• Home
  • Categorie
    • Market e Data
    • Crypto news della settimana
    • Economia
    • Politica
    • Legal
    • NFT
    • Educational
    • Generale
    • Press & Partnerships
    • Tutte le categorie
  • Redazione
  • Diventa scrittore
Blog logo
No Result
View All Result
  • English
Blog logo
  • Home
  • Categorie
    • Market e Data
    • Crypto news della settimana
    • Economia
    • Politica
    • Legal
    • NFT
    • Educational
    • Generale
    • Press & Partnerships
    • Tutte le categorie
  • Redazione
  • Diventa scrittore
No Result
View All Result
Blog logo
No Result
View All Result

Bitcoin e criptovalute: due mondi inconciliabili

Dott. Luca ZilianibyDott. Luca Ziliani
13 Aprile 2023
in Applicazioni reali
Reading Time: 7 mins read
A A

Nonostante lo scetticismo iniziale, tipico di qualsiasi innovazione ai primi stadi, ormai è chiaro che le criptovalute facciano parte della nostra quotidianità e che il loro utilizzo di massa porterà una rivoluzione che integrerà ancora di più il mondo digitale nella nostra vita.
Alla base di qualsiasi criptovaluta conosciuta vi è la blockchain: una tecnologia in grado di disintermediare e decentralizzare la gestione delle informazioni e del valore economico ad esse associato e che è considerata una delle tecnologie che nel prossimo futuro saranno alla base dei sistemi informativi aziendali di tutto il mondo.
Poiché ad oggi questa innovazione è stata accettata dall’opinione pubblica e, in buona parte, dagli enti regolatori in tutto il mondo, e poiché le problematiche ambientalistiche ad essa associate sono perlopiù state superate, non si può fare a meno di notare che ci sia una domanda che abbiamo smesso di farci: abbiamo davvero bisogno di una blockchain?

Già, perché quando si parla di innovazione tecnologica ci si aspetta anche una certa efficienza, e invece la blockchain non è un sistema efficiente bensì tutto il contrario, dato che si basa sulla ridondanza delle informazioni in essa contenute, che sono duplicate su tutti i nodi della rete, e sulla Proof of Work, che richiede un’elevata potenza di calcolo (hashrate) e quindi un elevato consumo di elettricità da parte dei nodi stessi, per poter verificare l’esattezza di quelle informazioni e garantirne l’immutabilità. Questo almeno per quanto riguarda la prima che sia stata inventata, nonché l’unica che possa essere definita tale in quanto veramente decentralizzata:
la blockchain di Bitcoin.

Sì, perché tutto ciò che è venuto dopo, tutta la tecnologia che sta alla base delle altre criptovalute, non è altro che un tentativo di superare i limiti di Bitcoin, di superare il cosiddetto trilemma della blockchain, il quale prevede che solamente due tra le caratteristiche di decentralizzazione, scalabilità e sicurezza possano essere ottenute a discapito della terza.
E mentre per Bitcoin la scelta di Satoshi è stata di sacrificare la scalabilità, intesa come numero di transazioni al secondo, per Ethereum (post merge), Cardano, Solana, Avalanche, Polygon e Tron, che sono solamente alcune delle più utilizzate, è stata sacrificata la caratteristica di decentralizzazione pur di ottenere una maggiore scalabilità. E a cosa è servito tutto ciò? Solamente a creare decine di “blockchain” aventi tutte, sostanzialmente, la stessa funzionalità anche se con caratteristiche leggermente diverse in termini di meccanismi di consenso, di quantità di nodi della rete e di transazioni al secondo processate, eppure tutte con la stessa nota comune: la mancanza di decentralizzazione.

Ma perché la decentralizzazione è così importante? Semplicemente perché fa sì che una blockchain diventi realmente immutabile in quanto rende più complesso realizzare un attacco coordinato, da parte della maggioranza dei nodi della rete, per modificare le transazioni che vi sono state salvate. Infatti, una blockchain decentralizzata come quella di Bitcoin si basa sul concetto di non fiducia: poiché non ci si può fidare di chi valida le transazioni, dato che avrebbe la possibilità di modificarle per il proprio tornaconto, si obbliga ogni nodo a conservare lo storico di tutte le transazioni che sono avvenute (cosa che avviene generalmente in qualsiasi blockchain) e si rende estremamente costoso ogni tentativo di modificarle tramite Proof of Work (questa è la differenza), disincentivando il comportamento malizioso e retribuendo invece il lavoro svolto per validarle con la creazione di nuove criptovalute (mining).

Ne deriva che ogni blockchain che non sia completamente decentralizzata tenda ad essere esposta a potenziali attacchi e richieda necessariamente agli utenti di riporre la propria fiducia in chi controlla la stessa, specialmente quando quest’ultima si basa sulla Proof of Stake, la quale prevede che i nodi che mettano in staking una maggior quantità di criptovalute vengano scelti con maggior probabilità per validare le transazioni. Di conseguenza, chi possiede più monete può accordarsi e dare vita ad un attacco mirato, che è reso molto più semplice dal fatto che è sufficiente mettere d’accordo al massimo poche decine di nodi e non decine di migliaia come nel caso di una blockchain decentralizzata in cui tutti i nodi della rete hanno lo stesso valore.

Ma allora, se gli utenti devono riporre la propria fiducia in chi ha il controllo della blockchain per avere la certezza che i propri soldi, sottoforma di criptovaluta, siano realmente di loro proprietà, qual è la differenza con i sistemi informativi usati da una banca o da un’azienda tecnologica come Google, ad esempio, dato che sono entità di cui gli utenti sono costretti a fidarsi quando utilizzano i loro servizi? La risposta è molto semplice: nessuna. Non c’è alcuna differenza tra una banca e una criptovaluta basata su una blockchain non decentralizzata, per quanto riguarda chi ne utilizza i servizi, eccezion fatta per la tecnologia, che tra l’altro è molto meno efficiente per definizione, e per il fatto che le banche sono decisamente più regolamentate e, di conseguenza, più sicure. Ma allora perché dovremmo aver bisogno di una blockchain se un sistema bancario già esiste ed è anche più efficiente?

Quel che è certo è che la blockchain, che affonda le sue radici sulla teoria economica di Hayek, è un’innovazione incredibilmente efficace per uno e un solo scopo: disintermediare il concetto di moneta rendendola un mezzo di scambio esclusivamente peer-to-peer per poter, così facendo, eliminare l’influenza monopolistica degli stati sul controllo del denaro e, di conseguenza, eliminare il bisogno di affidarsi alle banche per utilizzarlo.

Questo è il motivo per cui è stato creato Bitcoin, questo è il motivo per cui la Proof of Work, insieme all’adeguamento della difficoltà del mining, è un meccanismo fondamentale per garantire la sicurezza del network e lo è proprio perché richiede un elevato consumo energetico, dato che significa rendere estremamente costoso un attacco alla rete; ed è sempre questo il motivo per cui la decentralizzazione è la caratteristica più importante di tutte: perché se non ci fosse, qualsiasi tribunale potrebbe tranquillamente ordinare di spegnere i server e tutta la blockchain smettere di esistere. Per questo motivo tutte le criptovalute che sono state ideate per superare i limiti di Bitcoin sono, in ultima istanza, destinate a fallire: perché nel momento in cui inizieranno a rappresentare una minaccia per l’attuale sistema finanziario verranno dichiarate fuori legge e dismesse, esattamente come è già successo con l’esperimento di e-gold.

Parlare di criptovalute significa considerare tutto ciò che è al di fuori di Bitcoin e, al momento, qualsiasi soluzione esistente non è decentralizzata e, di conseguenza, è estremamente improbabile ritenere che possa essere una valida alternativa al sistema finanziario mondiale. Quello che rappresenta una rivoluzione inimmaginabile fino a pochi anni fa, invece, è proprio un sistema completamente decentralizzato, perché toglie il potere associato alla creazione della moneta alle istituzioni che lo hanno avuto per secoli e lo riconsegna alle persone; persone che, come stiamo vedendo di nuovo in questi ultimi mesi, alla fine sono quelle che pagano il prezzo delle politiche artificiali di inflazione monetaria decise per loro da tali istituzioni.

La blockchain, quindi, è esclusivamente quella di Bitcoin e Bitcoin è la valuta sottostante che rende questa tecnologia sostenibile economicamente;
il mondo delle criptovalute, invece, è un esperimento volto a cercare di sostituire alcune istituzioni secolari con nuove entità, a cambiare gli attori coinvolti ma non il sistema in sé, ed è inverosimile aspettarsi che questo possa accadere perché, come già detto, questo cambiamento non porta alcun vantaggio aggiuntivo per gli utenti, quindi, di fatto, viene a mancare la caratteristica base di qualsiasi rivoluzione tecnologica.
Ciò significa che se la blockchain avrà successo come tecnologia dipenderà esclusivamente dall’adozione di Bitcoin: per dare vita ad un nuovo sistema finanziario è necessario che venga utilizzato in tutto il mondo, o perlomeno in gran parte di esso, ma perché ciò sia possibile è necessario che sia scalabile e, come detto in precedenza, Bitcoin non lo è.

E’ per questo che la vera innovazione, arrivati a questo punto, sta nel non utilizzare la blockchain o, per meglio dire, utilizzare Bitcoin senza la blockchain.
Ed è qui che entra in gioco Lightning Network: un secondo layer su cui memorizzare tutte le transazioni che avvengono tra due utenti tramite l’apertura di un apposito canale e che permette di trascriverle sulla blockchain principale sotto forma di un’unica transazione una volta chiuso il canale stesso (analogamente al meccanismo di settlement che avviene tra le banche, solo esteso ad ogni coppia di utenti della rete). In questo modo è possibile processare un numero di transazioni superiore a quello delle criptovalute basate sulla Proof of Stake e con una velocità di transazione superiore a quelle di Visa e Mastercard, superando quindi il trilemma della blockchain e rendendo Bitcoin utilizzabile quotidianamente, realizzando finalmente la visione di Satoshi di Bitcoin come mezzo di scambio decentralizzato e peer-to-peer che sia anche riserva di valore.

Un’innovazione, per essere tale, deve apportare un miglioramento sostanziale rispetto allo stato dell’arte e cambiare le abitudini di chi la utilizza ogni giorno, sopravvivendo a discapito di tutte le sue imitazioni. La blockchain ha il potenziale per diventare l’innovazione più importante della storia moderna, ma solo se Bitcoin verrà accettato come valuta di base del nuovo sistema finanziario mondiale; e questo avverrà solo se saranno le persone a riconoscerlo come tale e ad utilizzarlo. Eppure, affinché questo accada in futuro, è necessario che ognuno di noi colga l’essenza della tecnologia blockchain, capisca la spinta che sta alla base di un’innovazione così rivoluzionaria e comprenda a fondo quanto Bitcoin e le criptovalute siano due mondi inconciliabili che non possono coesistere e che inevitabilmente, continueranno a scontrarsi finché uno sopravvivrà a discapito dell’altro.

Io scommetto su Bitcoin, e voi?

Tags: AIBitcoinBlockchainConsumoCryptoEthereumminingProof of StakeTransazioniVelocità
Dott. Luca Ziliani

Dott. Luca Ziliani

Bitcoin maximalist | Blockchain addicted | Finance enthusiast

Articoli correlati

Applicazioni reali

Introduzione alla tematica della blockchain in ambito di filiera delle ceramiche

La filiera della ceramica in Italia e la blockchain: stato dell’arte e sfide della filiera Il settore dei materiali ceramici...

byArch. Massimo Stefani
14 Gennaio 2026
Applicazioni reali

Marketing digitale: il nuovo equilibrio tra fiducia e tecnologia

Come costruire fiducia nel marketing digitale usando tecnologia, dati, GDPR e standard come ISO/IEC 27001 per rendere trasparenti processi e...

byCamilla Umiliani
24 Dicembre 2025
Applicazioni reali

Blockchain e  AI  per la web  reputation: nuove sfide e opportunità nell’era digitale

Nel mio percorso professionale, mi sono spesso trovato a riflettere su come la web reputation ,ovvero la reputazione online di un...

byDott. Niccolò Quattrini
13 Novembre 2025
Applicazioni reali

AI e Content Creator: il futuro è umano (se sappiamo usarlo)

Intro L’intelligenza artificiale non è il futuro: è già qui. Sta cambiando il modo in cui lavoriamo, creiamo, comunichiamo. E...

byLorenzo Di Domenico
15 Ottobre 2025
Next Post

Tassazione e monitoraggio delle valute digitali

Iscriviti alla newsletter

Crypto Insights

Iscriviti per restare aggiornato sul nostro blog e sulle nostre iniziative future!

La tua iscrizione non può essere convalidata.
La tua iscrizione è avvenuta correttamente.
ACTION MAP
  • Exchange, listing, Pay Component

  • Accetta pagamenti in crypto e moneta FIAT

  • Synkrony Defi commissioni minime

  • Blockchain nel settore finanziario

  • Custom Asset e moneta programmabile

  • Token, Stable Coin, NFT

Market & Data
New wallet

Special Authors

Avv. Marco Del Fungo
Avv. Marco Del Fungo
7 posts
Cybersecurity Legal Advisor - Data Protection Diritto delle Nuove Tecnologie…
View Posts →
Maurizio Acco
Maurizio Acco
6 posts
Fondatore - Arezzo Bitcoin
View Posts →
Dott. Marco K. Santarelli
Dott. Marco K. Santarelli
5 posts
Marco Santarelli Network Analysis, Intelligence and Defence Intelligence of things…
View Posts →
Raffaele Battaglini
Raffaele Battaglini
2 posts
Founder at Battaglini-De Sabato Law Firm - Organiser at Legal…
View Posts →
Davide Zanichelli
Davide Zanichelli
2 posts
Camera dei Deputati - Commissione IV Finanze
View Posts →
Luigi Corvo
Luigi Corvo
1 posts
Founder di Open Impact.Professore associato presso l' Università Bicocca di…
View Posts →
Lorenzo Zamponi
Lorenzo Zamponi
1 posts
Socio presso ZM Consulting Srl Commercialista e Branch administrator presso…
View Posts →
Prof. Santi Tomaselli
Prof. Santi Tomaselli
1 posts
Presidente Osservatorio Romano ai fondi europei.
View Posts →
On. Luca Carabetta
On. Luca Carabetta
1 posts
Deputato al Parlamento italiano | Commissione per lo sviluppo economico…
View Posts →
Michele Ficara Manganelli
Michele Ficara Manganelli
1 posts
Gallerista di NFT ART CH | Grid Trader ed esperto…
View Posts →
Dott. Fabio Massimo Castaldo
Dott. Fabio Massimo Castaldo
1 posts
Dott. Fabio Massimo Castaldo Vice Presidente del Parlamento Europeo
View Posts →
Eugenio Giovanardi
Eugenio Giovanardi
1 posts
Co-Founder Moonia | NFT Strategist | VR Specialist | Metaverse…
View Posts →

Menu

  • Home
  • Categorie
  • Diventa un autore
  • Redazione
  • Credits
  • Chi siamo
  • Privacy Policy

Follow us

  • Home
  • Market&Data
  • Scrivi per noi
  • Wallet
logo-action-map ACTION MAP
blockchain-pin blockchain-pin blockchain-pin blockchain-pin blockchain-pin blockchain-pin blockchain-pin blockchain-pin
ACTION MAP
logo-synkrony
logo-hdemy
4rya, identità digitale in Blockchain
4rya, Blockchain digital identity
Articoli
Articles
Autori
Authors
Editorial Staff
The blog team
Redazione
Il team del blog
Newsletter
Ricevi nuovi articoli
Newsletter
New articles of the week for you
Contact us
Do you have questions or curiosities?
Contattaci
Hai domande o curiosità?
Privacy Policy
Cookie Policy
Privacy Policy
Cookie Policy

Preparati a sviluppare i tuoi progetti blockchain

La tua iscrizione non può essere convalidata.
La tua iscrizione è avvenuta correttamente.
Hdemy Platform

Discover the potential of Synkrony Exchange

Your registration cannot be validated.
Your registration was successful.
Synkrony Exchange Platform

Scopri il potenziale di Synkrony Exchange

La tua iscrizione non può essere convalidata.
La tua iscrizione è avvenuta correttamente.
Synkrony Exchange Platform

Get Ready to build your blockchain projects

Your registration cannot be validated.
Your registration was successful.
Hdemy Platform

Do you have suggestions, feedback, merchants to add to the map?

Contact us on our direct channel

Telegram

Hai suggerimenti, feedback o esercenti da aggiungere alla mappa?

Contattaci sul nostro gruppo ufficiale!

Telegram

No Result
View All Result
  • Home
  • Categorie
    • Market e Data
    • Crypto news della settimana
    • Economia
    • Politica
    • Legal
    • NFT
    • Educational
    • Generale
    • Press & Partnerships
    • Tutte le categorie
  • Redazione
  • Diventa scrittore
  • English

© by Affidaty S.p.A.