuovo servizio di Wallet as a Service di Coinbase che permettono all’utente di bypassare l’utilizzo dei wallets, sono buoni esempi di come l’adozione di un approccio ibrido possa contribuire a facilitare l’utilizzo delle applicazioni blockchain e rendere la tecnologia più accessibile.
Riflessioni finali
In conclusione, il Web3 rappresenta il futuro dell’Internet, in cui l’utilizzo di tecnologie decentralizzate come la blockchain consente di creare applicazioni più sicure e trasparenti. A tal proposito, molte aziende stanno iniziando ad adottare la tecnologia blockchain e ad integrare le funzionalità del Web3 nei loro prodotti e servizi, e stiamo inoltre assistendo ad una lenta ma costante ripresa del mercato delle criptovalute.
Tuttavia, l’adozione di massa richiederà tempo e sforzi, poiché questa tecnologia è ancora poco compresa dal grande pubblico. Ad oggi infatti, è evidente che molte delle aziende che aderiscono al Web3 lo facciano solamente con l’intento di non rischiare di essere lasciate indietro, ma l’adozione su larga scala richiederà un rebranding positivo e una maggiore consapevolezza dei benefici offerti da queste innovative applicazioni.
Nonostante ciò, i vantaggi offerti dal Web3 sono innegabili, e la sua adozione su larga scala potrebbe portare a un futuro sempre più decentralizzato, dove gli utenti finali avranno finalmente un maggiore controllo sui propri dati e sulle proprie interazioni online. Pertanto, continuare a concentrarsi sui benefici della tecnologia blockchain e sulle sue potenzialità, cercando di ricostruire l’esperienza degli utenti, potrebbe rappresentare la chiave per accelerarne l’adozione di massa e per creare un futuro sempre più innovativo.










