Intro
Negli ultimi 12 mesi si è sentito parlare tantissimo di blockchain. Eppure le applicazioni di questa tecnologia non sono ancora arrivate alla massa.
La chiave di tutto secondo gli esperti di settore è trovarne le utilità nascoste e facilitarne l’utilizzo.
“La blockchain è una tecnologia che risponde a tantissime domande, alcune delle quali non ce le siamo ancora poste.”
Cos’è la blockchain
La blockchain è fondamentalmente un registro distribuito nella rete dove tutti possono leggere e scrivere dei dati, i quali sono al sicuro essendo questo registro decentralizzato.
Per far comprendere facilmente questo concetto, nei miei seminari, uso l’esempio del libro. Considerate il registro della blockchain come un libro. Un libro nel quale sono scritte tutte le transazioni avvenute nella rete fin dall’inizio della sua esistenza. Un libro con le pagine numerate e distribuito in copie uguali a ogni partecipante alla rete.
Con questo esempio possiamo comprendere le tre caratteristiche fondamentali della blockchain:
- La verificabilità, infatti tutte le informazioni sono scritte all’interno di questo libro e chiunque può verificarle;
- La protezione da cancellazione, infatti se strappassimo una pagina di questo libro tutti se ne accorgerebbero in quanto le pagine sono numerate;
- La protezione da modifiche, infatti essendo il libro uguale per tutti possiamo verificare facilmente se una persona ha modificato anche una singola lettera nel suo libro.
Questi concetti si possono trasporre al “registro mastro” nel formato digitale.
Il tutto è reso possibile dalla modalità di salvataggio delle “pagine di questo libro” che avviene tramite una catena di blocchi. Ogni blocco contiene un pacchetto di informazioni che vengono salvate e legate al blocco successivo in maniera da formare una catena immodificabile. La blockchain appunto.
Una delle prime applicazioni che è stata resa possibile dalla blockchain è la gestione del valore e delle transazioni. In altre parole la criptovaluta.
La criptovaluta come prima utilità della blockchain
Il bitcoin è stata la prima criptovaluta nata sfruttando la blockchain. Nel 2009, un anonimo personaggio conosciuto con lo pseudonimo di Satoshi Nakamoto ha inventato questa valuta viva più che mai ancora oggi.
Per alcuni Bitcoin è molto di più di una cryptovaluta, è l’unica cryptovaluta autentica e libera ed è qui per cambiare il mondo. Dobbiamo infatti capire che i sistemi di valuta hanno sempre plasmato la storia dell’uomo. Superando il baratto l’uomo ha reso possibile lo sviluppo dell’economia.
Da prima con sistemi basati su pietre o conchiglie, per passare poi all’oro ed infine alla moneta.
Questi sistemi hanno sempre avuto un valore cardine che li reggeva: la scarsità della valuta in natura e il lavoro per crearne di nuova.
Di oro ce n’è un certo quantitativo in natura ed estrarlo comporta lavoro. Così l’oro può mantenere il suo valore nel tempo perché è scarso. Così era anche per le monete finché nel ventesimo secolo si sono staccate dal legame con l’oro permettendo agli stati di produrre nuova moneta a loro discrezione.
Il bitcoin vuole tornare ad essere una valuta scarsa e difficile da produrre. Infatti per produrre nuovi bitcoin occorre far lavorare dei computer che sono proprio quelli che mantengono la rete blockchain di Bitcoin. Inoltre il sistema è progettato per arrivare ad un limite di 21.000.000 di bitcoin coniati. Questo rende il bitcoin agli occhi di molti come un “oro digitale”.
Ma il vantaggio delle criptovalute è superiore ancora a quello dell’oro infatti permettono veloci pagamenti online e sono facilmente trasportabili. Basta pensare che potremmo portare con noi tutta la nostra riserva di bitcoin semplicemente ricordando a mente la password di accesso al nostro portafogli.
Queste applicazioni hanno fatto esplodere il bitcoin e le altre criptovalute nate successivamente in tutto il mondo e specialmente in quei paesi in cui la popolazione era più oppressa e aveva bisogno di sfuggire al controllo delle banche centrali.
Da cryptovaluta a token
Di cryptovalute oggi ne esistono a migliaia, ma poche sono quelle che mantengono reale valore nel tempo. Ognuno di noi può facilmente creare una valuta digitale valida all’interno del proprio ecosistema e questa viene chiamata token.
Un token spesso non ha un valore corrispondente in Euro o Dollari ma viene riconosciuto come una fiches all’interno di una realtà o una community. Questo ha dato il via a tantissimi utilizzi da parte di aziende per coinvolgere e fidelizzare il proprio pubblico donando o vendendo i propri token. Questa è un’applicazione molto interessante che a nostro avviso nei prossimi anni farà nascere diversi modelli di business.
Dai token fungibili ai token non fungibili, la nascita degli NFT
I token come le cryptovalute sono fungibili, ossia intercambiabili tra di loro (un bitcoin è uguale a un altro bitcoin). Ma c’è qualcuno che un giorno ha pensato di cambiare questa cosa. Sono nati gli NFT (Non-Fungible-Token) ossia dei token che sono sempre diversi uno dall’altro. Sono identificati nel registro della blockchain da dei codici univoci ognuno dei quali ha un unico proprietario. Solo il proprietario può trasferire questa proprietà ad un successivo proprietario. Questo ha reso possibile un’altra applicazione della blockchain dalle grandi utilità: l’identificazione univoca di un asset digitale e la sua proprietà.
Nascono così collezioni di NFT con pezzi unici come i CryptoPunk o le famose Bored Ape che danno diritto di accesso a una community riservatissima. Ma gli NFT vengono anche utilizzati molto nel mondo dell’arte per vendere le opere nel digitale o nel mondo reale per archiviare e garantire le informazioni su un prodotto. Ad esempio Alfa Romeo ha legato un NFT per ogni Tonale venduta nel quale saranno archiviate le informazioni sulla manutenzione e la storia dell’auto garantendone così il valore nel tempo.
Il futuro nel metaverso e nel web3
Ad ottobre 2021 Facebook cambia nome in Meta e lancia la sua visione per il Metaverso. Una realtà virtuale dove le persone si incontrano, socializzano, lavorano, si divertono e posseggono oggetti virtuali.
Dalle terre dove costruire casa agli abiti, nel mondo virtuale chiamato Metaverso tutto può essere acquistato e posseduto in maniera univoca e certificata. Questa è l’ultima applicazione della blockchain che grazie agli NFT rende possibile questa certificazione di proprietà.
Per alcuni il metaverso non è altro che un videogioco ma se pensiamo che per la prima volta possiamo identificare in maniera unica un oggetto digitale e “possederlo” ci rendiamo conto di quanto questo mondo oggi possa essere simile a quello reale.
A questo si aggiungono le tecnologie attuali dei visori VR come gli Oculus o AR che permettono di vedere oggetti virtuali nella nostra realtà fisica. Le aziende hanno iniziato a costruire la loro presenza nel metaverso e secondo la nostra visione molte realtà potrebbero presto avere un ambiente nel metaverso per presentare i propri prodotti in sostituzione al classico sito web.
Il passaggio da Web2 a Web3
Proprio il web sta infatti cambiando. Stiamo assistendo alla terza rivoluzione dell’online. Se nel web 1 abbiamo visto una versione di internet monodirezionale dove pochi utenti creavano un sito web e molti altri potevano soltanto leggerlo, nel web2 la rivoluzione è stata portata avanti dai social. Oggi infatti con il web2 le persone possono tranquillamente pubblicare contenuti in queste piattaforme e raggiungere migliaia di utenti facilmente. Ma nel tempo queste piattaforme sono diventate sempre più potenti e il potere centralizzato non piace più a molti.
Da questa insoddisfazione nasce il web3 che proprio grazie alla blockchain permette di avere maggiore decentralizzazione e privacy. Infatti grazie all’identità digitale garantita dal nostro wallet possiamo “portare con noi i nostri dati” non dovendoli dare alle piattaforme che stiamo utilizzando. Le stesse piattaforme nel web3 potrebbero non essere più centralizzate nei server di un’azienda ma girare direttamente in blockchain con la proprietà degli utenti che le utilizzano e che ne decretano le decisioni attraverso una DAO (decentralized autonomous organization).
Due nostre applicazioni pratiche
Sul web tanti parlano di metaverso ed NFT ma la realtà è che pochissimi stanno realmente utilizzando queste tecnologie facendone un interesse pratico per il business. Con PerformanceW3B abbiamo organizzato un team di esperti sviluppatori con i quali lavoriamo a progetti pratici e penso sia interessante se vi porto due esempi.
Il primo è nel settore Yachting. Si tratta della realizzazione di uno Yacht nel metaverso con delle particolari proprietà. Le persone ci potranno entrare e fare delle esperienze immersive. All’interno troveranno degli NFT che collegano gli oggetti del metaverso a oggetti realmente esistenti. Il cliente è un produttore del settore Yacht e l’utilità di questo progetto sta nel poter portare in fiera quello che oggi non si può portare.
Un secondo esempio è nel settore della mindfulness. Abbiamo creato degli ambienti per la meditazione di gruppo dove i partecipanti parteciperanno con i visori a 360° di Oculus. Saranno immersi in una realtà virtuale che li circonda come una sfera, anche l’audio sarà estremamente realistico e i partecipanti potranno vedersi ed interagire tra di loro. Anche in questo caso l’obiettivo del progetto non è semplicemente “far parlare di sè” ma bensì poter fare delle meditazioni di gruppo con persone dall’altra parte del mondo immersi in un ambiente di ispirazione che nella realtà fisica sarebbe impossibile. Immaginate di meditare di fronte alla statua di un Buddha enorme con delle cascate tutte intorno e sopra la testa una luna piena. Insomma anche qui l’unico limite è la fantasia.
Conclusioni, fare quello che non si poteva fare.
Conclusioni, fare quello che non si poteva fare.
Insomma le utilità della blockchain sono già molte e sono destinate ad aumentare nel tempo. Abbiamo compreso in questo viaggio che il limite oggi non è più la tecnologia o quello che possiamo fare ma piuttosto è la fantasia e quello che vogliamo fare.
Non dobbiamo considerare le cryptovalute o il metaverso come sostitutivi dei loro corrispettivi reali ma piuttosto una nuova tecnologia che ci permette di fare cose che prima non potevamo fare.
Chi sono Luca e Fabio Faccin, PerformanceW3B.
L’autore dell’articolo è Luca Faccin, Ingegnere gestionale, consulente aziendale, speaker e autore di libri sul management e sul marketing online (https://amzn.to/3cFzyuo)
I fratelli Luca Faccin e Fabio Faccin, con le loro società di consulenza PerformanceW3B e PerformancePPC, hanno aiutato centinaia di aziende a far crescere il loro business nel digitale. Esperti di web marketing e di innovazione nel digitale rivolgono oggi la loro attenzione alle tecnologie della blockchain, degli NFT e del metaverso per creare innovativi modelli di business in quello che sarà il futuro Web 3.0.










