Fui colpito da questa frase detta da un rinomato Revisore Legale durante un corso di formazione.
Associai immediatamente quel che aveva detto alla blockchain.
Il revisore legale è un professionista esperto in una molteplicità di discipline in particolare economiche e giuridiche. Il suo compito principale è assicurare, attraverso il controllo, che un ente privato o pubblico dichiari correttamente le informazioni. Deve attestare (in veste di Pubblico Ufficiale) la veridicità dei fatti, deve “notarizzare” o “certificare” proprio come fa la blockchain.
Le fondamenta su cui si fondono tutte le applicazioni che utilizzano il sistema blockchain sono la trasparenza (tutte le informazioni sono pubbliche e immutabili), decentralizzazione (i dati vengono scritti su più registri distribuiti nella rete), disintermediazione (non c’è il controllo di un ente preposto), automazione e “certificazione” (al verificarsi di determinate condizioni l’accordo si esegue senza l’impulso delle parti).
Questi principi applicati al processo di revisione (inteso proprio come un controllo di filiera) possono esser di aiuto allo scetticismo professionale che è tenuto a mantenere costantemente il Revisore. Questa diffidenza o mancanza di fiducia che il professionista è obbligato a rispettare serve affinché non si verifichino errori significativi attribuibili a fatti o comportamenti che sottintendono irregolarità e frodi.
L’enorme vantaggio che ci ha regalato Satoshi Nakamoto con la diffusione del Bitcoin è l’indipendenza. Questo ci porta un grande beneficio in termini di trasparenza e sicurezza ma anche immutabilità del dato trascritto e certezza temporale.
Ecco quindi che tornando alla frase iniziale possiamo definire la tecnologia Blockchain come una delle più grandi rivoluzioni del nuovo millennio, perché ci regala quanto l’umanità ha più bisogno: la pubblica fede. Poter certificare un dato nella storia e renderlo inviolabile porta enormi vantaggi in tanti settori e permette alla popolazione tutta di ritrovare fiducia nel sistema e nell’umanità.
“Troppo grande per fallire”
Nessuno avrebbe mai detto che una delle principali banche potesse fallire, eppure è accaduto con la Lehman Brothers ed è stato un evento drammatico per decine di migliaia di persone e soprattutto uno dei più grandi eventi che ha permesso alla popolazione mondiale di non fidarsi più di un soggetto assolutamente credibile e sul quale avevano posto la massima fiducia (il sistema bancario).
Un progetto in fase di sviluppo sta cercando di risolvere questo “gap” partendo dal bisogno che soddisfa proprio la Revisione Legale.
Un Revisore ha il dovere di controllare durante tutto il suo mandato che ogni fatto dichiarato sia corretto. Non può permettersi errori, ha responsabilità enormi ed è tenuto a rispettare esattamente i principi della revisione. Cosa che probabilmente chi controllava (e controlla) il sistema bancario non ha fatto in modo corretto.
Chissà cosa potrebbe succedere se esistesse un sistema pubblico e trasparente dove ogni giudizio e attività venisse trascritto in modo immutabile, pensiamo a cosa potrebbe accadere se un analista o un’agenzia associasse ad un pacchetto di obbligazioni, un determinato voto/giudizio e lo stesso “notarizzato” su blockchain. Immaginiamo il peso che potrebbe avere un controllo di tutti questi aspetti nelle mani del popolo e non di poche agenzie e infine proviamo a immaginare cosa potrebbe accadere a chi emette giudizi forvianti o addirittura non veritieri.
Il crollo del sistema finanziario iniziato nel 2007 è stato causato da una crisi di liquidità, dovuta dall’atteggiamento “poco” etico delle banche in accordo con le agenzie di rating.
Queste prestavano soldi a chiunque e sono state costrette a nascondere tali prestiti in “pacchi” di titoli tossici. La conseguenza la conosciamo tutti.
La tecnologia web3 permette a qualsiasi processo di filiera di essere trasparente e sicuro, pertanto qualsiasi settore che genera un prodotto o servizio attraverso un processo di filiera può beneficiarne. Agroalimentare in primis, ma anche il settore dell’energia, edilizia, automotive, arte e musica, attività sociali, trading, real estate, turismo, supply chain, e tutto il settore dei servizi come il catasto, la sanità, le assicurazioni, sistemi di voto, gare di appalto, identità digitali e il mondo trasversale del sistema finanziario, oltre che alla Finanza Decentralizzata (DeFi) che ha permesso alla popolazione di beneficiare di canali differenti dai classici.
Pensiamo alla filiera dei dati immessi nei sistemi che decretano la sorte di un soggetto o di un’azienda, immaginiamo di avere la certezza del tempo, del valore e di chi ha decretato quel giudizio e pensiamo a quanto potrebbe essere utile al mondo intero a non commettere frodi.
Un Notaio rende pubblico uno specifico dato su un determinato registro depositato presso un unico ente, la tecnologia della blockchain permette la trascrizione immediata su di un registro digitale distribuito sulla rete e disintermediato al quale viene associato un hash (sigillo univoco) ad una data assolutamente certa (time stamp).
Non è impensabile automatizzare ogni passaggio di una filiera sotto l’aspetto contabile, economico, finanziario e giuridico, evitando in questo modo che un soggetto commetta un reato. Gli oracoli automatici o meno saranno essenziali.
Concludendo, credo che Satoshi Nakamoto ci abbia regalato l’opportunità di chiudere una porta su di un mondo nocivo e aprirne un’altra sullo stesso mondo, ma con una speranza in più.
Non essere obbligati a doverci fidare di un sistema con soggetti centralizzati che si pongono come intermediari fiduciari e magari imparare a vedere la fiducia con una prospettiva diversa.
Ad oggi l’uomo non può fidarsi del suo simile e per questo semplicissimo fatto bisogna cogliere l’opportunità che ci è stata offerta e decentralizzare affinché l’uomo possa fidarsi dell’uomo.











